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Celebrazioni nello sgabuzzino, Misiani: “Le Unioni Civili meritano dignità, pure a Stezzano”

Il deputato del Pd: "Il mondo è cambiato, il sindaco Poma forse non se n'è accorta". Il consigliere regionale Scandella: "Un dispetto, una cosa triste"

“Le Unioni Civili meritano dignità, anche a Stezzano”. Antonio Misiani non ci sta e alza la polemica contro il sindaco di Stezzano Elena Poma, che starebbe negando la sala delle cerimonie del Comune alle coppie pronte a festeggiare le Unioni Civili (leggi QUA).

“La sindaca di Stezzano eviti le piccinerie e garantisca alle unioni civili la dignità che meritano – scrive in un comunicato il deputato del Pd -. La decisione dell’amministrazione di negare alle unioni civili la sala delle cerimonie, dirottandole verso un piccolo ufficio secondario, è una scelta avvilente, dettata dalle stesse logiche di partito che hanno portato molto sindaci leghisti (non tutti, fortunatamente) a boicottare la celebrazione delle unioni civili. Forse la sindaca Poma non se ne è accorta, ma il mondo è cambiato. Se ne faccia serenamente una ragione e prenda atto che la celebrazione di una unione civile non è una pratica edilizia o la richiesta di un certificato anagrafico. È un atto solenne disciplinato da una legge dello Stato, che va applicata rispettando le scelte di vita dei cittadini”.

Poco dopo, a Misiani ha fatto eco anche il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella: “Quel che succede a Stezzano è un dispetto triste. Da parte del sindaco Poma – argomenta Scandella – manca il rispetto per le persone, che non meritano di festeggiare un giorno così importante in un ufficio, tra scrivanie e faldoni. Poma ci ripensi, apra la sala delle cerimonie e riconosca dignità alle coppie che hanno scelto l’unione civile”.

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