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Gruppo Esposito apre “Ecocentro” a Roma: 11° impianto per il trattamento dei rifiuti

L’azienda bergamasca ha creato il suo 11° impianto in Italia per il trattamento e recupero dei rifiuti da spazzamento delle strade a Guidonia (Roma). In cantiere il progetto per l'impianto di Cagliari.

La Capitale e il Lazio avranno un primo impianto di trattamento e recupero rifiuti da spazzamento delle strade. Carte, cartacce e mozziconi di sigarette verranno recuperati e trattati da un impianto ad hoc che poche settimane fa è stato inaugurato a Guidonia, alle porte di Roma.

La progettazione e la realizzazione dell’opera è frutto di Gruppo Esposito, azienda di Gorle leader nel settore a livello mondiale, che con quello romano festeggia la nascita del suo undicesimo impianto in Italia.

Nello specifico, l’impianto Ecocentro consente di recuperare circa il 70% dei rifiuti spazzati nelle strade, trasformandoli in sabbie riutilizzabili in ambito edile e nell’asfaltatura di strade e autostrade, ma soprattutto permette di evitare che gli stessi rifiuti finiscano in discarica, con un doppio beneficio in termini economici ed ambientali per la collettività.

Il progetto dell’impiantistica “Ecocentro”, realizzata per la prima volta nel 2005 a Bergamo e in seguito a Brescia, Milano, Como, Piacenza, Prato e Guidonia (Roma), nasce da una semplice constatazione, come ci racconta Ezio Esposito: «Ancora oggi si smaltiscono parecchi rifiuti ma pochi di questi vengono recuperati, mentre possono essere utilizzati nei diversi cicli produttivi, come indica la normativa vigente».

Ecocentro a Roma

Una normativa che continua ad evolversi: con il decreto del 26 maggio scorso, infatti, il Ministero dell’Ambiente ha emesso le nuove linee guida sul calcolo della percentuale di raccolta differenziata in cui vengono inseriti anche i rifiuti da spazzamento delle strade, se inviati ad impianti di recupero di materia. Si tratta di una novità significativa per le amministrazioni locali, che potranno così incrementare la percentuale di raccolta differenziata perseguendo gli obiettivi fissati dal decreto ministeriale per il 2020. «Davvero un passo importante considerato che il rifiuto da spazzamento delle strade è pari al 5% del totale dei rifiuti solidi urbani», afferma Esposito.

Ecocentro a Roma

Grazie ad una serie di brevetti ottenuti e certificati negli anni da parte di diverse nazioni nell’Unione Europea, negli Stati Uniti e in Australia, il lavoro dell’azienda bergamasca ha guadagnato una posizione d’eccellenza nel settore green e continua ad investire ogni anno circa il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo: «Puntiamo molto sulla ricerca perché pensiamo sia l’unica strada percorribile per crescere e ideare tecnologie innovative per l’ambiente. In particolare collaboriamo con CINIGeo, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Ingegneria delle Georisorse, che coinvolge le quattro università di Bologna, Trieste, Cagliari e la Sapienza di Roma per sperimentare nuove soluzioni per il recupero e il riuso dei rifiuti».

Dopo l’inaugurazione dell’Ecocentro romano, le prospettive di Gruppo Esposito si aprono al territorio nazionale e non solo: «D’ora in avanti l’obiettivo sarà quello di continuare su questa strada realizzando impianti simili in tutte le Regioni italiane – continua Esposito – e di produrne almeno uno all’anno. In cantiere c’è già un impianto per la Sardegna (a Quartu Sant’Elena, Cagliari), da realizzare nel 2017, ma vogliamo aprirci anche all’estero, guardiamo all’Austria e all’Inghilterra».

Recupero e non smaltimento dei rifiuti, quindi, secondo le linee generali dell’economia circolare e della green economy, «per mantenere le nostre città un po’ più verdi».

Ecocentro a Roma

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