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La transumanza lungo le Mura, domenica le capre in Piazza Vecchia – Video

Torna anche nel 2016 l’appuntamento con il Festival del pastoralismo: giunto alla sua terza edizione, l’iniziativa vedrà ancora la pacifica "invasione" di animali con la transumanza del gregge di pecore bergamasche di sabato mattina in Città Alta e l'esposizione delle "capre biodiverse" alla Fara la domenica.

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Torna anche nel 2016 l’appuntamento con il Festival del pastoralismo: giunto alla sua terza edizione, l’iniziativa vedrà ancora la pacifica “invasione” di animali con la transumanza del gregge di pecore bergamasche di sabato mattina in Città Alta e l’esposizione delle “capre biodiverse” alla Fara la domenica.

pecore

Bergamo è al primo posto in Lombardia per aumento dei capi allevati: il successo della manifestazione in occasione dell’edizione 2015 dimostra il legame tra la provincia di Bergamo e l’allevamento di questo animale. Il festival proporrà anche una mostra sul tema all’ex Ateneo dal 4 al 27 novembre.

Non poche le novità con nuove location in città e un evento collaterale in valle Imagna (Cà Berizzi). Il festival prosegue nel solco del rafforzamento dei legame tra la città e le valli e nel recupero di memoria storica del territorio in chiave di esigenze e sensibilità odierne si apre alla dimensione interregionale con presenze da Abruzzo, Sicilia e Liguria nella prospettiva di realizzare un evento riferimento sul tema del pastoralismo anche oltre i confini bergamaschi e lombardi.

IL FESTIVAL
Anche quest’anno il festival prevede un week-end di fine ottobre con due eventi con animali (con più un terzo un po’ a sorpresa). È l’epoca delle transumanze e della preparazione di prodotti (formaggi e preparazioni carnee) che un tempo potevano realizzarsi solo quando la temperatura in calo ne avrebbe garantita la riuscita e la conservabilità. Epoca di “raccolta” anche per i frutti del pastoralismo quindi, i formaggi d’alpe, le carni di animali che non sarebbe risultato conveniente stabulare per l’inverno con l’onere del prezioso fieno.

Il gregge (sempre più consistente) di Marco Cominelli di Parre (trecento pecore) – accompagnato, in coda al corteo, dagli asini dell’associazione Asini si nasce-Bergamo – percorrerà per la terza volta le mura venete, uscendo da Porta Sant’Alessandro per dirigersi ad Astino. Per favorire la partecipazione delle famiglie quest’anno si è spostato l’evento dal venerdì’ al sabato 29 ottobre. L’evento oltre che con la collaborazione del Comune di Bergamo e dell’associazione Terre di San Marco si avvale del prezioso aiuto dei pastori dell’ass. Pastori lombardi che accompagnano il gregge nel traffico cittadino e, una volta arrivati ad Astino daranno vita a dimostrazioni di vita pastorale (tosatura e preparazione estemporanea all’aperto della “castradina”, accompagnata da formaggi e adeguata bevanda). Il tutto con la colonna sonora del duo brembaghet. L’evento ad Astino si avvale della collaborazione di Società Astino e MIA. sabato 29 ottobre dalle 9.30-14 a Porta S. Lorenzo (Garibaldi)-Porta S. Alessandro-Astino.

Sempre sabato 29 ottobre alle 17 a Villa Tasso a Celadina (P.za Alpi Orobiche) si terrà la conferenza musicale Dalla cornetta dei Tasso al corno alpino. Esibizione di alphorn. L’evento in continuità con l’importanza della dimensione musicale del festival segna anche l’allargamento della presenza del Festival al di fuori della Città alta. Alla sera Sapori d’Abruzzo alla Cà Berizzi a Corna Imagna nel segno della stretta collaborazione tra Festival e Centro studi (vedi oltre “cene a tema”).

Dopo queste puntate al di fuori del centro cittadino il giorno 30 ottobre il festival tornerà in Città alta con l’esposizione Capre biodiverse sul bel prato della Fara con lo sfondo delle montagne e di Sant’Agostino . Saranno presentate cinque razze di capre autoctone mentre una ventina di espositori daranno vita ad una mostra-mercato di formaggi caprini artigianali ma anche di altri prodotti tipici delle valli bergamasche da quelli più tradizionali (il mais spinato d Gandino) allo zafferano e i tartufi passando per olio, vino. (domenica 30 ottobre h 9:30-17:00 Prato della Fara, Città Alta).

Durante la giornata del 30 si svolgeranno anche altre iniziative. Verso mezzogiorno un drappello di capre orobiche si dirigerà guidato dai pastori verso la Piazza Vecchia. E’ la rievocazione di quando, in epoche non lontane le capre – godendo di uno speciale salvacondotto in deroga ai band delle capre da città e pianura – entravano in città per portare il loro latte, munto sul posto, agli ammalati.

In Piazza Mascheroni sempre sul far del mezzogiorno inizierà lo Street food con gli amici teramani. Il programma culinario prevederà la capra alla neretese (peperoni), polenta con sugo di capra e una speciale zuppa di legumi della tradizione della val Vibrata (all’estremo nord dell’Abruzzo).

Alle 16.30 la delegazione abruzzese intratterrà presso il Ristorante Pizzeria da Mimmo (via Colleoni, apochi passi da Piazza Mascheroni) gli interessati alla storia, cultura, tradizioni enogastronomiche della val Vibrata e del teramano davanti a un calice di Montepulciano superiore e a formaggi pecorini ( in collaborazione con Cucine in festa di Zanica; Pro Loco Nereto negli Abruzzi; Associazione Comunità delle botteghe di città alta).

LA MOSTRA
Il programma del Festival proseguirà lungo tutti i week-end di novembre. Punto di riferimento, sempre a Città alta la mostra La vacca del povero. La capra nella storia della società e della cultura (venerdì, sabato e domenica h 10:00-12:30 e 14:00-18:00 – Sala ex Ateneo Piazza Duomo). La mostra approfondisce lo “strano caso” della capra, animale oggetto di cicliche ondate di spregio e di considerazione in relazione alle vicende delle società e culture umane. La mostra, aperta da dal 4 al 27 novembre, cerca di trovare una spiegazione legata al ruolo della capra nei diversi contesti rurali e agronomici, ai simbolismi di cui è stata caricata, ai conflitti sociali e agli orientamenti ideologici che ne hanno sancito lo status. vengono esplorati aspetti poco conosciuti della storia sociale dell’allevamento caprino utili a comprendere il revival di questo intrigante animale a partire dal ’68. Venerdì 4 novembre h 18 si svolgerà l’inaugurazione della mostra con un aperitivo ovviamente dedicato ai formaggi di capra (oggetto di un vero e proprio boom di mercato).

LIBRI E CONVERSAZIONI A TEMA
In occasione della mostra nella sala Ex-ateneo si terranno presentazioni di libri e conversazioni a tema (sempre alle h 17:00). Queste occasioni segnano, l’apertura del Festival (che resta sempre saldamente ancorato ad una chiave di lettura fortemente territoriale), a realtà extraregionali.

  • Sabato 5 novembre alle 17 Donne pastore in Lombardia e Sicilia. Video e testimonianze. Con la presenza della regista Anna Kauber, autrice dell’inchiesta e dei coniugi Cangemi di Partanna (valle del Belice, Trapani), allevatori della pecora del Belice e casari (con assaggi caseari di Vastedda e pecorino).
  • Sabato 12 novembre h 17:00 Chiara cantante e le altre capraie. Saga di donne strette tra le montagne e il Cielo: romanzo di Doris Femminis (capraia per otto anni) che racconta una montagna non edulcorata vissuta al femminile, ambientato in val Maggia, un’aspra valle del canton Ticino, Pentagora editore, Savona, 2014. Lettura di alcuni brani e conversazione con l’editore (e scrittore) Massimo Angelini.
  • Sabato 19 novembre h 17:00 L’asino: dalla soma all’onoterapia. Conversazione con video a cura di Maurizio Cortinovis dell’associazione Asini si nasce e io lo naqqui – Bergamo.
  • Domenica 20 novembre Zootecnia e caseificio. Tradizioni da leggenda in Valsassina. Il volume di M. Corti. G. Camozzini. P. Buzzoni, corredato da centinaia di foto d’epoca, presenta una storia orobica centrata sulla Valsassina e Lecco ma dove emerge il forte intreccio tra la montagna lecchese, la val Brembana e la val Taleggio, Bellavite editore, Missaglia, 2016. Saranno presenti autori ed editore (con assaggi caseari).
  • Sabato 26 novembre la presentazione dell’originale volume Culp de mòrbe. Di Bruno Milesi. Scritto da un veterinario appassionato di medicamenti e rimedi popolari sottolinea l’importanza del ruolo del Centro studi valle Imagna nell’aprire spiragli su ambiti inediti, scarsamente oggetto della produzione libraria. il testo costituisce vera e propria finestra sul passato della medicina veterinaria nella tradizione popolare. Centro studi valle Imagna, Sant’Omobono terme, 2016. Saranno presenti autore ed editore.

LABORATORI
Nel solco del filone dei laboratori di recupero di antiche manualità e saperi artigiani (legati ad espressioni culturali precise e ricche di valenze simboliche del mondo agropastorale) il festival di quest’anno presenta diversi laboratori che si terranno sia presso la Villa Tasso a Celadina che la scuola Nodari di via Silva a Bergamo.

Per gli alunni della scuola sono previsti due laboratori interni:

  • I flauti di Pan di tradizione lombarda per con Rino Pozzi, costruttore e suonatore di tradizione degli urghenì, insegna ai ragazzi come si fanno e si suonano i flauti di Pan del nostro territorio;
  • Corni da caccia, da posta e da pastore nelle Alpi con Giovanni Mocchi che farà apprendere le tecnica di costruzione e d’uso di quello che un tempo era l’efficace “cellulare” di cavalieri, guerrieri e popolani.

Aperti a tutti i laboratori di

  • Autocostruzione di corni da caccia e da posta del XII-XV sec. Sabato 12 novembre h 15:00 alla Villa Tasso di Piazza Alpi Orobiche, Bergamo (autobus 7 e 8). Giovanni Mocchi aiuterà a costruirsi il corno secondo i modelli dipinti nelle cacce e incisi sugli stemmi dei Tasso. Prenotazione corni grezzi consigliata;
  • Costruzione di bastoni pastorali. Sabato 19 novembre h 14:30-18:00 alla Scuola Rodari di via Silva a Bergamo Gianmaria Fontana, costruttore e decoratore di bastoni da pastore mostra le tecniche di lavorazione. Con possibilità di costruirsi il proprio bastone.

FILM
Ingrediente importante di ogni festival non possono mancare anche al Festival del pastoralismo i film. Quest’anno verranno presentati, grazie alla collaborazione con l’ass. gente di montagna) e dell’oratorio della parrocchia Sant’Alessandro martire in cattedrale, due film che verranno proiettati nella Sala del Seminarino di Città Alta in via Tassis 12.

§ Venerdì 11 novembre h 20:30 Storie di uomini e lupi. Italia-Francia 2015, 76’, di Alessandro Abba Legnazzi e Andrea Deaglio. Film inchiesta sul ritorno del lupo sulle alpi occidentali piemontesi e nelle vicine alpi francesi (saranno presenti in sala alcuni dei pastori intervistati);

§ Venerdì 18 novembre h 20:30 Arreo. Argentina 2015, 93’, di Tato Moreno. L’opera tratta la transumanza delle capre tra le Ande e i pascoli di bassa quota di veri gauchos argentini. Anche qui il pastoralismo deve fare i conti con il “progresso”. Entrambe opere (autoriali) ricche di contenuti che daranno occasione di discussione dopo la proiezione.

CENE A TEMA
In collaborazione con il Centro studi valle Imagna, partner di riferimento del Festival, si svolgeranno alla Bibliosteria Cà Berizzi (Via regorda, Corna Imagna) valorizzando la presenza di ospiti di altre regioni agli eventi di Città alta. Le cene saranno precedute ma anche inframmezzate da conversari.

§ Sabato 29 ottobre Sapori d’Abruzzo. La cucina teramana (capra alla neretese con peperoni, agnello cacio e ovo, zuppa di legumi. La serata vedrà la presenza di Lorenzo Ferretti (chef), Antino Amore (giornalista rai), Francesco Galiffa (scrittore e storico).

§ Venerdì 4 novembre La Vastedda… e gli altri formaggi della pecora del Belice accompagnati dalla cucina di mare del trapanese. Incontro con i coniugi Cangemi di Partanna (allevatori e casari). Con dimostrazione di lavorazione della particolarissima Vastedda (un cacio ovino a pasta filata).

§ Venerdì 11 novembre: La cultura e la cucina contadina della montagna Genovese. Con Massimo Angelini, ruralista, scrittore, editore. (Biliosteria di Cà Berizzi – Corna Imagna, Via Regorda – dalle 19.00 (cene alle 20.30) info e prenotazioni 366.546.2000 – info@caberizzi.it

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