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“Rotonda mal segnalata”: l’ex tronista di Uomini e Donne ferita prepara class-action

Stella Germanò, 61enne protagonista del programma "Uomini e Donne", lo scorso 1 gennaio è rimasta gravemente ferita alla rotonda che porta al casello Brebemi di Casirate d'Adda

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Gravi lesioni e danni permanenti alla schiena. Queste le conseguenze per Stella Germanò, la 61enne ex tronista di “Uomini e Donne”, dopo che il primo gennaio scorso era finita ribaltata con la sua auto nel mezzo della rotonda che porta al casello Brebemi di Casirate d’Adda. Un incidente che le aveva provocato lo scoppio di una vertebra e messo a rischio l’uso delle gambe. Rischio scongiurato anche se, come da lei stessa dichiarato, i postumi del sinistro sono tutt’altro che spariti.

Come lei, nel corso del tempo diversi automobilisti sono rimasti vittime della medesima rotonda riportando, come nel caso di Stella, conseguenze anche permanenti. Tra le cause di questi incidenti c’è chi sostiene che siano riconducibili ad una scarsa illuminazione della strada e chi, invece, punta il dito sulla segnaletica inadeguata.

Ecco allora che, in collaborazione con gli avvocati titolari di uno studio a Lodi Eleonora Galimberti e Luca Marcarini, l’ex tronista lancia un appello al fine di riunire tutti coloro che, in seguito ai sinistri subiti, sono intenzionati a richiedere il risarcimento dei danni.

Una vera e propria class-action in salsa italiana per cui, come dichiarato dall’avvocato Galimberti: “Oltre a Stella, ci sarebbero già altre persone intenzionate a richiedere i danni subiti in quel tratto di strada. Si tratta di una coppia: marito e moglie che, a Natale dello scorso anno, si sono procurati lesioni proprio a causa di quella rotonda. Lei è stata ricoverata all’ospedale per più di un mese mentre lui, ancora, non vede chiuso il suo infortunio”.

Ma chi risarcirà l’eventuale danno? “Abbiamo inviato una Pec al Comune di Casirate d’Adda – ha proseguito il legale – per chiedere quale fosse il soggetto che ha in capo le responsabilità derivanti dalla gestione di quel cantiere. Nel caso in cui questo soggetto venga individuato chiederemo un risarcimento bonario dei danni e, se questo verrà rigettato, si procederà in sede civilistica”.

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