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Cartello dei costruttori di autocarri: Cna promuove una class action per risarcire 1500 imprese

"La nostra associazione - dichiara Maria Teresa Azzola, presidente di Cna Bergamo, - invita tutti gli autotrasportatori, associati e non, a rivolgersi ai nostri uffici per le informazioni del caso".

La Federazione Italiana Autotrasportatori Artigiani (Fita), categoria dell’autotrasporto che aderisce alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato (Cna), ha deciso di promuovere, prima associazione in Italia, un’azione collettiva contro i costruttori di autocarri Iveco, MAN, Volvo/Renault, Daimler e DAF. Questi sono i produttori che lo scorso 19 luglio la Commissione europea ha riconosciuto come organizzatori nello spazio economico europeo di un cartello segreto, iniziato nel 1997 e durato fino al 2011 per coordinare:

A) il prezzo di fabbrica dei veicoli;

B) la tempistica dell’introduzione delle tecnologie sul controllo delle emissioni

C) la traslazione sui clienti dei costi delle tecnologie introdotte.

Nello specifico, la sentenza apre di fatto la possibilità di intentare un’azione collettiva agli autotrasportatori che abbiano acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine autocarri nuovi o usati di medie dimensioni (da 6 a 16 tonnellate) o di grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) immatricolati nell’arco di quei 14 anni.

Le ammende della Commissione Europea sono divenute definitiva nei confronti di DAF (753 milioni di euro), Daimler (1 miliardo di euro), Iveco (495 milioni di euro) e Volvo/Renault (670 milioni di euro), le quali hanno ammesso la propria responsabilità in cambio di uno sconto della sanzione. Scania ha rifiutato di patteggiare e il procedimento nei suoi confronti è ancora in corso. MAN ha beneficiato della piena immunità, e quindi non ha pagato alcuna multa (che nel suo caso sarebbe stata di circa 1,2 miliardi di euro), per aver rivelato l’esistenza del cartello.

La multa complessiva ammonta a 2,93 miliardi di euro, un record.

Cna Fita ha deciso di promuovere l’azione collettiva, secondo l’art. 103 del codice di procedura civile, in favore delle imprese di autotrasporto associate, volta a ottenere un risarcimento per il sovrapprezzo pagato e che è stato stimato tra il 10% e il 20%. Azioni analoghe sono state promosse anche da altre importanti associazioni di utotrasportatori di altri Stati membri dell’UE, come la spagnola Fenadismer e l’inglese Road Haulage Association.

In Italia gli autotrasportatori potenzialmente interessati sono 98.500 (si tratta delle imprese oggi iscritte all’albo dell’autotrasporto), i veicoli oggetti di possibile risarcimento sono stimati in oltre 310mila e il danno complessivo subito tra il 1997 e il 2011 è stimato in 3,2 miliardi di euro.

Questi numeri si traducono in Lombardia in oltre 15mila. imprese potenzialmente interessate, per un parco veicoli di circa 50.000 unità e un danno superiore ai 500 milioni di euro.

A Bergamo e provincia, infine, si stimano 1.500 imprese potenzialmente interessate, con quasi 5.000 veicoli coinvolti e un danno che si avvicina a 50 milioni di euro.

Cna Fita si avvale della consulenza di una società privata per la gestione delle singole pratiche. Le imprese associate a Cna possono partecipare all’azione collettiva senza alcun costo anticipato: il consulente che gestisce l’azione collettiva si farà carico di tutti i costi compresi non solo il compenso dei legali, ma anche le tasse amministrative e i costi della consulenza. In caso di esito negativo gli associati Fita che abbiano aderito all’azione collettiva non sopporteranno alcun costo, rimanendo questi a carico del consulente.

L’entità del risarcimento spettante a ciascun acquirente di autocarri non può essere allo stato esattamente quantificata. In via del tutto indicativa, salvo le più esatte quantificazioni che i nostri consulenti economici andranno a effettuare prima di proporre l’azione, si può affermare che il sovraprezzo medio causato dai cartelli si aggira tra il 10%  e il 20% del prezzo del camion acquistati nel periodo di vigenza del cartello.

L’azione collettiva spiega Patrizio Ricci, presidente di Cna Fita Lombardia, “ha come obbiettivo quello di facilitare l’accesso alla giustizia delle piccole e medie aziende e in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust”.

“La nostra associazione – aggiunge Maria Teresa Azzola, presidente di Cna Bergamo, – invita tutti gli autotrasportatori, associati e non, a rivolgersi ai nostri uffici per le informazioni del caso, e anche per predisporre la pratica per partecipare all’azione collettiva. Le adesioni dovranno pervenire entro la fine di novembre. Siamo i primi in Italia a promuovere questa azione e crediamo che anche il fattore tempo giocherà una parte importante”.

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