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Popolare di Bergamo, risultato della gestione operativa a 232,3 milioni

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo Spa, riunitosi nella mattina di martedì 8 novembre, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica della Banca al termine del terzo trimestre 2016 che risulta influenzato dalle disposizioni attuative del Piano Industriale di Gruppo per il periodo 2016-2019/2020, oltre che dalla costituzione della Banca Unica, per complessivi 230 milioni circa.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo Spa, riunitosi nella mattina di martedì 8 novembre, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica della Banca al termine del terzo trimestre 2016 che risulta influenzato dalle disposizioni attuative del Piano Industriale di Gruppo per il periodo 2016-2019/2020, oltre che dalla costituzione della Banca Unica, per complessivi 230 milioni circa.

In particolare sono stati registrati circa 61 milioni di costi non ricorrenti da ricondurre al programma di progressiva riduzione degli organici della Banca, oltre a 166 milioni di rettifiche su crediti apportate al fine di ridurre il rapporto tra crediti deteriorati netti e patrimonio tangibile (Texas Ratio) e 2,7 milioni di ulteriori oneri per incentivi all’esodo di risorse in organico presso la Società Consortile UBI Sistemi e Servizi.

A fine settembre l’attività della Banca ha espresso un risultato economico normalizzato pari a -14,8 milioni che, se si escludessero i maggiori oneri “non preventivati”, descritti in premessa, relativi alle più significative rettifiche su crediti ed ai maggiori costi per il personale di UBI Sistemi e Servizi, darebbe luogo ad un utile netto di periodo di 107,3 milioni.

Per quanto riguarda l’aspetto economico si rilevano i seguenti andamenti:

  • risultato della gestione operativa a 232,3 milioni, con proventi operativi a 566,9 milioni ed oneri operativi a 334,7 milioni;
  • le commissioni nette mostrano una performance migliore rispetto al dato consuntivo del terzo trimestre 2015 e si posizionano a 274,2 milioni, grazie alla crescita delle commissioni di up front su risparmio gestito, da polizze assicurative oltre che da intermediazione su finanziamenti di terzi e nonostante la riduzione delle commissioni da raccolta ordini e da servizi bancari;
  • gli oneri operativi al netto delle componenti non ricorrenti in netta contrazione (-7,3 milioni), con risparmi riscontrati nelle spese del personale per 4,8 milioni e maggiori costi nelle altre spese amministrative per 13 milioni, sulle quali pesano, in particolare, gli oneri per incentivi all’esodo previsti da Piano Industriale di Gruppo in capo ad UBI Sistemi e Servizi per 2,7 milioni, la contribuzione ordinaria al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per 3,7 milioni e la contabilizzazione nel mese di settembre per 7,9 milioni del contributo ordinario al DGS (Sistema di Garanzia dei Depositi, nel 2015 calcolato al 50% in quanto previsto con decorrenza 1° luglio); tali contributi nel 2015 erano provvisoriamente imputati nella voce “Accantonamenti ai fondi rischi ed oneri”;
  • costo del credito, comprensivo dell’impatto straordinario previsto nel Piano Industriale, si posiziona all’1,75% risultando pertanto di non valida comparazione con il medesimo valore del settembre 2015 (0,54%) e dello scorso dicembre (0,66%); al netto dell’impatto straordinario previsto nel Piano Industriale, pari allo 0,57%.

Anche nei nove mesi dell’anno sono nuovamente da sottolineare gli interventi della Banca volti al sostegno dell’economia del territorio e delle famiglie; si rilevano infatti:

  • erogazioni di nuovi finanziamenti a medio/lungo termine per circa Euro 2.400 milioni – di cui 590 milioni in favore dei privati e circa 1.740 milioni a favore delle imprese – di cui concessioni di finanziamenti “TLTRO” – Targeted Longer-Term Refinancing Operations – concessi con fondi di provenienza BCE a più 3.700 controparti per oltre Euro 800 milioni.
  • la positiva crescita del numero di clienti (oltre 7.000) e di conti correnti (oltre 8.200);
  • il confermato sostegno alle iniziative di investimento delle imprese realizzato con finanziamenti strutturali erogati dalla Capogruppo per circa 290 milioni, nuove erogazioni leasing per 216 milioni e con turn over factoring per circa 2.260 milioni;
  • l’accurata gestione dei risparmi della clientela, confermata dalla crescita a doppia cifra del comparto assicurativo (+15,2%) e del risparmio gestito (+7,0%) nonostante l’andamento negativo dei mercati finanziari (indice FTSE Mib -23,4% dall’inizio del 2016); in particolare, nel periodo si sono registrati flussi netti di risparmio gestito per circa 865 milioni e nuove sottoscrizioni di “polizze vita” per oltre 700 milioni;
  • il mantenimento di elevati coefficienti patrimoniali, ben superiori ai requisiti normativi in vigore (calcolati applicando la normativa Basilea 3): alla fine del terzo trimestre il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1) è pari al 19,37%, a conferma della forte solidità patrimoniale della Banca.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti ed il rapporto sofferenze nette/impieghi netti migliorano in virtù degli interventi previsti dal Piano Industriale: l’incidenza percentuale dei crediti non performing sul totale dei crediti netti verso clientela scende al 7,07% dall’8,21% di fine 2015; il rapporto sofferenze nette/crediti netti si posiziona al 4,09%, rispetto al 4,49% del dicembre 2015 – in ulteriore riduzione rispetto al dato di sistema (4,77% alla fine del mese di agosto).

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