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Commercio e turismo: 40.000 lavoratori in attesa del contratto

Cinque anni di attesa invece nel settore dei servizi per i lavoratori delle imprese di pulizia strutturate

“Sono circa 40.000 in provincia di Bergamo i lavoratori del commercio, turismo e servizi in attesa dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro e per i quali è urgente stringere sui tempi negoziali”.

L’esortazione arriva da Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl  provinciale, nel corso del direttivo che la categoria ha tenuto a Darfo Boario Terme, alla presenza del segretario nazionale, che ai rinnovi dei CCNL ha dedicato molta parte del suo intervento.

Ancora da completare il percorso con Federdistribuzione per i 5000 addetti della grande distribuzione organizzata e con le associazioni del sistema Coop per i lavoratori della distribuzione cooperativa impiegati nei 4 ipermercati Coop e nelle altre realtà storiche della cooperazione bergamasca.

Il mancato rinnovo dei contratti di lavoro coinvolge inoltre 20.000 addetti del turismo al servizio delle grandi catene alberghiere, delle agenzie di viaggio, dei tour operator, della ristorazione collettiva, dei pubblici esercizi e del comparto termale, in attesa dei nuovi contratti in media da oltre tre anni. “Davvero un paradosso se si pensa che il comparto turistico contribuisce al Pil italiano con il 12% e rappresenta forse uno dei pochi settori dove il Bel Paese può dimostrare di essere realmente competitivo nel mondo e dove la professionalità degli addetti, da tutelare attraverso il rinnovo contrattuale, gioca un ruolo fondamentale per la tenuta del sistema e che sta iniziando a realizzare importanti risultati anche in provincia di Bergamo”.

Cinque anni di attesa invece nel settore dei servizi per i lavoratori delle imprese di pulizia strutturate e multiservizi (alcune migliaia in provincia) che operano prevalentemente in regime di appalto, come gli addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari e gli operatori del terzo settore socio-sanitario-assistenziale-educativo (6.000 a Bergamo) per i quali i sindacati di categoria proprio in questi giorni stanno trasmettendo le piattaforme unitarie alle associazioni imprenditoriali del settore per i rinnovi dei contratti di lavoro scaduti in media da oltre 4 anni.

“La vera sfida comune a tutti i tavoli di trattativa aperti nel terziario privato – ha concluso il segretario generale della Fisascat provinciale – sarà realizzare la partecipazione dei lavoratori alla vita di impresa ed ampliare gli interventi di welfare contrattuale ed aziendale anche cogliendo le opportunità fornite dalle normative vigenti”.

La situazione dei contratti nei comparti di turismo, commercio e terziario è particolarmente complessa: i molti tavoli aperti sono anche molto complicati. “Per noi, però, rimane determinante chiudere ogni rinnovo – ha detto Guarini -, perché ogni mancato adeguamento dei contratti si ripercuote sui lavoratori, sia dal punto di vista di regole e tutele, sia per il recupero del reddito”.
Una delle maggiori preoccupazioni è, oggi, “stabilire tempi certi per il rinnovo dei contratti soggetti a cambio d’appalto. Con l’introduzione prossima del nuovo codice degli appalti, infatti, rischiamo di avere aziende impreparate e lavoratori non adeguatamente tutelati, anche nei confronti della Pubblica Amministrazione. Da sempre Fidascat dichiede regole certe negli appalti, oggi si crea l’occasione perché questa posizione sia condivisa anche dalle nostre controparti.
Mi auguro personalmente che il 2016 possa chiudersi con la maggior parte dei CCNL rinnovati. Le prospettive sono abbastanza buone, serve maggior disponibilità anche dall’altra parte del tavolo”.

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