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“Noi povere maestre precarie e bistrattate, anche un po’ per colpa nostra”

Pubblichiamo l'intervento di Lorena Fiorito, una maestra siciliana che da 17 anni insegna in provincia di Bergamo

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Lorena Fiorito, una maestra siciliana che da 17 anni insegna in provincia di Bergamo, che si chiede quando anche chi è in possesso di un diploma magistrale potrà avere un posto di lavoro stabile.

Torno a far sentire la mia voce e la mia protesta, per una situazione che pare senza fine, vergognosamente senza fine. Da maestra che si trova a combattere un’ingiustizia radicata e profonda, non posso restare indifferente alla voce di colleghe/i, che vivono ormai da anni, una realtà aberrante!

Non mi soffermerò sulla questione giuridica dei diplomati in magistrale, perché già ampiamente disquisita da articoli e da esperti in materia… mi soffermerò sulla questione umana di questa categoria, una categoria dilaniata e per niente coesa, una categoria bistrattata e alla quale sono stati da sempre negati, diritti sacrosanti.

Non possiamo restare indifferenti, al perpetrare dell’arroganza di uno stato che si dichiara di diritto e invece viola l’articolo 3 della Costituzione Italiana! Non possiamo continuare a combattere, affinché un diritto (il diploma magistrale è da sempre abilitante e consente l’ingresso nelle graduatorie ad esaurimento, e per gli incarichi a TD, e per gli incarichi a TI), debba diventare un privilegio da ottenere nelle aule dei tribunali! Non possiamo passare il tempo e la nostra vita stessa, inseguendo il sogno di una stabilità che quando arriva, resta effimera e precaria.

La mia esperienza di vita, mi porta a ottenere il ruolo in Bergamasca (sono Siciliana) dopo 17 anni di precariato, ‘un ruolo incerto’… come dico a chiunque tra colleghi e familiari, mi ponga certe domande. A volte leggo nei loro sguardi una certa giustificata ilarità. Ricordo ultimamente colleghe che ridendo siano arrivate a dirmi di non aver mai sentito in tanti anni di lavoro, pronunciare la frase ‘ruolo precario’.

Eh sì, perché nonostante io meriti la stabilità che avrei dovuto avere già a tempo debito, nonostante non debba dire grazie a nessuno, per i sacrifici che mi hanno portato a questo importante traguardo, di fatto il mio ruolo, è fittizio. Già, il mio contratto a tempo indeterminato è regolato da una clausola rescissoria, basato su un ricorso pendente che, dovesse andar male (a me come a migliaia di altre maestre/i in tutt’Italia), manderebbe ancora una volta in fumo, il sogno irraggiungibile di poter fare il lavoro che si ama.

Allora io mi chiedo: è normale che invece delle vere lotte di piazza, come la storia del precariato insegna, invece delle proteste e degli scioperi che nel passato hanno regalato l’ottenimento di preziosi diritti, si preferisca una lotta al ricorso più gettonato con l’avvocato più quotato di sempre? É mai possibile che si pensi solo a se stessi e si ignori volutamente la dignità etica, che ci pone tutti nella stessa barca? É davvero scomparsa la coscienza sindacale?

Credo che i passi da seguire siano tanti e ancora possibili. Credo che si possa e si debba fare qualcosa per sanare politicamente, una questione annosa come la nostra, credo si debba risolvere l’ingiustizia di Stato delle maestre/i con diploma magistrale, partendo da un equo trattamento per tutti.

Non è possibile che dopo anni e dopo pronunce importanti a livello giuridico da parte degli organi supremi (Consiglio di Stato), si facciano ancora ‘figli e figliastri’ (gente dentro le graduatorie ad esaurimento a pieno titolo e con contratti a tempo indeterminato senza aver mai lavorato, gente dentro con riserva magari con anni ed anni di esperienza… gente ancora fuori da tutto).

Ho già ampiamente parlato della situazione assurda, che ha vissuto in questi lunghi anni, il collega ‘maestro’ Alfredo Tarallo: l’ingiustizia vissuta sulla sua pelle e le ingentissime spese che è stato costretto a pagare per ottenere quanto la sua personalissima lotta, avrebbero dovuto concedergli già ‘ad honorem’ e non è possibile che la nostra lotta, si combatta spendendo quattrini in ricorsi, ma soprattutto non si può tollerare che le stesse amministrazioni, anteposte alla regolamentazione delle funzioni e del personale scolastico (gli Uffici scolastici territoriali ex provveditorati allo studio), facciano ostruzionismo, impedendo di fatto, che i diritti dei diplomati magistrale, siano equi in tutto il territorio nazionale.

Interpretando arbitrariamente norme e leggi, creando ulteriori discriminazioni ad una categoria logorata irrimediabilmente (inserimenti in graduatoria con o senza ottemperanza, aggiornamento errato e non aggiornamento del punteggio degli aventi diritto, assunzioni a tempo indeterminato solo per chi ha ottemperanza… in alcune province senza… creando caos e fatti incresciosi).

Chiedo alle forze politiche di ogni schieramento, l’impegno preso in diverse circostanze (risoluzione politica della regione Lombardia, interrogazioni parlamentari dello stesso partito politico di maggioranza PD) per sanare finalmente la questione; chiedo che si permetta a tutte le maestre/i che da anni svolgono questo meraviglioso lavoro,che si permetta di continuare a farlo; chiedo che ci sia finalmente una giustizia di tutti e per tutti… chiedo che si smetta finalmente, di adottare due pesi e due misure e che ci sia una vera giustizia per tutti i diplomati magistrale!

Maestra Lorena Fiorito

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