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Remuzzi ricorda Veronesi “Con il suo fascino ha diffuso pensieri innovativi” – audio

Il dottor Remuzzi ricorda il collega scomparso a 90 anni: "Una persona brillante, che sapeva conquistarti in un attimo. Che sapeva stare al mondo, diremmo noi bergamaschi"

“Era un professionista molto preparato, ma soprattutto una persona dotata di un fascino in grado di trasmettere pensieri innovativi”. Il medico bergamasco Giuseppe Remuzzi ricorda così il collega Umberto Veronesi, scomparso mercoledì 9 novembre, a 90 anni, nella sua casa milanese. Veronesi, noto oncologo e politico italiano, è stato fondatore e presidente dell’omonima Fondazione. Ha ricoperto anche il ruolo di direttore scientifico emerito dell’Istituto europeo di oncologia e dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994. Veronesi è stato inoltre Ministro della sanità dal 25 aprile 2000 all’11 giugno 2001 nel Governo Amato II.

Il professor Remuzzi ha incontrato più volte il noto collega, e l’ha avuto anche come presidente della commissione Sviluppo Sanità di Regione Lombardia: “Era un grandissimo comunicatore, che ha saputo conoscere la medicina più e meglio di tanti altri – ricorda Remuzzi – . Un uomo molto affascinante. E questa è stata una caratteristica molto importante per lui, perchè attraverso il suo fascino è riuscito a trasmettere dei concetti che sarebbe stato difficile trasmettere. Grazie a lui, ad esempio, le donne hanno capito che l’auto-esame del seno poteva salvare delle vite”.

“Aveva grandi conoscenze – prosegue – , ma soprattutto una grande capacità di comunicarle in un modo accattivante, affascinante, bello. Una persona brillante, che sapeva conquistarti in un attimo. Che sapeva stare al mondo, diremmo noi bergamaschi”.

“Un paragone che mi viene è quello con Chris Barnard. Come lui ha imparato quello che sapeva in America. Poi è tornato in Italia e attraverso la sua grande capacità di comunicare ha saputo diffondere tutto, trasformandolo in  una pratica di tutti i giorni”.

“Con lui l’oncologia ha fatto passi da gigante. Ha detto prima di tutti che di tumore si poteva guarire e dopo tanti anni ha avuto ragione. Poi lui era anche un uomo che esagerava. Nel 1970 disse che fra dieci anni tutti i tumori sarebbero stati sconfitti, come disse Nixon. E purtroppo non era vero. Però ha saputo dare speranza agli ammalati di tumore, e questa è una cosa meravigliosa, una dote fantastica per un medico”.

ASCOLTA IL RICORDO DEL PROFESSOR REMUZZI: 

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