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Firenze, tra gli angeli del fango di Zeffirelli l’ex sindaco Armati

A 50 anni da quel tragico 4 novembre 1966 che sconvolse l'Italia intera con 35 vittime, l'ex primo cittadino di Ponteranica Claudio Armati ha pubblicato su Facebook un filmato

Tra gli angeli del fango dell’alluvione di Firenze del 1966 c’era anche il bergamasco Claudio Armati. A 50 anni da quel tragico 4 novembre 1966 che sconvolse non solo la Toscana ma l’Italia intera, l’ex sindaco di Ponteranica ha pubblicato sul proprio profilo Facebook uno spezzone del documentario del regista Franco Zeffirelli, in cui compare anche lui:

Un evento che rimarrà impresso nella storia italiana. L’acqua dell’Arno invade la città intorno alle 3 di mattina, alle 12 sommerge piazza del Duomo, in San Niccolò supera i 5 metri. Comincia a defluire alle 8 della sera lasciando una delle città più amate del mondo inerme e devastata da acqua e fango.

Il bilancio delle vittime è tragico: 35 persone perdono la vita, tra loro anche 4 bambini, Leonardo e Marina, entrambi di 3 anni, e le due sorelline di 6 e nove anni, Donatella e Giudalma. Tredicimila famiglie devono lasciare le proprie case. I danni materiali sono gravissimi: alla fine risulteranno distrutti o danneggiati 9.752 negozi, 8.548 botteghe, 248 alberghi, 600 aziende, 13.943 abitazioni, migliaia di automobili. L’evento lascia senza lavoro oltre 30mila persone.

L’immenso patrimonio artistico rischia di andare perduto per sempre:migliaia di volumi e manoscritti rari giacciono sommersi dal fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale Centrale, così come moltissime opere conservate nei depositi degli Uffizi.

Per giorni le formelle divelte della Porta del Paradiso del Ghiberti, spalancata dalla furia dell’acqua, giacciono sommerse dal fango, ma il simbolo della tragedia diventa il Cristo di Cimabue, conservato nel cenacolo di Santa Croce. Ha perso il 70% della pittura e solo un difficilissimo restauro durato anni lo ha restituito alla città e al mondo che non è rimasto a guardare. Arriva a Firenze un esercito di giovani da tutta Italia, tra cui Claudio Armati, e poi dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti. Gente di ogni nazionalità che vuole salvare l’arte e la memoria della storia. Sono gli Angeli del fango che lavorano incessantemente scavando nel fango giorno e notte insieme alle forze armate.

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