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Morto in auto a Caravaggio, l’amica: “Michel, da 2 anni penso al tuo sorriso”

"Due anni da quel giorno, il più brutto della mia vita". Inizia così il ricordo che Lia Cervi ha dedicato all'amico del cuore Michel Mapelli, il giovane di Calvenzano morto a 25 anni nella notte tra il 4 e il 5 novembre del 2014

“Due anni da quel giorno, il più brutto della mia vita”. Inizia così il ricordo che Lia Cervi ha dedicato all’amico del cuore Michel Mapelli, il giovane di Calvenzano morto a 25 anni nella notte tra il 4 e il 5 novembre del 2014, dopo essersi schiantato con la proprio auto contro la cancellata del santuario di Caravaggio.

Il giovane aveva perso il controllo della Polo blu su cui viaggiava, forse a causa di un colpo di sonno o dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia di quella sera, andando a sbattere rovnosamente contro il grosso cancello in ferro morendo sul colpo.

Michel, che aveva frequentato l’istituto tecnico industriale di Treviglio, lavorava da alcuni anni nell’azienda agricola di famiglia. Il giovane era molto conosciuto a Calvenzano dove viveva con i genitori e una sorella ventenne.

Numerosi i messaggi pubblicati sul suo profilo Facebook a due anni da quel drammatico giorno. Il più toccante proprio quello di Lia, l’amica del cuore di Michel, pubblicato insieme a un ritratto del ragazzo:

michel mapelli

“Due anni. Due anni da quel giorno, il più brutto della mia vita. Quello di cui i ricordi sono tanti, confusi, offuscati dalla disperazione: la notizia, le mie urla, la mamma che non voleva farmi guidare e poi mi trovo davanti una situazione surreale, le prime parole dette a Nadia: “dimmi che è un brutto scherzo!”, gli abbracci stretti e sinceri, la pioggia, proprio come oggi, che si confondeva alle lacrime che mi rigavano il viso incessantemente, e quel vento…lo ricordo leggero, alle volte di un freddo tagliente ed altre caldo e avvolgente, quasi fosse una tua carezza per asciugarmi il volto..

Già due anni, non sembra passato tutto questo tempo, forse perché di questi 730 giorni non ne ho ancora passato uno senza di Te, forse perché ho il tuo sguardo e il tuo sorriso talmente dentro da sentirti…

…però manchi, ogni oggi più di ieri.

Quanto vorrei, anche solo una volta ancora, il tuo bacio sulla fronte”.

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