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Chiude l’istituto Sacro Cuore, mamme sul piede di guerra: “Ci sentiamo truffate”

Lo storico polo scolastico di via Ghirardelli, con 183 iscritti e 40 dipendenti, dal prossimo anno scolastico chiuderà a causa di un debito annuale di 350mila euro. Le mamme: "L'abbiamo saputo solo pochi giorni fa, dopo aver pagato l'iscrizione. Cambiare scuola è un trauma per i nostri figli"

Il video sul sito ufficiale con la voce di Roberto Vecchioni dal titolo “Porta a scuola i tuoi sogni” suona come uno strano scherzo del destino ora che l’Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù a Bergamo vive l’incubo della chiusura.

Lo storico polo scolastico di via Ghirardelli che comprende scuole dell’infanzia, primaria e secondaria e conta un totale di 183 iscritti e un personale di 40 dipendenti, dal prossimo anno scolastico chiuderà. Fondato in Città Alta nel 1831 da santa Teresa Verzeri e dopo diversi traslochi collocato nel 1958 nell’attuale sede in zona stadio, nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per numerose famiglie della città e dell’hinterland.

Ma nei giorni scorsi ecco la doccia gelata, con la comunicazione ufficiale che quello in corso sarà l’ultimo anno di attività scolastica: dal prossimo giugno l’istituto chiuderà definitivamente i battenti. Il motivo? Una crisi finanziaria iniziata nel 2010, dovuta al progressivo calo di iscrizioni degli ultimi anni, a causa della situazione economica attuale ma pure della denatalità con classi anche di solo 13 alunni. Una serie di fattori che ha portato a un debito annuale di circa 350mila euro annuali, come trapela dalla dirigenza. Da qui la decisione, ritenuta obbligatoria, di chiudere.

Una scelta che ha colto di sorpresa i genitori degli alunni, come spiega Giulia Grassi, una delle rappresenti di classe della seconda elementare: “Conoscendo la crisi vissuta dall’istituto – spiega la donna – , in estate abbiamo chiesto garanzie sul regolare proseguimento dell’attività scolastica: le suore ci avevano assicurato che non c’era nessuna chiusura prevista. Ma poi nei giorni scorsi hanno cambiato improvvisamente idea, comunicandoci la chiusura. Tutto questo solo dopo aver ricevuto i soldi per l’iscrizione. A questo punto ci sentiamo truffate”.

Le preoccupazioni delle mamme sono rivolte soprattutto al futuro dei figli: “Prima di tutto pensiamo a loro. Io, ad esempio, ho un figlio di 7 anni, che ora sarà costretto a cambiare scuola. E a quell’età, dopo essersi inserito e ambientato in una classe, non è affatto facile. È un trauma. Alcune maestre stanno già fuggendo e la situazione sta diventando ingestibile. Abbiamo anche proposto di trovare noi i 350mila euro per pagare il buco, pensando fosse solo quello, invece ci è stato risposto che si tratta di un debito con cadenza annuale. A questo punto mi chiedo dove finivano i soldi, circa 2300 euro all’anno nel mio caso, che pagavamo”.

Dalla scuola replicano che la situazione è diventata ormai ingestibile e che la decisione di chiudere è stata presa dai dirigenti a fine agosto. Sta per essere predisposto anche un programma per garantire il passaggio degli iscritti ad altri istituti paritari della città.

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