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“Mi sono separata, e… l’assicurazione mi ha aumentato la polizza auto”

La lettera di Fabrizia Lorusso, bergamasca, patentata, automunita e come tale titolare di un'assicurazione. Che, scopre a sue spese, costa di più perché... non è più coniugata, bensì separata.

La lettera di Fabrizia Lorusso, bergamasca, patentata, automunita e come tale titolare di un’assicurazione. Che, scopre a sue spese, costa di più perché… non è più coniugata, bensì separata.

Scade la polizza assicurazione auto. Solerti mail me lo ricordano da giorni. Mi decido e provvedo al rinnovo con due numeri alla mano: quello della compagnia e quello della carta di credito. Pochi minuti ed è fatta: dovere assolto, portafoglio alleggerito.

Il giorno successivo arriva la mail con il contratto; stampo e verifico i dati e, sorpresa, tra quelli personali c’è scritto “coniugata”. Errore: separata.

Ricambio la solerzia con uno scrupolo che ritengo quasi superfluo e richiamo (seconda telefonata) facendo presente la questione. Al simpatico signore che mi risponde interessa eccome che io sia single; purtroppo non per frivole ragioni, ma perché il dato errato potrebbe inficiare la validità del contratto stesso.

Caspita! Provvedo alla richiesta di correzione con la procedura indicata e attendo paziente il nuovo contratto.

Eccolo, il giorno dopo, troneggiare in capo alle mail: apro, leggo. Sono separata anche per l’assicurazione – sono soddisfazioni – e poi… devo integrare la polizza con un pagamento di €16,24 che evidentemente derivano dalla mia nuova condizione anagrafica.

Pagare devo, perché il grosso era già stato dato il giorno prima, ma la nuova telefonata (e siamo a tre) prende tutt’altra piega. Con cortesia ed ironia affronto la gentilissima signora del call center chiedendo ragione di questo costo che, sono anche disposta a tollerare se penso alla libertà guadagnata – che per definizione in realtà non ha prezzo -, ma preferirei in un altro contesto, tipo bicchiere di vino con amici brindando alla vita presente e futura.

Pur condividendo l’osservazione, mi viene detto che l’ammontare della polizza dipende da tutti i dati inseriti, compreso quello in oggetto, che rientrano in una valutazione statistica.

Ah! Ecco: noi donne separate siamo statisticamente meno affidabili alla guida di un’auto. Tre considerazioni.

La prima: ragazze, compagne di sventura sentimentale, basta! Ve lo dico col cuore. Smettetela di guidare con gli occhi pieni lacrime sbattendo tra i pali alla ricerca di nuovi punti di riferimento. Lui non torna e, così facendo, secondo me non arriva neanche il prossimo. Smettetela di perdervi contromano ripensando al momento in cui avete capito che per amore universale il vostro lui intendeva generosa simultanea dedizione verso l’intero universo femminile. Smettetela di tamponare la macchina davanti come nuova tecnica di abbordaggio: non abbiamo capito nulla guardandoli negli occhi per anni, cosa possiamo dedurre da una targa e da una nuca.

La seconda: nonostante le rassicurazioni, scommetto la collezione dei miei tacchi dieci realizzata dalla separazione ad oggi, che un uomo non è soggetto ad alcuna integrazione. Non solo per le note questioni sessiste che ancora pervadono il sistema, ma per il valore quasi filiare che spesso assume l’auto per lui…intoccabile anche dal più profondo dolore.

La terza: ciao Direct Line. Dal prossimo anno le nostre strade si dividono. “Statisticamente” e senza troppi rancori.

Commenti

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  1. Scritto da nico

    la giacumina l’a s’è separada…e l’asicurasiù l’è aumentada tatarattata-tataaa