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Allarme Guardie Ecologiche: “Regione taglia fondi già stanziati, sorveglianza a rischio”

Le Guardie Ecologiche Volontarie si sono viste recapitare una lettera dalla direzione generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia che annuncia la mancanza dei fondi: “Ce lo dicono a ottobre, qualcuno ha già sospeso il servizio”.

Un fulmine a ciel sereno che rischia di scombussolare i bilanci di Comuni, Comunità Montane, Parchi, Plis e Province: a metà ottobre la direzione generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, che fa capo all’assessore bergamasco Claudia Maria Terzi, ha inviato una comunicazione inattesa a tutti i gestori del servizio di Guardie Ecologiche Volontarie.

Ora, però, gli enti responsabili del servizio sono insorti e stanno bussando con insistenza alle porte del Pirellone per avere spiegazioni e rassicurazioni sul proprio futuro.

La missiva inizia con una spiegazione eloquente che ha fatto subito suonare un campanello d’allarme: “Purtroppo il difficile momento economico non ha permesso di trovare contributi aggiuntivi da erogare al servizio GEV (Guardie Ecologiche Volontarie ndr) per il corrente anno 2016”.

“In realtà – spiegano gli enti bergamaschi coinvolti – quel ‘contributi aggiuntivi’ fa riferimento ai fondi ordinari destinati al servizio di vigilanza ecologica: sono soldi che la Regione, facendo il bilancio il 31 dicembre, stanzia già a gennaio. Sulla base di questo gli enti fanno i conti con la propria capacità di spesa, tra manutenzione dei mezzi, carburante, assicurazione e il canone del ponte radio: ora, però, ci viene comunicato che i soldi per il 2016 non ci sono più e avendoli già impegnati e spesi per noi si tratta di debiti fuori bilancio”.

Una brutta sorpresa che, in alcuni casi, ha già comportato la sospensione del servizio e che, di fatto, lascia il territorio senza alcuna vigilanza: per questo le Guardie Ecologiche stanno premendo per ottenere un incontro chiarificatore in Regione, in cui si delinei il loro futuro.

“La cosa grave – continuano – non è tanto che non ci siano i soldi quanto piuttosto che ci venga comunicato verso la fine dell’anno quando non possiamo più fare variazioni: non si tratta di cifre elevatissime e, avendo questa consapevolezza, in qualche modo si potrebbero recuperare in altri modi. Ma questi sono soldi ‘del passato’ che riguardano la gestione ordinaria. In tanti si riempiono la bocca con il lavoro delle GEV ma poi questo è il risultato: il rischio è quello di lasciare scoperto il territorio, con parchi e riserve allo sbando. Speriamo che il 2016 rappresenti un’eccezione e non sia il segnale che la Regione non ha più intenzione di finanziare questa fondamentale attività. Noi non siamo rassegnati, vogliamo continuare a gestire il servizio in un modo o nell’altro, basta che ci sia chiarezza sulle reciproche volontà”.

Parziale rassicurazione, da questo punto di vista, arriva dalla stessa comunicazione della Regione: “La richiesta di risorse sia in corrente che in capitale è in ogni caso prevista e al momento considerata negli atti in corso di predisposizione per gli anni 2017, 2018 e 2019”.

A venir meno, però, è la fiducia: “E’ un precedente grave: ora chi si fiderà a rimettere a bilancio anche un solo euro in più?”.

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