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Ortofrutta

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Al mercato è tempo di castagne, ricostituenti naturali e simbolo dell’autunno

Siamo in pieno autunno e tra i prodotti ortofrutticoli che maggiormente caratterizzano il periodo vi sono le castagne. La campagna 2016 non è sicuramente delle migliori, infatti una malattia parassitaria ha drasticamente ridimensionato i raccolti soprattutto dell’areale campano. Quantitativi inferiori alla scorsa stagione per il prodotto nazionale impongono quotazioni che nella massa risultano superiori a quanto rilevato lo scorso anno. L’offerta di prodotto nazionale quantitativamente compromessa concede respiro al prodotto estero, offerto a prezzi inferiori rispetto a quello italiano.

Apprezzate da grandi e piccini, annoverano diverse proprietà benefiche per la salute e il benessere dell’organismo. Ricche di sostanze amidacee, nutrienti ed energetiche, contengono abbondanti quantitativi di sali minerali, fibre e vitamine (A, B1, B2, B3, B5, B6, B9, B12, C, D): per questo vengono considerate dei ricostituenti naturali. In modo particolare, i minerali le rendono molto indicate nei casi di stanchezza, per chi pratica attività sportiva, per chi deve riprendersi dall’influenza o per bambini e anziani.

Prive di glutine e indicate anche per chi soffre di celiachia, generalmente, sono consigliate in caso di anemia e sono una fonte di acido folico, la cui assunzione viene raccomandata specialmente alle donne in gravidanza. Grazie alla presenza di fibre, inoltre, sono efficaci per il riequilibrio della flora batterica e per la motilità del tratto intestinale. Il loro consumo, invece, è sconsigliato per chi soffre di colite, aerofagia, diabete, obesità e patologie legate al fegato.

In cucina si possono gustare bollite, essicate oppure come caldarroste, che tradizionalmente vengono preparate grazie a un caminetto a legna o a una brace. Inoltre, possono essere trasformate in farina per preparare pane, ciambelle, polenta e frittelle. Estremamente versatili, possono essere adoperate per accompagnare primi piatti, come pastasciutta, zuppe, risotto e gnocchi, ma anche abbinate a secondi, come brasato e stufato di manzo, spezzatini o arista di maiale. Infine, da non dimenticare dessert, come il tradizionale castagnaccio, torte e biscotti.

Un consiglio: all’acquisto, la buccia deve presentarsi integra, lucida, senza spaccature e al tatto una castagna fresca appare soda e il suo guscio non cede se premuto con le dita.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, risulta in deciso aumento la disponibilità di clementine: per ora la percentuale di prodotto con origine spagnola è numericamente superiore a quella del prodotto italiano, per il quale il miglior standard qualitativo obbliga la produzione a lasciare il prodotto ancora sulle piante, ma dalla prossima settimana anche i produttori più attenti potrebbero iniziare le operazioni di raccolta e successivamente la distribuzione sul territorio nazionale.

È ancora buona l’offerta di fichi d’India, con prezzi che si attestano entro valori decisamente convenienti al consumatore per via di una richiesta che langue.

Definitivamente conclusa la stagione di pesche e nettarine ora è tempo di mele e pere, per le quali, varietà per varietà, da questo momento e per tutto l’inverno il prodotto italiano spopolerà sui banchi della distribuzione di tutta Europa e non solo. Intanto, si conferma conveniente il rapporto qualità prezzo per cachi e melograni, per i primi si parla di merce esclusivamente nazionale, mentre per i secondi l’offerta è più ampia e in termini di volumi la referenza principale ha provenienza estera, ma per qualità, pur pochi che siano, il raccolto siciliano surclassa la concorrenza.

Per quanto concerne l’uva da tavola persiste una scelta ben diversificata: per qualità provenienza e varietà, con una forbice di prezzo decisamente ampia tra il prodotto meno caro e quello di maggior pregio, ovviamente si parla sempre e solo di merce con origine nazionale.

Sono stabili ed entro valori nella norma le quotazioni per buona parte delle referenze orticole disponibili. Senza ombra di dubbio l’attenzione dei consumatori pare orientarsi entro prodotti più tipicamente invernali, come cavolfiori, bietole da costa, cicoria catalogna e cima rapa. La produzione locale sembra non accennare a diminuire l’offerta di prodotto freschissimo nè per quantità nè per varietà, anzi nel giro di poco tempo potremmo riassaporare la tipica Indivia scarola dei colli bergamaschi.

Per i peperoni si registrano ancora prezzi inferiori alla norma del periodo, la situazione commerciale è sicuramente condizionata dalla presenza, ancora significativa di merce olandese, che destabilizza gli attuali equilibri tra domanda ed offerta. Per concludere, migliora l’attenzione dei consumatori per i radicchi rossi sia lunghi sia tondi con origine veneta, mentre crescono ancora di qualche decina di centesimo i prezzi della zucchine.

Castagne
Castagne
Castagne

Zuppa di farro con castagne 

Ingredienti

Farro 250 g.
Castagne 200 g.
Porri 100 g.
Patate 2
Aglio 1 spicchio
Trito di aromi (rosmarino e salvia)
Brodo vegetale 1L
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio evo q.b.

Procedimento

Portate a bollore abbondante acqua e scottatevi le castagne per 3 minuti. Scolatele, sbucciatele e rompetele con le mani in 2/3 pezzi.
In una casseruola, scaldate l’olio con lo spicchio d’aglio e il porro precedentemente lavato e tagliato, fate insaporire e eliminate l’aglio.
Aggiungete le castagne con gli aromi, il farro e le patate tagliate a dadini, mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.
Aggiungete il brodo e mescolando di tanto in tanto continuate la cottura per 40 minuti.
Quando il farro sarà cotto valutate se prolungare la cottura di qualche minuto per addensare la zuppa, io lo faccio sempre.
Se volete un tocco in più scaldate bene una pentola antiaderente e cuocete una fetta di pancetta fino a farla diventare croccante, sarà un ottima aggiunta per la guarnizione del piatto.
La zuppa scalda cuore è pronta.

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