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La Giunta regionale vara l’elenco delle aree di crisi per le agevolazioni: ecco i Comuni bergamaschi

"Si tratta di territori circoscritti che presentano situazioni di crisi industriale e occupazionale - ha spiegato l'assessore Parolini -, dove le imprese interessate potranno candidarsi per ottenere eventuali cofinanziamenti attraverso un bando

“Come richiesto alle Regioni dal Mise (Ministero per lo sviluppo economico) abbiamo deliberato oggi l‘elenco dei comuni le cui imprese potranno concorrere ai fondi per le aree di crisi”. L’ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini, annunciando l’approvazione di lunedì 31 ottobre, da parte della Giunta, della lista dei territori candidabili alle agevolazioni previste per le ‘aree di crisi industriale non complessa’ dal Ministero dello Sviluppo Economico.

“Si tratta di territori circoscritti che presentano situazioni di crisi industriale e occupazionale – ha spiegato l’assessore -, dove le imprese interessate potranno candidarsi
per ottenere eventuali cofinanziamenti attraverso un bando sostenuto da risorse definite a livello nazionale che prevede la modalità ‘a sportello'”.

Ecco i Comuni della provincia di Bergamo entrati in questa lista:

Casnigo,

Cazzano Sant’Andrea,

Colzate,

Albino,

Nembro,

Gazzaniga,

Gandino,

Cene,

Leffe,

Vertova,

Peia,

Aviatico,

Bianzano,

Fiorano al Serio,

Pradalunga,

Selvino,

Parre,

Onore,

Ponte Nossa,

Cerete,

Rovetta,

Songavazzo,

Ardesio,

Villa d’Ogna,

Castione della Presolana,

Clusone,

Fino del Monte,

Gandellino,

Gorno,

Gromo,

Oltressenda Alta,

Oneta,

Piario,

Premolo,

Valbondione,

Valgoglio,

Rogno,

Endine Gaiano,

Costa Volpino,

Casazza,

Grone,

Lovere,

Sovere,

Monasterolo del Castello,

Borgo di Terzo,

Bossico,

Castro,

Fonteno,

Gaverina Terme,

Pianico,

Ranzanico,

Riva di Solto,

Solto Collina,

Spinone al Lago,

ViganoSan Martino.

“La lista che abbiamo approvato stamane non costituisce per i candidati diritto ad un piano di riparto – ha sottolineato Parolini -. Pur trattandosi, infatti, di una misura con un impatto potenziale significativo a livello nazionale per lo sviluppo dei territorio e la tutela dell’occupazione i rigidi criteri tecnici e demografici imposti dal Governo sono tuttavia risultati di difficile applicazione per la dinamicità, la tipologia e la complessità del tessuto economico lombardo”.

“Regione Lombardia – ha concluso Parolini – si è impegnata a chiedere deroghe e criteri più adatti alla situazione lombarda, ma non sono stati concessi, ridimensionando
cosi’ in modo significativo le concrete opportunità di questa iniziativa. Il Mise emetterà’ successivamente il bando per l’accesso ai fondi da parte delle imprese, con l’indicazione dei criteri e delle modalità di partecipazione. Regione Lombardia ne diffonderà adeguata e tempestiva informazione”.

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