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Passione, simpatia e tattiche di calcio: a scuola di giornalismo con Giovanni Vavassori

“Tra giornalista e allenatore per me sono fondamentali il rispetto e la correttezza, perché si possa stabilire un rapporto di fiducia e anche un certo feeling, se vogliamo. Naturalmente occorre anche competenza che si acquista con l’esperienza e soprattutto con lo studio, quindi anche voi se volete diventare giornalisti dovete studiare come ho dovuto fare io per diventare allenatore”. Così Giovanni Vavassori, intervenuto giovedì 20 ottobre all’appuntamento settimanale con Bergamonews Academy, al Liceo Lussana di Bergamo.

Piccola premessa: non è facile che Vavassori parli per un’intervista o in pubblico, ci vuole un certo feeling, appunto, per riuscire a coinvolgerlo.

Vavassori

Ho avuto il piacere di seguirlo come cronista quando allenava l’Atalanta e perciò l’ho convinto a salire… in cattedra, per una volta: il Vava è un maestro di calcio, uno degli allenatori più amati dai tifosi atalantini, anche perché la sua Atalanta ci ha fatto divertire in serie A, all’inizio degli anni Duemila. E Vavassori ha elencato i suoi gioielli: “I fratelli Cristian e Damiano Zenoni, Bellini, Pinardi, Lorenzi, Donati, Zauri, Rossini: in un anno, la stagione 1999-2000 della promozione in A, ho fatto esordire in prima squadra ben otto ragazzi provenienti dal settore giovanile di Zingonia”. E poi altri ancora, come Pelizzoli, l’anno successivo in serie A.

La chiacchierata è continuata con aneddoti e curiosità, ricordi belli come il 3-3 di San Siro col Milan o quello un po’ amaro col Brescia. Dal fenomeno Morfeo, anche “più promettente del suo coetaneo Totti”, ricorda il Vava, all’altro grande talento Locatelli, a Cristiano Doni diventato col Vava centrocampista goleador “come forse allora solo Nedved che giocava nella Juve”.

Oltre due ore filate tra battute del “mister” (“ora non alleno, ho qualche acciacco”), schizzi dei campetti su fogli improvvisati (in effetti alla lavagna sarebbe stato più da prof…) e le domande di ragazzi e ragazze, naturalmente anche su questioni attuali come il caso Icardi o i rapporti Totti-Spalletti.

Una conversazione molto piacevole, un po’ come il gioco della sua Atalanta, molto fatta in casa, come quella che sta ben crescendo agli ordini di Giampiero Gasperini.

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