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Figli col cognome della madre, la Consulta decide: cosa ne pensi?

Martedì la Corte costituzionale si esprime sul ricorso di una coppia italo-brasiliana che avrebbe voluto assegnare al figlio entrambi i cognomi: potrebbe essere così messa la parola fine su una battaglia che si trascina da 40 anni.

Un passaggio storico che potrebbe mettere fine a una battaglia che si trascina da 40 anni: la Corte Costituzionale all’inizio della prossima settimana (martedì 8 novembre) è chiamata a decidere sulla pratica dell’automatica assegnazione del cognome paterno ai neonati.

Un nodo sul quale sono piovuti migliaia di ricorsi, con tanto di condanna all’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo: in realtà la Camera avrebbe già approvato la legge che sancisce tale possibilità ma la stessa, dopo due anni, non è ancora approdata al Senato.

Ora il caso è stato risollevato da un ricorso presentato da una coppia italo-brasiliana residente a Genova: padre e madre si sono visti respingere la richiesta che il figlio potesse avere entrambi i cognomi, come da anagrafe brasiliana.

La Consulta già nel 2006 si era espressa sul tema, definendo come superata la concezione patriarcale della famiglia e “non più coerente con il valore costituzionale dell’uguaglianza uomo donna”: nella stessa sede, però, aveva anche lasciato che fosse il Parlamento ad occuparsi del cambiamento della legge, cosa che non è mai avvenuta.

Ora, però, la Corte costituzionale potrebbe dichiarare incostituzionale la norma che prevede l’automatica assegnazione del cognome paterno e allineare l’Italia alla maggioranza dei paesi europei.

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