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Gagliardini in azzurro, papà Alessandro racconta Roberto e confessa: “Ho pianto di gioia” foto

Il padre del centrocampista atalantino: "Quando mi ha chiamato il suo agente mi sono lasciato andare, ero troppo emozionato. Mio figlio si merita quello che gli sta succedendo: ha la testa sulle spalle e non ha mai tralasciato gli studi. Il merito? Prima di tutti dobbiamo ringraziare il maestro Bonifacio"

A Dalmine c’è chi sta vivendo un sogno. Roberto Gagliardini non solo si sta ritagliando il suo spazio (da protagonista) in Serie A, ma con una sola manciata di partite nel massimo campionato italiano si è già conquistato un posto nell’Olimpo grazie alla chiamata in Nazionale del ct Ventura.

Una convocazione tanto inaspettata quanto bella, che ha catapultato in un vero e proprio sogno gli amici più stretti e la famiglia del giovane centrocampista nerazzurro di Dalmine.

Alessandro Gagliardini, papà di Roberto, è professore di educazione fisica all’istituto Einaudi. La notizia gli è stata data dall’agente del figlio: “Mi ha telefonato due volte – ci ha raccontato -, prima per dirmi che probabilmente Ventura avrebbe scelto Roberto per sostituire Marchisio, e poi per darmi la conferma ufficiale. Dopo la seconda chiamata ho pianto per la gioia, è stata un’emozione immensa”.

Gagliardini

(Roberto Gagliardini ai tempi del Mariano. L’atalantino è in posa in ginocchio, nel mezzo. In alto a sinistra il fratello Andrea, a destra il padre Alessandro)

E Roberto, invece, come ha ricevuto la news?
“Roberto lunedì mattina si stava allenando con l’Under 21. Quando è rientrato negli spogliatoi, intorno alle 11.30, ha guardato il cellulare e ha trovato una marea di messaggi di complimenti da parte di amici e conoscenti: pensava a uno scherzo, inizialmente. Poi i dirigenti della Nazionale gli hanno confermato tutto, invitandolo a preparare la valigia: si sarebbe spostato subito da Roma a Coverciano”.

Un vortice di emozioni, in quest’ultimo periodo, per voi familiari e per Roberto. Come lo state vivendo?
“Io sono davvero al settimo cielo. E non solo per Roberto, che si merita tutto quello che gli sta succedendo, ma anche per Conti e Caldara, gli altri giovani atalantini che sono cresciuti con lui e stanno raccogliendo quanto si meritano”.

Gagliardini

(I parastinchi di Roberto Gagliardini: quello a sinistra porta i nomi di papà Alessandro, di mamma Rosanna, del fratello Andrea e della sorella Giulia)

Se poche settimane fa le avessero detto che Roberto sarebbe stato convocato nella Nazionale maggiore oggi, ci avrebbe creduto?
“Sinceramente no, dopo appena tre partite in Serie A. E’ tutto così incredibilmente inaspettato. Domenica, a Reggio Emilia, quando abbiamo saputo dell’infortunio di Barzagli io e i genitori di Conti eravamo convinti che sarebbe stato convocato Caldara, e invece…”.

Suo figlio e l’Atalanta, un matrimonio nato quindici anni fa e mai finito.
“Sì, Roberto è stato selezionato quando aveva sette anni. Giocava all’oratorio di Mariano di Dalmine e faceva l’attaccante: sa com’è a quell’età, si pensa solo ed esclusivamente al gol”.

Com’era il piccolo Roberto Gagliardini in campo?
“Un po’ tropo gracile. Era bravo e giocava sempre con i ragazzi più grandi di lui. Io sono stato uno dei suoi primissimi allenatori e ricordo bene quante volte sono dovuto entrare in campo a recuperarlo dopo qualche scontro con gli avversari”.

giovani atalanta

(Roberto Gagliardini negli Esordienti dell’Atalanta: è il secondo cerchiato in alto, assieme ad Andrea Conti e Mattia Caldara)

Chi lo scoprì, a Mariano di Dalmine?
“Il maestro Bonifacio, a cui vanno tutti i miei ringraziamenti. Fu lui a vederlo sul campo dell’oratorio, a capire che in quel bambino un po’ troppo magro c’erano le potenzialità che oggi vedete sul campo”.

Poi il regno di Mino Favini a Zingonia ha fatto il resto.
“Sì, l’ambiente di Zingonia ha fatto la differenza nella crescita di Roberto. Mi chiedevano ogni anno le sue pagelle per capire come andava il suo percorso scolastico perché lì si crescono degli uomini prima di tutto, il calciatore poi viene di conseguenza”.

E Roberto a scuola come andava?
“E’ sempre andato molto bene. Ha frequentato l’indirizzo di Ragioneria all’istituto Einaudi e si è diplomato senza mai essere bocciato. Come ho detto prima, si merita quello che gli sta succedendo ora”.

Serie A e ora Nazionale: cosa si aspetta adesso dal percorso di suo figlio?
“Cerco di non aspettarmi niente, lascio che Roberto sia tranquillo e che viva questo momento nel modo più sereno possibile. Ne ha bisogno, se lo merita. Quello del calcio è un mondo strano, che dà e toglie nel giro di poco tempo. Quindi, per ora, piedi per terra e avanti per questa strada”.

Roberto Gagliardini

L’Atalanta sta dimostrando di credere moltissimo nei giovani, non trova?
“E’ vero, e quando in estate sono stati offerti i rinnovi contrattuali a mio figlio, a Conti e a Caldara ho capito che si stava andando nella direzione giusta. Poi va detto che Gasperini sta facendo qualcosa di unico: nel momento più difficile e delicato ha scelto di puntare tutto sui giovani, è stato incredibile. Mi dispiace solo per Sportiello: quello che ha fatto negli ultimi due anni non dev’essere dimenticato”.

E di Ventura cosa dice? Ha spiazzato tutti chiamando Roberto…
“Dico che anche lui, come Gasperini, ha un coraggio non indifferente nel convocare un 22enne che ha giocato poco in Serie A. Ma va ammirato, secondo me, per questa cosa. Il futuro è tutto in mano ai giovani, è giusto che si punti forte su di loro”.

Gagliardini

(La famiglia Gagliardini al completo. Da sinistra a destra: papà Alessandro, la sorella Giulia, Roberto, mamma Rosanna e il fratello Andrea)

Dove può arrivare l’Atalanta dei giovani?
“Dove non lo so, di certo so che questo momento di grande euforia è qualcosa di fantastico. Allo stadio si respira entusiasmo in ogni settore, e non solo in curva: vedere i mille in trasferta a Reggio Emilia mi ha fatto venire la pelle d’oca. Se lo merita la società, se lo merita Gasperini, se lo meritano i tifosi. Speriamo che questo sogno possa continuare”.

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