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Un morto sotto il cavalcavia crollato: accertamenti sul peso del Tir della Nicoli foto

Martedì mattina è stato eseguito l'esame autoptico sulla salma di Claudio Bertini, morto schiacciato sotto il peso del ponte

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Proseguono le indagini per stabilire le cause del crollo del cavalcavia di Annone Brianza lo scorso 28 ottobre. Martedì mattina è stato eseguito dall’anatomopatologo Paolo Tricomi l’esame autoptico sulla salma di Claudio Bertini, morto schiacciato sotto il peso del ponte crollato, disposto dalla Procura su richiesta dell’avvocato Angelo Giuliano.

Nessuno dei tre indagati in relazione al crollo, gli ingegneri di Villa Locatelli Angelo Valsecchi e Andrea Sesana nonché il capo centro manutenzioni dell’Anas Giovanni Salvatore, tramite i propri legali – rispettivamente Edoardo Fumagalli, Stefano Pelizzari e Sara Mantegazza – ha nominato un proprio consulente per poter assistere a un accertamento che, di fatto, viste le circostanze del decesso, nulla pare destinato a spostare nel castello accusatorio, ancora in gran parte da articolare.

Decisamente più “interessanti” – dal punto di vista investigativo e dunque per giungere poi a delineare un quadro puntellato da elementi sui quali si incardinerà l’eventuale lo scontro tra pubblica accusa e difensori – saranno le risultanze degli accertamenti sul materiale posto in sequestro, a cominciare da quel che resta del cavalcavia e del tir adibito al trasporto (eccezionale) di acciaio sotto il cui peso l’infrastruttura viaria a scavalco della Statale 36 ha ceduto.

La Nicoli, società di Albino proprietaria del mezzo, ha già avanzato richiesta di restituzione del bisonte della strada, richiesta per ovvi motivi rigettata dal Procuratore Antonio Angelo Chiappani e dal sostituto Nicola Preteroti che, a quattro mani, si stanno occupando del coordinamento dell’attività investigativa.

Al momento, infatti, non risulta nemmeno essere stata effettuata la “pesa” dell’autoarticolato e del suo carico, partito da Ravenna e ormai prossimo – quel maledetto venerdì – all’arrivo a destinazione nella sede dell’Eusider di Bosisio. Un “dettaglio” questo rilevante probabilmente solo nel caso in cui dovesse risultare che il peso complessivo fosse superiore al limite, fissato – per quel tipo di trasporto – in 108 tonnellate, circostanza questa già smentita dalla Nicoli stessa che ha parlato di un carico pari a 104 tonnellate, nel rispetto dell’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Bergamo, Ente territorialmente competente alla sottoscrizione di tale documento.

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