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Gori: “Dal terremoto riscopriamo l’unità per mettere in sicurezza il Paese” fotogallery video

A Bergamo, come nel resto d'Italia, si celebra la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Le parole del sindaco

Bergamo celebra il 4 Novembre: giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. In questa data cade la conclusione del primo conflitto mondiale e questa festa celebra l’Unità Nazionale e le Forze Armate italiane e “ci induce a ragionare anche sul nostro impegno a favore del bene comune – ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori -. Questo giorno ci ricorda quanto insensata sia la guerra e quanto il ruolo delle Forze Armate sia mutato da allora, ponendosi oggi a servizio della nostra sicurezza”.

Celebrazione 4 novembre

In particolar modo in questo 98° anniversario “volgiamo il pensiero ai nostri militari, che per incarico delle più alte Istituzioni democratiche sono impegnati in diverse aree del mondo tuttora interessate da guerre drammatiche”.

La città di Bergamo ha reso omaggio ai caduti, ai feriti, militari e civili, con la deposizione delle corone d’alloro a Palazzo Frizzoni e al Monumento ai F.lli Calvi e con l’Alzabandiera in Piazza V. Veneto alla presenza delle autorità e delle rappresentanze civili e militari.

IL DISCORSO DEL SINDACO

“Signor Prefetto, Autorità militari e civili, cittadine e cittadini, ragazzi delle scuole.

Vi ringrazio di cuore per la Vostra presenza. A 98 anni dalla fine della Prima Guerra mondiale celebrare la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate assume, oggi, un significato profondo e attuale. In questa ricorrenza si rende omaggio, da sempre, al ruolo di costante punto di riferimento che l’Esercito e tutti i nostri Corpi militari hanno svolto nei momenti di maggiore difficoltà che l’Italia si è trovata ad affrontare.

Il 4 novembre è di fatto il compleanno istituzionale del nostro Paese, un giorno che racchiude i sentimenti di amor patrio, di unità e senso del dovere nei confronti della nostra Nazione. Un giorno che per anni è stato celebrato come Festa della Vittoria, simbolo dei sacrifici che i nostri padri affrontarono per garantire solide fondamenta all’Italia, data in cui si onorano i valori democratici su cui poggia la nostra Costituzione.

Per questo motivo festeggiamo oggi anche le Forze Armate: perché sono fondamentale strumento di difesa della pace e della nostra libertà nell’unità nazionale.

A quasi un secolo di distanza dalla Primo Conflitto Mondiale questo giorno ci ricorda quanto insensata sia la guerra, e quanto il ruolo delle Forze Armate – fermi restando il senso di appartenenza, lo spirito di servizio e l’attaccamento al Paese – sia mutato da allora, ponendosi oggi al servizio della nostra sicurezza.

E tuttavia, come sappiamo, poco distante da noi, ai margini dell’Europa, ancora oggi sono in corso numerosi conflitti. E i soldati italiani ancora partono, ancora rischiano la vita, per garantire in quei luoghi la pace e contribuire a edificarvi la democrazia. Per questo, a nome di tutti i cittadini di Bergamo, voglio ringraziare le nostre Forze Armate, i nostri soldati, dei quali siamo orgogliosi.

Vorrei poi rivolgere una breve riflessione ai nostri concittadini: il 4 novembre ci induce a ragionare anche sul NOSTRO impegno a favore del Bene comune. Viviamo un momento storico in cui, purtroppo, le difficoltà e le incertezze tendono spesso a tradursi in sentimenti di sfiducia, di diffidenza, di chiusura e talvolta anche di rabbia. Lo vediamo in altri Paesi, ma succede anche qui. Questo però ci rende più deboli. La crisi che attanaglia l’Unione europea, vittima di tanti particolarismi e della mancanza di uno slancio comune, ci rende più fragili. La difficoltà a ricompattare il nostro Paese intorno ad una visione condivisa, ad una comune volontà di rilancio, ci rende più vulnerabili e meno autorevoli sulla scena internazionale.

L’Unità nazionale che oggi festeggiamo è al tempo stesso un monito e un augurio. Servono unità e coesione di fronte a tragedie come quella del terremoto – e consentitemi qui di inviare un pensiero di vicinanza e di affetto a tutte le famiglie che ne hanno subìto gli effetti devastanti – così come per avviare un grande progetto che metta finalmente in sicurezza il nostro territorio. Servono unità e coesione di fronte a problemi complessi come quello dell’immigrazione, per superare definitivamente la crisi economica, per restituire speranza e prospettive ai nostri giovani.

Dobbiamo rimboccarci le maniche e coltivare un sentimento di unità. Non ci mancano i buoni esempi. I soldati e i civili che si sacrificarono per la Patria nel Primo Conflitto Mondiale lo fecero in nome di questo ideale. Così i nostri militari, quando con spirito di servizio e di sacrificio ci rappresentano nelle aree del mondo ancora martoriate dalla guerra.

Seguendo il loro esempio, superando le divisioni, facendo ognuno la propria parte, io credo saremo capaci di rendere il nostro un Paese migliore.

Viva le Forze Armate, via la Repubblica, viva l’Italia.”

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