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Bresciani saluta la Cgil, il nuovo leader a Bergamo è Gianni Peracchi foto

Dopo 8 anni è giunto al termine il mandato di Luigi Bresciani: nuovo numero uno di via Garibaldi è Gianni Peracchi, finora alla guida dei pensionati Spi.

Dopo otto anni alla guida del sindacato di via Garibaldi, Luigi Bresciani, giunto a fine mandato, lascia il ruolo di segretario generale della CGIL di Bergamo. Nel primo pomeriggio di venerdì 28 ottobre, infatti, è stato eletto nuovo leader provinciale Gianni Peracchi, finora a capo dei pensionati dello SPI-CGIL.

A procedere all’elezione del segretario generale è stato un nuovo organismo, chiamato Assemblea generale, nato in occasione della Conferenza di Organizzazione della CGIL nel settembre del 2015. Il principio che lo anima è che i segretari generali e le segreterie di tutta l’organizzazione in tutto il Paese siano eletti da organismi composti in maggioranza da attivisti dei luoghi di lavoro e delle Leghe SPI. E infatti dei 100 componenti dell’Assemblea generale di Bergamo, 54 sono delegati RSU, RSA e pensionati attivi nelle Leghe dello SPI-CGIL.

Gianni Peracchi, unico candidato, proposto dal segretario generale della CGIL della Lombardia Elena Lattuada per conto dei cosiddetti “Centri Regolatori”, ha ottenuto 80 voti favorevoli e 14 contrari (94 votanti).

Venerdì mattina, all’apertura dell’Assemblea, Luigi Bresciani ha avviato i lavori tracciando un bilancio della sua attività: “In questi 8 anni durissimi credo di aver dato il mio contributo per rafforzare la CGIL, per consolidare i processi unitari con le altre organizzazioni sindacali e per fare sistema nel territorio bergamasco. La crisi economica ha colpito duro e anche se oggi ci sono segnali di ripresa, l’occupazione non è tornata ai livelli pre-crisi e la precarietà è aumentata. Crescita, lotta alla precarietà, buona occupazione, aumento delle competenze e attenzione alle nuove povertà, sono gli obiettivi che abbiamo di fronte per i prossimi anni”.

Lascio una CGIL di Bergamo autorevole nel territorio, unita, forte e ben organizzata, con i conti a posto, trasparente. Abbiamo investito tanto nelle risorse umane e nei giovani e questo garantisce per il futuro” ha proseguito Bresciani che, parlando del suo successore, ha anche detto: “Gianni Peracchi è la persona giusta per gestire questa fase difficile e sono certo che accompagnerà i già avviati processi di ringiovanimento del gruppo dirigente e di gestione unitaria della Camera del lavoro territoriale con vigore e decisione.  A lui va il mio saluto e affettuoso di buon lavoro. Ringrazio la CGIL per la grande opportunità che mi ha dato nel dirigere questa importante Camera del Lavoro. Un saluto affettuoso ai segretari generali di CISL e UIL di Bergamo, Ferdinando Piccinini e Amerigo Cortinovis, un ricordo affettuoso per Marco Cicerone, compagni di viaggio di questi 8 anni difficili, che ci hanno sempre visti, insieme, dalla parte del mondo del lavoro. Saluto tutte e tutti i dipendenti della CGIL di Bergamo, i funzionari, gli iscritti e in modo particolare tutte le RSU CGIL e gli attivisti dello SPI: sono loro l’ossatura della CGIL dentro le aziende e sul territorio. Un grazie e un abbraccio a tutti voi per il lavoro fatto e che continuerete a fare per il Paese, per la causa del lavoro e per questa grande organizzazione” ha concluso Bresciani.

Dopo che il suo nome è stato proposto all’Assemblea da parte del segretario regionale Elena Lattuada, Gianni Peracchi ha preso la parola e nella sua dichiarazione programmatica ha affrontato una lunga lista di temi.

Partiamo dal contesto socio-economico locale: nel suo intervento, Peracchi ha subito sottolineato come “il Presidente di Confindustria, Ercole Galizzi, abbia dichiarato nelle scorse settimane che la crisi a Bergamo è stata parzialmente superata, lasciando qualche ‘pezzo’ sul campo’. CGIL, CISL e UIL hanno rimarcato come i ‘pezzi persi’ siano posti di lavoro, persone, e quindi siano rilevanti sul piano sociale ed importanti economicamente e strategicamente sotto il profilo dell’insediamento produttivo. Honegger ed oggi Italcementi (sperando in un epilogo migliore) sono due casi emblematici. Hanno rimarcato come non sia sufficiente mantenere una posizione di rendita, per quanto buona,  nella graduatoria europea ed italiana del manifatturiero, ma si debba investire in innovazione e ricerca”.

In tema di rapporti con il mondo imprenditoriale, il terzo settore, le associazioni, la società in senso lato, Peracchi ha detto: “Per raffinare e rafforzare l’azione sindacale nel nostro territorio va consolidata la pratica di una CGIL aperta, in grado di interloquire con la società bergamasca, con le sue istituzioni e con le parti datoriali. I rapporti con l’imprenditoria orobica e con il sistema finanziario si collocano nel solco di una tradizione di confronto, a volte aspro ma, generalmente, corretto e produttivo a cui va data continuità. E nei rapporti con le istituzioni un canale privilegiato va tenuto aperto con il sistema scolastico e formativo della nostra provincia, con l’università, intensificando ricerche, iniziative in comune”.

Al capitolo sui rapporti con CISL e UIL, ha aggiunto: “Quella di Bergamo, dal punto di vista della ‘concorrenza’, è una piazza impegnativa. Se da un lato la presenza della CISL più grande del Paese potrebbe risultare un  limite alla nostra capacità di espansione, dall’altro ha innescato (ed innesca) una sfida al miglioramento continuo che ha prodotto risultati efficaci. Inoltre, oggi più che mai, c’è la piena consapevolezza che il sistema di rappresentanza sindacale, i cui aspetti identitari risentono anch’essi della – delle crisi, può ritrovare slancio con sinergie e buoni rapporti unitari.Certamente vi sono situazioni differenziate tra una categoria e l’altra, ma complessivamente, a livello confederale Bergamo vanta sotto questo profilo  una solida tradizione che va confermata”.

Nella sua relazione Peracchi ha voluto poi affrontare, tra molte altre, anche la questione delle nuove povertà e dei nuovi bisogni: “Non eroghiamo aiuti né sussidi, non siamo la Caritas, non siamo gli assistenti sociali dei Comuni, ma una mano, anzi due a queste persone la dobbiamo. Il primo e più importante aiuto che possiamo dare è la battaglia per la riforma del welfare, per la realizzazione di un welfare orientato all’inclusione attiva che punti su formazione, lavoro, reti di solidarietà, un welfare universalistico superando la logica dei bandi a pioggia tanto cara alla Regione Lombardia. Un welfare che faccia dell’universalismo selettivo, come diceva la legge 328, il criterio basilare. La CGIL è stata tra i promotori dell’‘Alleanza contro la povertà’, per la creazione di uno strumento nazionale di inclusione sociale; l’attuale modello del ‘SIA’ (l’ultima versione della social card) è solo un piccolo e assai limitato passo, certamente apprezzabile ma si deve andare ben oltre”.

A proposito delle modalità nuove per parlare di sindacato, Peracchi ha sottolineato : “In questo contesto di generale parcellizzazione del mondo del lavoro, con l’avvento dei free lance, della precarietà in senso lato, con l’incremento delle prestazioni accessorie individuali di mano d’opera,  la difficoltà maggiore che incontra una organizzazione di rappresentanza degli interessi come la nostra è quella di intercettare i nuovi lavori e i giovani soprattutto. Da questo punto di vista l’idea di un aggiornamento e adeguamento dello Statuto dei Lavoratori che includa nuove forme di lavoro è un’idea positiva. La Carta dei diritti universali del lavoro è un’idea che penso andrà perfezionata nei testi durante il confronto politico necessario ad un suo approdo positivo in sede parlamentare e legislativa. Ma è un’idea che apre una prospettiva di lungo corso e che prova a parlare alle nuove generazioni. Nuove identità di lavoro, occupazione femminile nel mondo della produzione, spazi di co–working, offerte formative, culturali in questi ambiti dovranno sempre di più entrare nell’agenda dei progetti della Camera del Lavoro di Bergamo. Così come particolare attenzione va riservata ad un mondo in forte espansione e con una larga presenza giovanile: quello della cooperazione, soprattutto negli ambiti sociali e assistenziali. Un settore con il quale si devono confermare sinergie ed alleanze per contrastare fenomeni corruttivi, appalti al massimo ribasso, falsa cooperazione. In pochi anni, grazie al contributo di dirigenti giovani (e meno giovani) questo segmento strategico, che affianca la ‘normale’ attività nei settori più tradizionali del mondo del lavoro, ha registrato un notevole impulso. Insomma l’idea è quella di tenere sul versante tradizionale delle nostre attività e di investire per una migliore capacità di rappresentazione nel nuovo che avanza. Dobbiamo provare ad intercettare i nuovi lavori e i giovani e uno strumento utile ed efficace per farlo è quello delle tutele individuali. I servizi, piaccia o meno,  sono destinati in futuro ad avere un peso maggiore nell’ambito delle nostre attività. Questo, soprattutto, per la tendenza della società a diventare sempre più complessa ed articolata. Attraverso i servizi passano e passeranno molte delle risposte ai nuovi bisogni di larghe fasce della popolazione e del mondo del lavoro”.

A proposito del ruolo che ricoprirà, Peracchi ha parlato di “gestione unitaria e pluralista, nei termini più larghi possibili, elemento di ricchezza  per ogni organizzazione. A Bergamo proseguiremo la strada già intrapresa che ha visto, prima ancora che  in altri comprensori, una composizione pluralista della segreteria confederale, anche con la presenza dell’attuale segretario generale della FIOM”.

Con uno sguardo all’interno dell’organizzazione sindacale,  Peracchi ha parlato anche del futuro gruppo dirigente, con “una responsabilità oltremodo impegnativa, che potrà essere esercitata efficacemente solo con uno sforzo collettivo dove il contributo di ciascuno, anche il più critico, sarà indispensabile”.

“Più noi che io” sembra essere stato il filo conduttore dell’intervento, che così si è concluso: “Quel che mi preme più dire è che lavorare insieme, con meno gerarchie, in modo più ‘orizzontale’, anche con qualche elemento di disordine e di informalità, con la valorizzazione  e con l’apporto di tutti, possiamo ragionevolmente sperare che la nostra organizzazione, la Camera del Lavoro di Bergamo, la CGIL tutta, possa continuare a tagliare nuovi ed importanti  traguardi”.

I lavori sono proseguiti con le consultazioni dei componenti dell’Assemblea, con le dichiarazioni di voto e con le operazioni di voto.

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