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Nippo Nappi: “Atalanta-Genoa? Juric allievo del Gasp, sarà gara equilibrata”

Due anni con la maglia nerazzurra e un rapporto speciale con i tifosi bergamaschi. Stiamo parlando di Marco Nappi, per tutti 'Nippo'. Lo abbiamo intervistato come doppio ex della sfida tra Genoa e Atalanta

“Nippo Nappi tirali matti… non ci crederete, ma ogni tanto quando sono un po’ giù me la canto da solo”. Il personaggio è questo: Marco Nappi (ma per tutti quelli che masticano calcio è Nippo), amatissimo dai tifosi anche oggi e per questo lo abbiamo cercato come doppio ex alla vigilia di Atalanta-Genoa. Sono passati quindici anni dalle sue ultime partite in nerazzurro, “ma quanto mi piacerebbe non dico indossare di nuovo la maglia dell’Atalanta, a 50 anni suonati è un po’ dura, ma rimettere quella tuta eh quello sì, chissà…”.

Oggi Nappi allena la Berretti del Livorno, “un’occasione da cogliere al volo e tra l’altro mi ritrovo spesso fianco a fianco con Claudio Foscarini, che allena la prima squadra nel girone A di Lega Pro. Un uomo con dei valori, il Fosca, uno che ha dei principi, mi trovo molto bene con lui. Sono contento, spesso vado a seguire i suoi allenamenti, c’è sempre molto da imparare da lui”.

Come da Gasperini? Nappi lo conosce bene, naturalmente, lui che ha vissuto l’ambiente genoano per tanti anni, giocando in rossoblù per sei anni e per la bellezza di 189 partite di campionato, segnando ben 44 gol. Insomma, non uno qualsiasi, eppure anche a Bergamo ha lasciato un ricordo bellissimo, pur avendo vestito la maglia nerazzurra “solo” per 48 partite segnando 4 gol. Ma si sa, la qualità conta più della quantità e soprattutto conta se hai un cuore, un’anima e questo cuore, quest’anima la condividi con la maglia che indossi, ogni volta che entri in campo dal primo all’ultimo minuto.

“Si parla tanto adesso dei giovani dell’Atalanta, di Caldara, Conti, Gagliardini, Kessiè, ma io mi ricordo bene quanti erano quando sono arrivato a Bergamo: c’erano Bellini, Pinardi, i fratelli Zenoni, Donati, Zauri, Lorenzi, Rossini. Allenati dal Vava, il numero uno al mondo. Quando parlo di Vavassori mi vengono in mente due campionati fantastici e mi dispiace solo che il mister con me sia stato un po’ sfortunato, avevo già 33 anni e avrei voluto dare di più”.

Ma diceva dei giovani atalantini, di cui si parla tanto anche oggi: “E non mi meraviglio, perché il settore giovanile dell’Atalanta è tra i più importanti, è al top in Italia. Se poi mi parlate di Bergamo, per me è come se fossi ancora lì, con i tifosi che mi scrivono ancora sulla mia pagina Facebook, da voi ho passato due anni fantastici, mi trattavano come se fossi il Maradona di Bergamo. Tanti episodi mi vengono in mente e mi emoziono a pensarci, per esempio quando vincemmo a Bologna e feci l’assist per il gol di Ganz“.

Nappi, ci dica di Gasperini. Ha ribaltato l’Atalanta, le ha messo le ali dopo una partenza stentata: per lei non è sorprendente?

“No, io lo conosco bene, è un allenatore che se può lavorare con le sue idee è veramente in gamba e lo sta dimostrando anche a Bergamo: è uscito da un momento delicato, la sua forza è che nei momenti di difficoltà trova sempre il modo per venirne fuori. Anche a Genova è successo. Lui sa compattare il gruppo, così ha fatto in rossoblù ed è venuto fuori alla grande”.

A proposito, cosa dobbiamo temere di questo Genoa? “E’ una squadra che soprattutto in casa mette paura a tutti, a Marassi i tifosi sono vicini, cantano e ti danno più forza. Il Genoa si difende molto bene e riparte con quel 3-4-3 in cui Rigoni dà comunque una mano in difesa. Loro non ti lasciano giocare, è una squadra difficile da affrontare, però Gasperini la conosce molto bene, saprà porre rimedio. Certo ci sarà Pavoletti, che se manca si sente, come no…”.

Che partita sarà allora? “Una sfida equilibrata, incerta. Le squadre di Gasperini si coprono bene e ripartono, come ha fatto l’Atalanta che nelle ultime quattro partite ha preso solo un gol. E Juric è un allievo di Gasperini, quindi le due squadre e il loro modo di giocare sono molto simili”.

Ma un atalantino che secondo lei può risolvere la partita? “A me piace Pinilla, io lo vorrei sempre uno come lui. Poi Kessiè, si vede che il mister ha fatto veramente un buon lavoro. Gomez? Eh il Papu è un… rompiscatole, non molla mai, è rapido, veloce, può spostare gli equilibri come nessun altro”.

Lei vede Atalanta e Genoa impegnate per la salvezza o per qualcosa di più? “Secondo me possono puntare a qualcosa di importante, anche perché non vedo in giro squadre che fanno cose straordinarie”.

Siamo ai saluti, però Nippo vuole aggiungere qualcosa: “Ricordo sempre con grandissimo affetto i tifosi atalantini, pensare che io non ho fatto tanti gol eppure mi vogliono ancora oggi un gran bene. E quella volta che ho sbagliato un rigore con la Reggina al 90′ la ricordo come se fosse adesso. Ero distrutto, eppure i tifosi al pullman mi hanno consolato coprendomi di sciarpe nerazzurre, mi hanno tirato su di morale. E mi hanno accolto a Zingonia con uno striscione: ‘Un rigore sbagliato non cambia due anni bellissimi’. Mi sono commosso. Ecco, questa è Bergamo per me e questi sono i tifosi dell’Atalanta, che non dimenticherò mai”. Parola di Nippo Nappi.

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