BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Il mio teatro tra impegno, scoperta, giovani e magia” fotogallery video

La direttrice della Stagione di Prosa Maria Grazia Panigada presenta a Bergamonews gli spettacoli in programma al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale

Impegno, ma anche scoperta e magia. Poiché la vertigine del perdersi coincide, fatidicamente, col piacere stesso del teatro. È all’insegna di questi elementi che si alza il sipario sulla stagione teatrale 2016/2017 in programma al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale di Bergamo: Altri Percorsi al Sociale dall’11 novembre; la Stagione di Prosa al Teatro Donizetti dal 13 dicembre. Una stagione che abbraccia la grande tradizione autoriale, ma anche la spettacolarità del teatro-circo, la leggerezza della comicità e l’impegno civile. A fine anno si rinnoverà inoltre l’appuntamento con l’Operetta, che accompagnerà il pubblico sino ad aprile 2017.

A generica

Dietro le quinte, per il secondo anno consecutivo, c’è ancora lei: Maria Grazia Panigada. Impegnato e appassionato direttore artistico che durante la scorsa edizione ha chiamato a raccolta 52.915 spettatori, per l’esattezza 49.882 al Donizetti e 3.033 al Sociale. Un record rispetto agli anni precedenti, tanto da registrare un 92,4% come percentuale media di riempimento di sala, il 5% in più rispetto all’edizione 2014-2015. Quest’anno sono già 250 i nuovi abbonamenti, con un incremento superiore al 50% per quanto riguarda Altri Percorsi.

Dott.ssa Panigada, gira sempre per l’Italia in cerca di nuovi spettacoli da portare a Bergamo. Visti i numeri registrati lo scorso anno il suo metodo sembra funzionare.

Funziona, ma soprattutto credo sia un metodo rispettoso nei confronti degli artisti e del pubblico. È importante conoscere quello che la gente andrà a vedere, e questo metodo mi dà le garanzie che cerco”.

Com’è stata pensata questa nuova stagione? Qual è il lavoro di ricerca e selezione che vi è dietro?

Le stagioni vengono pensate in maniera molto diversificata per fare assaggiare al pubblico cose sempre nuove, mantenendo un occhio di riguardo verso il pubblico del futuro, ovvero i giovani. Da un lato abbiamo voluto dare continuità alle presenze per seguire il percorso di attori e registi, dall’altro debutteranno sul palcoscenico artisti mai visti prima al fine di aprire nuovi sguardi e scenari sul panorama teatrale.

Ci presenta la Stagione di Prosa del Teatro Donizetti?

Debutterà dal 13 al 18 dicembre con Smith & Wesson, secondo testo teatrale dopo Novecento di Alessandro Baricco, messo in scena da Gabriele Vacis. La coppia inedita composta da Natalino Balasso e Fausto Russo Alesi sarà protagonista di una vicenda dalle tinte surreali, impreziosita da una scenofonia strepitosa che vuole riprodurre l’ambiente delle cascate del Niagara. L’anno nuovo si aprirà, dal 10 al 15 gennaio, con HUMAN di Marco Baliani e Lella Costa: una riflessione sulla condizione dell’essere umano attraverso testimonianze dirette e brandelli di vita vissuta, senza però rinunciare all’ironia e all’umorismo. Dal 19 al 22 gennaio e poi il 28 febbraio e l’1 marzo sarà la volta di Paolo Rossi in Molière, la recita di Versailles: sorprendente, libera riscrittura de L’improvvisazione di Versailles, commedia scritta da Molière nel 1663. La Pazza della Porta Accanto, in programma dal 31 gennaio al 5 febbraio è un’opera corale scritta da Claudio Fava in omaggio alla poetessa Alda Merini, donna dalla straordinaria parabola artistica e umana che visse il dramma del manicomio. Dal 7 al 12 febbraio si potrà invece assistere a Dieci piccoli indiani… e non ne rimase nessuno, adattamento del capolavoro di Agatha Christie con Ivana Monti per la regia di Ricard Reguant. C’è poi Slava’s Snowshow, poetico e magico affresco di teatro-circo, mentre dal 14 al 19 marzo un classico testo pirandelliano: Il Berretto a Sonagli, riproposto nella sua versione originale dall’attore-regista Valter Malosti, che precederà il titolo conclusivo della Stagione di Prosa 2016/2017, dal 4 al 9 aprile: Quello che non ho, di Giorgio Gallione con Neri Marcorè, impegnato a recuperare i sentimenti di ribellione civile di Pier Paolo Pasolini e le canzoni altrettanto indignate e fuori dagli schemi di Fabrizio De André.

Teatro Donizetti

(nella foto: Teatro Donizetti)

Otto titoli, dunque. C’è uno spettacolo tra questi che si sente di consigliare particolarmente?

Portare a Bergano Slava’s Snowshow è stata una bella impresa. È uno spettacolo impegnativo, decisamente richiesto e con poche date previste in Italia, tant’è che abbiamo già prenotazioni da Napoli, dalla Sardegna e dalla Svizzera. Quel che posso dire è che si tratta di uno spettacolo assolutamente magico, di puro stupore. Tutto il teatro si trasforma e fa da cassa di risonanza al mondo poetico e gioioso messo in scena da questo immenso clown russo.

E per quanto riguarda il Teatro Sociale?

L’11 novembre toccherà ad Ascanio Celestini con il suo Laika: uno spettacolo molto provocatorio e dissacrante che osserverà da una personalissima angolazione la figura di Gesù Cristo. A seguire, il 22 e 23 dicembre, Bianco su bianco, altro mirabile esempio dell’arte raffinata e piena di poesia della Compagnia Finzi Pasca, che nella passata Stagione di Prosa ha deliziato il pubblico con La verità. In scena saranno impiegate oltre 300 lampadine sfruttando una tecnologia impiegata durante la festa di chiusura delle olimpiadi di Rio de Janeiro. L’effetto che ne deriva crea notevoli possibilità notevoli sia dal punto di vista scenografico che dell’interazione degli attori con queste luci all’interno di una spettacolare foresta di lampadine. Dal teatro-circo ‘leggero’ si passerà poi alla profondità tutta teatrale di Giovanni Testori e del suo magistrale Edipus, nell’interpretazione di Eugenio Allegri con la regia di Leo Muscato. Con Ivan, adattamento del classico I fratelli Karamazov di Dostoevskij, che vedrà in scena Fausto Russo Alesi per la regia di Serena Sinigaglia, il Teatro Donizetti esordirà nelle vesti di coproduttore, insieme a ATIR Teatro Ringhiera di Milano, di uno spettacolo già inserito nella Stagione del Piccolo Teatro di Milano. Due gli spettacoli in cartellone a marzo: il divertentissimo Galateo, di e con Maria Cassi e Tong Men-G (Porta di bronzo: stesso sogno), spettacolo bilingue scritto da Shi Yang Shi insieme alla regista Cristina Pezzoli partendo dalla sua condizione di cinese immigrato di seconda generazione. Chiusura il 20 aprile con Furiosa mente di e con Lucilla Giagnoni, altra beniamina del pubblico bergamasco.

Il Teatro Sociale gremito per l'Elisir d'amore

(nella foto: Teatro Sociale)

Sotto la sua giurisdizione il teatro d’impegno torna dunque in auge.

Mi piace pensare che il teatro sia un luogo d’incontro per la comunità. Personalmente penso al teatro come a un momento bello per la città, di reciproco scambio e arricchimento. Altrimenti perché lo facciamo?

Ci fa un esempio concreto? 

Prendiamo Human, scritto da Marco Baliani e Lella Costa, uno spettacolo che s’interroga sul senso profondo del migrare. Attorno a questo spettacolo, come agli altri in programma, abbiamo proposto un progetto rivolto agli Istituti Superiori di Bergamo e provincia che ha portato gli studenti a lavorare sul testo, sulla regia e sulle tematiche che lo spettacolo sviluppa. Le classi che aderiscono al progetto sono state preparate alle tematiche dello spettacolo da un operatore della Cooperativa Ruah che ha parlato loro della questione dei Diritti Umani e del tema della migrazione. Il percorso è stato completato dalla visita alla struttura della Casa di Accoglienza Amadei e dalla partecipazione ad una cena etnica insieme ad un gruppo di  richiedenti asilo organizzata dalla Cooperativa. Dopo quest’esperienza, un ragazzo ci ha detto di aver completamente cambiato idea sui richiedenti asilo. È passato da una visione chiusa, quasi razzista, ad una visione più aperta, tollerante.

Quello dei migranti è un tema di grande attualità, e per di più molto scottante. Non teme delle critiche?

Preparare il pubblico allo spettacolo, soprattutto quello più giovane, è molto importante. In questi anni stiamo cercando di tornare a un rapporto diretto con il pubblico, sia in teatro che fuori. Vogliamo favorire uno sguardo nuovo, differente, ma allo stesso tempo più consapevole. Far interagire i ragazzi con la macchina scenica può aiutare loro a comprendere meglio lo spettacolo e il messaggio che porta con sé. Lavorare sul cambiamento per noi è fondamentale.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.