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Sempre più bella, sempre più grande: aspettiamo a sognare, intanto godiamoci questa Atalanta

La squadra di Gasperini sta volando, spinta da Gomez e trascinata dai suoi magnifici giovani e (ora) con un equilibrio invidiabile. Dopo la pausa Roma, Bologna e Juve diranno chi è davvero questa Dea

Incredibile ma vera, anzi verissima. Altissima e purissima, come direbbe il famoso slogan di un’acqua minerale.

E’ l’Atalanta delle meraviglie. Più che bollicine fa calcio champagne e continua a stupire, schiacciando ogni avversario che ritrova sulla propria strada.

Obiettivo Europa? Presto per dirlo, intanto però la classifica parla chiaro e bisogna, anzi è un piacere guardarla: il quarto posto già colloca i nerazzurri in zona Europa League, a un solo punto dai preliminari di Champions che ora sono della Roma, prossima avversaria al Comunale domenica 20 novembre.

Una classifica da far venire i capogiri come non accadeva da sedici anni.

E in effetti qualche somiglianza con l’Atalanta del Vava già l’avevamo trovata (ne abbiamo parlato anche col tecnico di Arcene ospite a Bergamonews Academy) per via soprattutto dei tanti giovani made in Zingonia lanciati in prima squadra dal tecnico di Arcene: Pelizzoli, Lorenzi, Bellini, Cristian e Damiano Zenoni, Donati, Zauri, Rossini. Quell’Atalanta dopo 12 giornate (stagione 2000-2001) aveva 22 punti come oggi ma era terza con questa classifica: Roma 29, Juventus 23, Atalanta 22, Lazio 21, Fiorentina 20, Udinese e Milan 19, Parma 18, Bologna 17, Perugia e Inter 16, Lecce 13, Verona e Vicenza 12, Napoli 11, Brescia 9, Bari 8, Reggina 7.

Per la cronaca, allora alla 12a giornata l’Atalanta subiva la seconda sconfitta, in casa con l’Inter (gol di Seedorf).

E per completare l’album dei ricordi, a guardare strabiliati il primo tempo di Reggio Emilia con il Sassuolo sembrava di rivedere l’Atalanta sempre di quella stagione, vittoriosa a Udine (4-2) quasi alla fine del girone di andata con un tre a zero nei primi venti minuti (due Ventola e uno Morfeo, poi Sottil per i friulani, ancora Morfeo e Gargo per completare).

Ed ecco al Mapei stadium i fuochi d’artificio nerazzurri, 3-0 nei primi 43 minuti e il risultato non è più cambiato, mettendo il timbro sulla sesta vittoria atalantina nelle ultime sette partite, con soli due gol subìti (da Crotone e Inter), contro gli 11 nelle prime 5 partite di campionato. Un cambio di marcia a cui forse nessuno avrebbe creduto, dopo il penultimo posto da paura di fine settembre.

E invece la squadra di Gasperini sta volando, spinta da Gomez e trascinata dai suoi magnifici giovani e (ora) con un equilibrio invidiabile.

Ciò che sorprende di più è la sicurezza, la personalità e anche la tranquillità di questa Atalanta che non finisce di sorprendere e anche divertire, perché mica vince da sparagnina per uno a zero: a Reggio Emilia prima segna il Papu (con bravura e anche fortuna, in fuorigioco), poi il gran sinistro di Caldara su assist di Gagliardini e per chiudere in bellezza il missile di Conti, arrabbiato perché dovrà saltare la Roma per squalifica.

Eravate preoccupati per le assenze in difesa? Pensavate che il Sassuolo giocasse come nello scorso campionato, su ritmi europei? Gasperini ci ha stupito ancora con effetti speciali, però non ha dovuto stravolgere la squadra: ormai da un mese l’equilibrio è stato ritrovato, gli automatismi funzionano e la squadra gioca a memoria. Ed è capace di pressare, aggredire, costringere gli emiliani ad arrancare nella loro metà campo per tutto il primo tempo. I nerazzurri comandano il gioco e vanno al tiro con una facilità e una precisione stupefacenti.

La firma sul risultato la mette capitan Gomez, sempre tra i migliori, assieme a due gioielli di Zingonia. Caldara, ancora grande protagonista, stavolta non usa la testa per fare gol ma il sinistro. L’assist è di Gagliardini, che domina il centrocampo, poi Conti realizza il primo gol personale.

Ma dicevamo delle assenze: mancavano Dramé e Konko per le fasce e spunta uno Spinazzola che corre come un treno.

Fare altri nomi sarebbe stucchevole perché è tutta la squadra che sta regalando emozioni forti grazie al lavoro del maestro Gasperini e, se proprio vogliamo citare ancora qualcuno, del muro difensivo di Masiello, dell’ariete Petagna che fa assist ed è il primo difensore della squadra assieme a un fantastico Kurtic.

No, non stiamo esagerando. Se questa Atalanta ha un punto più del Napoli, che ha anche già battuto, ci sarà un motivo. E se nonostante resti in panchina il bomber più atteso, Paloschi, la squadra porta in area costantemente cinque-sei giocatori e arriva al gol con facilità. E che gol!

Ma dove arriverà questa Atalanta? Qualcuno organizza anche possibili feste scudetto per fine maggio, certo la classifica sarà da rivedere dopo la Roma in casa e le trasferte a Bologna e allo Stadium della Juventus, sabato 3 dicembre.

Però ora godiamoci questo splendido quarto posto. Da urlo, eh sì. Tanto di cappello all’Atalanta del Gasp.

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