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World Pasta Day, la rivincita di spaghetti e maccheroni: tu come li preferisci? foto

Secondo Google la pasta è uno dei food trends del 2016: più ricercato della carne, di riso, ortaggi e frutta in Italia Turchia, Giappone, Scandinavia, Polonia, Germania, Australia e Canada.

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Col ragù, all’amatriciana, alla carbonara, allo scoglio, al pesto, ai 4 formaggi, alla Norma, alla gricia, con le cime di rapa, al sugo, al burro, olio e parmigiano… chi più ne ha più ne metta. Soprattutto oggi, 25 ottobre che si celebra il World Pasta Day, la giornata mondiale della pasta, e la si celebra a  Mosca. In Russia, sì, dove cresce a ritmi incredibili il consumo del piatto che sa tanto d’Italia e che, secondo Google, è uno dei food trends del 2016: più ricercato della carne, di riso, ortaggi e frutta in Italia Turchia, Giappone, Scandinavia, Polonia, Germania, Australia e Canada.

Peraltro la pasta non si produce solo in Italia, anzi cresce il numero degli Stati che la realizzano: ben 48 (+77%) Paesi ne producono oltre mille tonnellate e sono 52 (erano 30 18 anni fa quando venne istituito il World Pasta Day) quelli che ne consumano almeno 1 chilo pro capite all’anno.

Ovviamente l’Italia si conferma paese leader per la produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia, Brasile e Russia). Siamo anche i più assidui consumatori, con 24 kg pro capite nel 2015, davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Seguono poi i paesi in cui il consumo pro capite oscilla tra gli 8 e i 9 kg: Svizzera (9,2), USA e Argentina (8,8 kg) tallonati da Iran e Cile (8,5 kg). Con 7,8 kg pro capite, la Russia si attesta al decimo posto.

Nel 2015 l’Italia ha esportato 1,8 milioni di tonnellate di pasta, il 56% della produzione. La Germania si conferma il mercato principale per gradimento di pasta tricolore, con oltre 360mila tonnellate e un’incidenza di quasi il 20% del totale, un trend in crescita anche nel primo semestre 2016 (+2,3%). Seguono Regno Unito (257mila tonnellate), e Francia (239mila tonnellate).

Sono gli USA il primo mercato di sbocco extraeuropeo (149 mila tonnellate con un’incidenza di 8,2% sul totale) seguiti dal Giappone (66 mila tonnellate e un peso del 3,6% sul totale). Nei primi sette mesi del 2016, i mercati più dinamici per la pasta italiana sono stati: in Asia la Corea del Sud (+20,6%) e la Cina (+16,4%), mentre si è registrato un vero e proprio boom negli Emirati Arabi Uniti (+67%). Nelle Americhe l’exploit della Colombia (+22%) e le conferme di USA (+7,3%) e Canada (+6,7%).

pasta fusilli

Anche se in Europa la pasta italiana subisce un pochino l’effetto Brexit, registrando un -2,7% a volume in Gran Bretagna.

Ma qual è la tua pasta preferita? Con quale sugo o condimento ti piace di più? Hai una ricetta personale? 

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