BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Pedemontana, i Cinque Stelle: “Non si farà, Di Pietro ponga fine a questa farsa”

"Di Pietro ponga fine a questa ridicola farsa”, afferma Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia.

“Il destino di Pedemontana è già scritto ed è sotto gli occhi di tutti. Di Pietro ha dichiarato che la continuità aziendale è garantita fino a gennaio 2018, dopodiché, se non avrà ottenuto i prestiti dalle banche, porterà i libri in Tribunale. Mi auguro che non attenda tutti questi mesi per prendere atto della situazione. Ormai tutti protagonisti, dal Governo alla Regione, hanno capito che il progetto è fallito ma a tutti manca il coraggio di dirlo, perché nessuno vuole rimanere col cerino in mano. Di Pietro ponga fine a questa ridicola farsa”, così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia.

“Siamo stati i primi in Consiglio Regionale – spiega Corbetta – con un paio d’anni di anticipo rispetto a tutti gli altri, a dire che Pedemontana versava in condizioni finanziarie disastrose e che il proseguimento dell’opera era, fortunatamente, ad alto rischio. È difatti un’opera nata vecchia, inadatta a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini e portatrice di devastazioni del nostro già martoriato territorio”.

Per il consigliere regionale: “basta un’analisi attenta degli ultimi avvenimenti e delle recenti dichiarazioni del neo presidente di Pedemontana, Antonio Di Pietro (rilasciate il 5 ottobre in audizione alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale), per rendersi conto che di margini di incertezza ce ne sono ben pochi”.

“Pedemontana andrà avanti nei lavori solo se riuscirà a risolvere il contenzioso sulle riserve con la ditta costruttrice delle prime tratte, aumenterà i flussi di traffico sulle tratte già realizzate (ma senza rinunciare ai pedaggi esorbitanti), risolverà il problema della riscossione dei pedaggi (che moltissimi non pagano), riuscirà a farsi approvare da Roma una nuova revisione del piano economico finanziario, convincerà le banche ad investire 2 miliardi e 400 milioni di euro, troverà le garanzie nel caso le stime di traffico per le nuove tratte dovessero risultare sballate, si farà abbassare i tassi di interesse concordati, risparmierà 300 milioni di euro dal progetto esecutivo della B2 e troverà i soldi per bonificare i terreni dalla diossina di Seveso. Molti di questi sono ostacoli insormontabili”, conclude Corbetta.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.