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Gori spinge per il “Sì” al Referendum: “Voto di fiducia per il cambiamento”

Il sindaco di Bergamo ospite a Domenica Live su Canale 5 contrapposto a Daniela Santanchè: "Non posso pensare che l'Italia sia immobile e incapace di fare passi avanti".

“Il sì è un voto di fiducia per il cambiamento, non posso pensare che l’Italia sia immobile e incapace di fare passi avanti: è un voto che darà forza all’Italia anche in sede europea”: il sindaco di Bergamo Giorgio Gori continua la sua campagna per il “Sì” al Referendum Costituzionale del 4 dicembre e, dopo aver parlato alla Leopolda, domenica 6 novembre è stato ospite di Canale 5 e di Barbara D’Urso a Domenica Live.

In apertura di trasmissione Gori è stato contrapposto a Daniela Santanchè, esponente del fronte del “No”: sette minuti a testa per esprimere le proprie ragioni e illustrare i motivi per cui la Riforma vada o meno assecondata.

“Una Riforma che cambia molte cose – ha iniziato Gori – Cambia il fatto che oggi abbiamo, unico stato in Europa, due rami del Parlamento che fanno esattamente lo stesso lavoro. Significa che una legge per essere approvata deve fare avanti e indietro, spesso più volte. La media del tempo di approvazione delle leggi ordinarie in questa legislatura è stato di 563 giorni, per approvare la legge anti corruzione 797. Cambia anche che oggi Stato e Regioni litigano per chi deve fare cosa: dal 2002 a oggi 1715 ricorsi alla Corte Costituzionale che per il 47% del suo tempo ha dovuto dirimere queste questioni”.

Poi sulla riduzione dei costi: “Si ridurranno perchè avremo 315 indennità in meno, 100 senatori che non percepiranno consensi e saranno scelti dai cittadini, nominati dalle Regioni in conformità col voto degli elettori. Abbiamo risparmi perchè andiamo oltre le Province, perchè il Senato sarà limitato e solo il 3% delle leggi richiederà il suo voto. I risparmi più significativi arriveranno da una democrazia che sarà in grado di decidere: una democrazia che ci mette troppo a farlo porta costi che ricadono sui cittadini. Poi eliminiamo il Cnel, un ente inutile che costa 20 milioni di euro che è comunque un piccolo risparmio rispetto alla macchina pubblica”.

Il nuovo Senato sarebbe composto da sindaci e consiglieri regionali, un doppio ruolo che non spaventa: “La Camera Alta, l’equivalente del Senato in Francia e Germania, è eletta allo stesso modo, con elezioni di secondo grado: composta da rappresentanti dei territori che fanno il doppio lavoro e lo fanno molto bene. Credo che non ci sia sindaco che voglia fare gli interessi della comunità che non vada spesso a Roma: Comuni e Regioni potrebbero partecipare attivamente alle azioni del Governo”.

Infine un’ultima battuta sull’importanza della Riforma del titolo V della Costituzione: “È molto importante dare stabilità al Parlamento italiano e al Governo: avere un Governo più forte e autorevole cambia il peso che il nostro Paese può avere in Europa”.

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