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Videosorveglianza in asili e ospizi, Carnevali: “Più sicurezza per le persone fragili”

Installazione in asili e strutture di assistenza per anziani e disabili di sistemi di videosorveglianza, ma non solo. La deputata bergamasca Elena Carnevali: ""Le famiglie devono potersi fidare"

E’ stata approvata mercoledì 19 ottobre dalla Camera una nuova legge che consentirà l’installazione in asili e strutture di assistenza per anziani e disabili di sistemi di videosorveglianza, ma non solo: le nuove tutele puntano sulla formazione, sul patto con le famiglie e sulla trasparenza come vie principali per combattere il rischio di incuria o maltrattamenti.

“Le famiglie devono potersi fidare delle strutture a cui affidano i propri cari – commenta Elena Carnevali – soprattutto se questi appartengono a categorie vulnerabili. Per garantire una migliore qualità di vita degli utenti abbiamo deciso di puntare su prevenzione e controllo. Prevenire vuol dire garantire una formazione continua per gli operatori e gli educatori che in queste strutture lavorano, e per questo abbiamo stanziato un fondo di 5 milioni di euro, e vuol dire procedere a valutazioni attitudinali non solo al momento dell’assunzione ma anche nel corso della carriera lavorativa. Si riconosce infine che la sindrome del burn out (stress eccessivo causato da lavori particolarmente usuranti, anche psicologicamente) è, purtroppo, una realtà frequente in questi settori. La nuova legge, in questi casi, prevede la possibilità di essere assegnati ad altri incarichi per il tempo necessario a recuperare le forze per operare al meglio”.

Alla prevenzione si aggiunge la trasparenza e la regolamentazione, che avverrà attraverso l’impiego di videocamere a circuito chiuso, ma anche aprendo maggiormente i luoghi di cura al mondo esterno: “Le strutture chiuse  e segreganti sono potenzialmente più esposte al rischio di abusi o incuria. Per questo è importante garantire una collaborazione tra gli operatori e le famiglie, anche estendendo l’orario delle visite all’intera giornata. La videosorveglianza, infine, può essere uno strumento di controllo in più, ma va regolamentata: la nuova legge dice no alle webcam o all’utilizzo selvaggio, ma promuove invece un sistema chiaramente normato che, nel rispetto dei lavoratori, possa essere utile alle forze dell’ordine in caso di reale bisogno. Lo Stato – conclude Carnevali – va in questo modo a tutelare i suoi cittadini più deboli. Gli scandali e gli abusi troppe volte denunciati dai media sono indegni di un paese civile”.

FINALITÀ  Il provvedimento ha la finalità di innalzare il livello di tutela dei bambini che frequentano gli asili nido e le scuole per l’infanzia e delle persone, anziani e disabili, residenti in strutture assistenziali, prevenendo e contrastando, sia in ambito pubblico, sia privato, maltrattamenti o abusi, anche di natura psicologica. A tal fine viene anche disciplinata la raccolta di prove utilizzabili per l’accertamento di tali condotte.

VALUTAZIONE E FORMAZIONE DEL PERSONALE: LA DELEGA  In materia di valutazione e formazione del personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e disabili è prevista una delega al Governo, da esercitarsi entro un anno dall’entrata in vigore della legge. La delega prevede che tale categoria di lavoratori debba essere in possesso di adeguati requisiti che prevedano, oltre l’idoneità professionale, anche una verificata valutazione attitudinale sia al momento dell’assunzione, sia durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, anche in relazione al progressivo logoramento psico-fisico derivante dal tipo di mansione svolta che comporta un’assistenza continua a soggetti in condizioni di vulnerabilità (burn out). Nel caso in cui dovesse ravvisarsi, all’esito del controllo, una inidoneità allo svolgimento delle mansioni è previsto il ricollocamento del personale cosiddetto in burn out, prevedendo in particolare, con riferimento all’ambito educativo, un’azione preventiva attuata da équipe psico-pedagogiche territoriali. Sempre in funzione di prevenzione sono previsti incontri di gruppo periodici e regolari degli operatori per verificare precocemente l’insorgenza di eventuali criticità e per individuare possibili soluzioni innanzitutto all’interno del gruppo stesso e la previsione di colloqui individuali o di incontri collettivi con famiglie e operatori o educatori per far sì che il patto di corresponsabilità educativa e la presa in carico di anziani e persone con disabilità siano i principali strumenti per il benessere di questi soggetti particolarmente vulnerabili. Per quanto riguarda la formazione sono previsti percorsi di formazione continua che valorizzino le migliori pratiche, assicurando il coinvolgimento delle famiglie, degli operatori e degli enti territoriali.

VISITA NELLE STRUTTURE SOCIO-SANITARIE/ASSISTENZIALI Per far sì che la prevenzione e il contrasto dei reati nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili si realizzi anche attraverso il controllo sociale e il maggior coinvolgimento dei familiari dei soggetti che si trovano in una condizione di vulnerabilità per età o per condizione personale, il Ministro della salute emanerà, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, le linee guida per garantire, ove possibile, le visite lungo l’intero arco della giornata nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Prima delle emanazione delle linee guida dovranno essere comunque consultate le associazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e sentite le associazioni dei familiari degli ospiti delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, come individuate dal Ministero della salute e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

VIDEOSORVEGLIANZA – Il provvedimento disciplina la regolamentazione dell’utilizzo di sistemi di videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per una maggiore tutela di bambini, anziani e disabili. In particolare, potranno essere installate in tali strutture telecamere a circuito chiuso, che assicurino la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi (con divieto assoluto di installare web cam), per sorvegliare l’operato del personale. Tale possibilità è subordinata all’accordo delle organizzazioni sindacali e poi, in caso di mancato raggiungimento dell’accordo, alle determinazioni dell’Ispettorato del lavoro. Le modalità di funzionamento dei sistemi di videosorveglianza sono rimesse a un provvedimento dell’autorità Garante per i dati personali. La decisione di installare e attivare le telecamere nelle aule degli asili nido e delle scuole dell’infanzia dovrà essere presa assicurando il pieno coinvolgimento delle famiglie mentre, l’installazione nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali è consentita solo nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e previo consenso degli interessati o di chi legalmente li rappresenta. Gli utenti e il personale avranno comunque diritto ad essere informati sulla raccolta delle registrazioni, sui sistemi relativi alla loro conservazione, nonché sulle modalità e condizioni per accedervi. In caso di notizia di reato, l’accesso alle immagini è consentito solo al pubblico ministero e, su sua delega, alla polizia giudiziaria, per lo svolgimento delle indagini su reati in danno dei bambini o delle persone ospitate nelle strutture, anche a seguito di denunce relative ai medesimi reati. Nei casi di urgenza, la polizia giudiziaria, anche a seguito di segnalazione, può accedere alle registrazioni dandone immediata comunicazione al pubblico ministero. Nessuno, quindi, potrà accedere alle immagini al di fuori dei soggetti che svolgono le indagini giudiziarie.

RELAZIONE ALLE CAMERE – Entro il 31 marzo di ogni anno il Governo trasmette alle Camere una relazione sull’attuazione della legge, nella quale dà conto anche dell’andamento, nell’anno di riferimento, dei reati commessi in danno dei minori e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali, nonché dei relativi procedimenti giudiziari.

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