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Lega all’attacco, Belotti: “Venti pullman a Firenze, così diremo No a Renzi”

La Lega Nord Bergamo presenta il nuovo direttivo e parte lancia in resta su due temi: il No al referendum costituzionale del 4 dicembre e la battaglia contro le moschee.

La Lega Nord Bergamo presenta il nuovo direttivo e parte lancia in resta su due temi: il No al referendum costituzionale del 4 dicembre e la battaglia contro le moschee.

Nella sede della Lega Nord Bergamo, in via Cadore 1 a Redona, lunedì 24 ottobre debutta il nuovo direttivo provinciale del Carroccio. Dalla consultazione di domenica 16 ottobre sono stati eletti: Alberto Ribolla, Frassini, Tullio Angioletti, Mauro Brembilla, Giuseppe Rota, Laura Belotti, Roberto Serra, Alex Galizzi, Giuseppe Epis, Dimitri Donati, Marco Belotti, Franco Giussani, Fausto Carrara, Aldo Natali, Alberto Ongaro, Ettore Tironi.

Alla sua prima seduta, la segreteria ha già messo a fuoco alcuni obiettivi da raggiungere. Il primo è il 12 novembre a Firenze. “Ci stiamo organizzando per portare nella città di Renzi almeno venti pullman da Bergamo per dire No al referendum costituzionale. Siamo partiti più lenti, ma ora recupereremo ed ingraniamo la quarta. Contro questo quesito referendario chiediamo il sostegno dei nostri alleati: Forza Italia e Fratelli d’Italia”.

Non c’è solamente l’appuntamento del 4 dicembre, quando i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla riforma della Costituzione, ciò che sta davvero a cuore alla Lega di Belotti 4.0, ovvero al suo quarto mandato da segretario provinciale è la campagna contro le moschee.

“Ci stiamo preparando per il 2017 quando si voterà a Curno, noi siamo pronti a combattere l’attuale amministrazione buonista che ha dato il via libera alla costruzione di una moschea di 3.500 metri quadri dietro all’ex Castorama – dichiara Belotti – Vigileremo sin d’ora per il rispetto di ogni vincolo urbanistico e igienico-sanitario. Non mancheremo di raccogliere firme e batterci perché questa moschea non apra. Un luogo di culto senza nessun controllo, anzi avrebbe il benestare per lasciar predicare personaggi alquanto discussi e pericolosi, come è già successo a Bergamo. E proprio sulla città siamo pronti a sfidare l’amministrazione dal delirio buonismo di Gori. Un sindaco che potrebbe essere un possibile presidente della Lombardia nel 2018 e che sarebbe una disgrazia per tutti i lombardi. Non dimentichiamo che Gori per far fronte al calo delle nascite punta a far invadere Bergamo dagli immigrati. Ne vorrebbe 8 milioni in Italia. Proprio su questo fronte pianificheremo altre azioni contro l’accoglienza ai profughi”.

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