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Lavori sulle Mura di Città Alta: polemica sui nuovi parapetti

I lavori, cominciati circa un mese e che dovrebbero terminare entro la fine di novembre, hanno scaldato gli animi del Consigliere del Movimento Cinque Stelle Marcello Zenoni, al quale ha risposto l'Assessore ai Lavori Pubblici Marco Brembilla

Polemica sui lavori in corso per il rifacimento dei parapetti in Città Alta, circa 140 metri di cantiere tra lo spalto di San Giacomo e quello di Sant’Agata. Un cantiere che prevede anche la sistemazione della copertura di Porta Sant’Alessandro e per il quale il Comune di Bergamo ha stanziato circa 130mila euro.

I lavori, cominciati ormai da un mese e che dovrebbero terminare entro la fine di novembre, hanno scaldato gli animi del Consigliere del Movimento Cinque Stelle Marcello Zenoni, che scrive su Facebook: “Sicuramente è stato richiesto il parere della sovrintendenza di Milano (vero?) però lascia davvero perplessi vedere lo stato delle mura di Bergamo in corso di ristrutturazione, con la completa demolizione dei conci storici che costituivano il muretto di cinta pedonale al fine di inserire i ferri necessari per rinforzare la struttura. Ai miei tempi al Politecnico di Milano i professori ordinari di restauro spiegavano quanto fosse necessaria la conservazione materica dei nostri monumenti se si fosse voluto davvero rispettare il lascito storico e artistico del nostro passato, evitando l’effetto Disneyland. Purtroppo la scuola di pensiero del restauro conservativo che tanto ha avuto fortuna a Milano e Venezia non viene applicato in questa operazione sulle mura venete di Bergamo. Spiace constatare che non vi sia stato alcun dibattito a riguardo, nonostante le mura siano oggi oggetto di candidatura come Patrimonio Unesco e nonostante la vivace scena intellettuale cittadina, composta da più associazioni interessate all’argomento”.

Pronta la replica dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bergamo Marco Brembilla: ‘”I lavori sono stati autorizzati dalla sovrintendenza e sono seguiti con molta attenzione dall’architetto Angelo Brena“. E sui parapetti: “Sono stati demoliti perché non potevano essere sistemati così com’erano. Inoltre, le pietre per la demolizione sono state riutilizzate, ed è perfettamente normale che in questa prima fase dei lavori si veda la differenza materica delle malte. La prossima settimana mi recherò in Città Alta in compagnia del sovrintendente Giuseppe Napoleone per monitorare l’andamento dei lavori. Lavori che, posso assicurarlo, sono assolutamente conformi con quanto previsto nel progetto”.

Nel 2017 sono anche previsti i lavori del secondo lotto, che comprendono il rifacimento di altri parapetti oltre alla manutenzione del viadotto di San Giacomo, per un totale di circa 300mila euro derivanti dal bando emesso da Fondazione Cariplo per la manutenzione della cinta muraria.

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    1) Se il muro era “marcio” sopra sarà altrettanto “marcio” sotto. Pertanto a che servono gli spezzoni di tondino? 2) i muri si costruiscono con le pietre (vecchie) messe in piano orizzontale e non in verticale 3) vengono sostituite le pietre di copertura dove sarebbero in gran parte recuperabili quelle esistenti 4) e prendere l’abitudine di esibire sul cartello “ANCHE” le autorizzazioni della Sovrintendenza o chi per essa? 5) sono lavori del tutto inutili laddove esistono problemi più seri: vedi la fognatura a cielo aperto proprio nel prato al di sotto del posto di si stanno rifacendo i parapetti adesso.