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Cimitero islamico, Angeloni: “Facoetti impreparato e confuso”

L’Assessore Giacomo Angeloni risponde a Facoetti: “Mancanza di conoscenza in materia e confusione minano le argomentazioni dell’ex assessore”.

Pubblichiamo la replica che l’assessore ai servizi cimiteriali Giacomo Angeloni rivolge all’ex assessore Enrico Facoetti.

“Ho letto con attenzione la risposta dell’ex Assessore della Giunta Tentorio Facoetti. Una risposta che denota alcune crepe nelle argomentazioni, dettate probabilmente da una mancanza di informazione e di conoscenza in materia, fatto questo sorprendente viste le sue precedenti esperienze amministrative.

L’argomento della convezione in essere tra il Comune di Bergamo e l’Associazione “Centro Culturale Islamico” è già stato esaustivamente trattato in sede di risposta all’interrogazione presentata dai Consiglieri Comunali Alberto Ribolla e Luisa Pecce: non intendo quindi dilungarmi sul tema ma rimando alla risposta che ho inviato ai due consiglieri della Lega Nord.

Ma in merito all’intervento di Facoetti, è importante rimarcarne i punti deboli nel ragionamento: l’ex assessore ritiene, sbagliando, che la sepoltura per inumazione negli appositi campi dei Cimiteri di Bergamo sia soggetta a “concessione cimiteriale”, sia cioè a pagamento e inoltre confonde la fattispecie prevista dall’art. 100 del d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 (che riguarda i “reparti speciali e separati per la sepoltura di cadaveri di persone professanti un culto diverso da quello cattolico”), con quella di cui all’art. 22, comma 1., del Regolamento della Regione Lombardia 9 novembre 2004, n. 6 (che prevede, invece, la “concessione” di aree per la realizzazione di sepolture per “collettività”). È evidente quanto queste mancanze indeboliscano il ragionamento di Facoetti.

Provo, quindi, ad ulteriormente ribadire un chiarimento sui suddetti aspetti. Sarò schematico, visto che il tema di cui si parla è molto tecnico e il rischio è quello di perdersi per strada.

1. L’art. 100 del d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 stabilisce che nei Cimiteri possano essere previsti “reparti speciali e separati per la sepoltura di cadaveri di persone professanti un culto diverso da quello cattolico” (come chiosato anche dall’art. 39, comma 1., del Regolamento di polizia mortuaria e dei servizi cimiteriali del Comune di Bergamo); nessun dubbio che quello islamico sia un culto diverso da quello cattolico.

2. Il reparto speciale islamico presso il Cimitero di Colognola è un campo per l’inumazione.

3. L’art. 41, comma 2., del suddetto Regolamento prevede che la sepoltura nei campi per l’inumazione dei Cimiteri di Bergamo sia accessibile a tutti (non solo, quindi, ai residenti in vita, o ai deceduti, nel comune di Bergamo) e gratuita, non prevedendo, quindi, alcuna “concessione cimiteriale” tariffata, ossia a pagamento; l’unico esborso per i familiari che abbiano scelto tale tipologia di sepoltura per il defunto è quello della tariffa per il servizio dello scavo della fossa.

4. Conseguentemente, l’inumazione anche nel reparto speciale islamico non può che essere gratuita, ossia non soggetta a concessione tariffata (a parte lo scavo della fossa), alla pari delle inumazioni negli altri campi.

5. L’Associazione “Centro Culturale Islamico” ha ricevuto in diritto di superficie dal Comune l’area in questione per allestirvi, a propria cura e spese, il reparto speciale per il culto islamico, ampliando a tal fine il perimetro del Cimitero di Colognola, ricevendo il Comune anche il pagamento di un canone (si ripete, non quale tariffa di una “concessione cimiteriale”, ma come corrispettivo per la costituzione del diritto di superficie); è di tutta evidenza come il Comune avrebbe, a suo tempo, potuto (e, forse, dovuto) destinare un campo per l’inumazione quale “reparto speciale” islamico secondo la previsione della legge, di propria iniziativa e cura.

Credo quindi risulti evidente quanto erronea sia la visione di Facoetti sull’argomento e quanto invece legittima e soprattutto equa sia la soluzione proposta dall’Amministrazione su questo argomento. Si sana quindi una situazione di anomalia sul tema, situazione che negli ultimi anni si protratta proprio per la mancanza di visione unitaria dell’Amministrazione che ci ha preceduto”.

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