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La “beautiful mind” di Bergamo lascia l’Università

Gianfranco Gambarelli, professore ordinario di Matematica e Teoria dei Giochi all'Università degli Studi di Bergamo, va in pensione.

“Ho 70 anni + IVA” dice Gianfranco Gambarelli “ma mi dicono che l’IVA è detraibile. Ora, in teoria, vado in pensione, ma in pratica continuo a girare come una trottola in Italia e all’estero per corsi, convegni, conferenze e seminari”.

Nato a Bergamo, laureato in Matematica a Milano e specializzato con master IBM, Gambarelli ha iniziato a lavorare nel centro elettronico del Credito Bergamasco, dove ha fatto una rapida carriera. Dopo cinque anni il salto nel buio: dalla sicurezza e ricco stipendio bancario è passato, come precario, all’Università. Le sue carriere sono sempre state velocissime: dopo un anno era associato a Brescia; l’anno successivo, il più giovane ordinario in Italia del suo raggruppamento.
Nel frattempo aveva mantenuto un insegnamento a Bergamo, dove, appena possibile, fu richiamato. Poco dopo eccolo presidente della Commissione Didattica di Economia, poi levatrice per la Facoltà di Ingegneria; ancor poco ed eccolo Preside di Economia, ma non basta…

Gambarelli ha portato a Bergamo personaggi di primo piano a livello internazionale, che sono tornati molte volte, grazie al suo spessore scientifico e umano. Tanto per fare qualche esempio, grazie a lui abbiamo avuto qui in cinque diverse occasioni John Nash, noto anche come “A Beautiful Mind” e altri Premi Nobel per l’Economia, come Robert Aumann; abbiamo ricevuto editori delle massime riviste internazionali di Ottimizzazione, e Teoria dei Giochi; abbiamo ospitato moltissime volte Guillermo Owen, noto anche come il “Gutenberg” della Teoria dei Giochi in quanto le numerose traduzioni della sua opera ne hanno favorito la diffusione capillare.

Gambardelli

(Da sinistra il premio Nobel Robert Aumann, il premio Nobel John Nash, Piergiorgio Odifreddi e Gianfranco Gambarelli – Foto Stefano Gervasoni) 

Un altro studioso di straordinaria importanza che, grazie all’amicizia con Gianfranco, è tornato qui più e più volte è stato Harold Kuhn, emerito di Princeton, che è stato l’unico autore vivente nel secolo scorso, il cui nome figurava nei testi di base di Matematica, insieme a quelli di Cartesio, di Rolle e di Lagrange.

Ma la presenza di Gianfranco Gambarelli nell’Ateneo bergamasco non si è limitata ai suoi interessi scientifici più specifici: come presidente, per un decennio, del Cenacolo Orobico di Poesia ha portato qui due volte Maria Luisa Spaziani e ha interagito con Alda Merini e Carlo Bo, che ha presieduto la giuria del Premio Bergamo di Poesia, riportato alla luce da Gianfranco Gambarelli. Fra le sue varie realizzazioni in ambito letterario, una menzione particolare va al convegno “Bergamo nella letteratura europea” che ha celebrato il cinquantennale del Cenacolo e i cui Atti si sono avvalsi, oltre che dell’opera di molti colleghi della nostra Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, di autori di altre Università. Gambarelli, come poeta ha vinto vari premi letterari; come autore scientifico ha pubblicato oltre un centinaio di lavori internazionali e una dozzina di libri.

Fra i vari incarichi ricoperti per delega dei Rettori che si sono succeduti, Gambarelli si è occupato con particolare entusiasmo del CUS, ove ha operato anche attivamente come atleta in competizioni di sci, tennis e pallavolo.

Qui in particolare, da ex giocatore del campionato nazionale di serie B, ha organizzato e capitanato per anni la squadra dei docenti, provenienti dalle tutte le Facoltà, squadra che ha partecipato a numerosi tornei con gli studenti, favorendo un clima di sportiva amicizia. Questa presenza capillare di Gianfranco nelle varie specificità del nostro Ateneo non era certo dovuta ad ambizioni di carriera, in quanto egli non guarda con entusiasmo alle riunioni dei Consigli di Amministrazione, dei Senati Accademici e così via, ma ama la cultura a 360 gradi vissuta in prima persona. Ad esempio. non è raro trovarlo anche in Sant’Agostino, in occasione di conferenze di Filosofia. Gianfranco può insomma essere considerato uno dei pochi uomini del 2000 che vivono l’Università come “Universitas”.

A tutto questo si aggiunge il suo bellissimo carattere che congiunge positività, buonumore, simpatia, ironia e autoironia. Buon proseguimento dunque!

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