BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Trasformata, convincente, rinata: l’Atalanta che batte l’Inter è il miracolo del Gasp

C'è poco tempo per festeggiare, in una settimana Pescara e poi il Genoa, cioè il passato di Gasperini, possono esaltare questa Atalanta e i suoi giovani. Se sapranno restare umili e compatti come domenica

L’Atalanta suona la nona: è un’Atalanta bellissima. No, non stavamo sognando quando il Napoli ha dovuto inchinarsi ai nerazzurri, tre settimane fa e nemmeno dopo questa nona giornata di campionato, ora che siamo alla quarta vittoria, che è anche la terza nelle ultime quattro partite. Come solo la Juve e il Milan, cioè le prime due della classifica, hanno saputo fare nelle ultime giornate. E tutto questo proprio nel momento più difficile, quello più temuto per il calendario che riservava, appunto, come avversari Napoli, Fiorentina e Inter. Un trittico che metteva i brividi anche ai più ottimisti. E invece…

Invece l’Atalanta confusa e infelice dell’avvio di campionato si è trasformata, è stata ribaltata e rivoltata da Gasperini. Che adesso se la riderà pensando a quell’Inter impresentabile e inguardabile che ha mandato a casa a mani vuote, come il tecnico piemontese è abituato a fare quando gioca contro il Biscione.

Ma torniamo ai meriti dei “nostri eroi”, che sono sicuramente più pesanti e sostanziosi dei demeriti milanesi. Anzi, un tifoso interista di vecchia data, il giornalista Beppe Severgnini, nell’intervallo commentava sconsolato: “Sì, i nerazzurri li ho visti, ma erano quelli di Bergamo. Che bravi!”.

Eh sì. Gasperini era molto orgoglioso della sua squadra, forse l’Atalanta più bella vista fin qui, nel primo tempo con l’Inter. Non che poi sia cambiato molto, tra il primo e il secondo tempo. Semplicemente, prima o poi doveva svegliarsi anche l’avversario e qualche segnale è arrivato, dal gol di Eder a un paio di altre occasioni che hanno comunque trovato un Berisha prontissimo a neutralizzarle.

Ma l’Atalanta non era certo finita alle quattro del pomeriggio e così, caparbiamente, si è ripresa con Pinilla quei tre punti che stava meritando con un primo tempo da manuale. Senza trascurare un pizzico di brivido: quando Pinilla ha preso il pallone per tirare dal dischetto, tanti hanno pensato “no, per favore, proprio lui”. Infatti la statistica diceva che Pinigol dal 2013 a oggi, tra Cagliari, Genoa e Atalanta, ha segnato cinque rigori ma ne ha sbagliati altrettanti (due nello scorso campionato). Una bella media negativa… Ma forse Gasperini, che in quel momento era in tribuna (dopo l’espulsione) e si è detto convinto poi che Pinilla avrebbe segnato, ricordava l’ultima trasformazione del cileno: proprio contro il suo Genoa in Atalanta-Genoa 1-4 del maggio 2015.

Ma che Atalanta è questa, che in poche giornate è salita fino all’ottavo posto, cioè nella parte sinistra della classifica? Intanto rispetto alla prima giornata con la Lazio è cambiata per cinque undicesimi: allora giocavano Sportiello, Raimondi, Zukanovisc, Spinazzola, Paloschi. Erano in panchina Caldara, Masiello, Petagna, in tribuna Freuler, sempre in tribuna ma per la Lazio il portiere Berisha.

E dopo quattro sconfitte nelle prime cinque partite c’erano molti dubbi anche su Gasperini. Poi la svolta, dalla vittoria sul Crotone alle altre che abbiamo ricordato. Soprattutto, non vittorie casuali, ma firmate da un’Atalanta attenta, concentrata e gagliarda e capace di non subire gol contro il Napoli, poi di sfiorare il bis a Firenze e quindi di dare una lezione di calcio alla povera Inter. Perché è anche difficile dire chi è più bravo, in una formazione che sa giocare da squadra come quella che sta plasmando Gasperini: dopo un rodaggio difficile (è vero), ma ora la musica è ben diversa.

Perciò applaudiamo la diga Masiello, il cervello Freuler (ma vi rendete conto che il regista dell’Inter è un certo Medel che sembra rubato alla lotta greco romana?) sempre più sorprendente come Conti e Dramè, che volavano sulle fasce mentre i loro colleghi interisti arrancavano, o Kurtic che sembrava ovunque. Su Gomez si rischia di diventare monotoni, se non fa gol sembra al di sotto del suo rendimento, però il ct Ventura presente al Comunale ha visto sicuramente un Papu da leccarsi i baffi, poi veda lui se l’azzurro e chi lo merita saranno più forti della burocrazia, o se in Nazionale (come si augura Gasp) andranno presto i giovani atalantini.

Che dire ancora? C’è poco tempo per festeggiare, in una settimana Pescara e poi il Genoa, cioè il passato di Gasperini, possono esaltare questa Atalanta e i suoi giovani. Se sapranno restare umili e compatti come domenica.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.