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Un’Atalanta rinata: con Napoli e Fiorentina 4 punti inaspettati, e ora l’Inter…

I nerazzurri lottano, giocano bene e sfiorano la vittoria al Franchi, mostrandosi letteralmente trasformati dopo l'inizio di campionato da incubo

Chiamiamola svoltina: una piccola svolta. L’Atalanta che pareggia a Firenze (dove Chievo e Roma avevano perso e solo il Milan aveva fatto 0-0) piace e convince.

A un passo dal grande colpo che per i nerazzurri manca al “Franchi” ormai da 23 anni, ma pazienza.

Abbiamo davvero visto una bella Atalanta, che con personalità ha tenuto a bada una Fiorentina poco brillante, l’ombra della squadra che per qualche critico sa giocare il calcio più piacevole del campionato, assieme al Napoli. Ecco, appunto. Se nel giro di quindici giorni l’Atalanta ha saputo stendere la squadra di Sarri e poi frenare quella di Sousa, non sarà proprio un caso, no?

Aspettavamo l’esame fiorentino con curiosità, con la speranza di rivedere quell’Atalanta concentrata, attenta, umile che aveva sbalordito (eh sì) contro il Napoli. E in effetti la prova del campo non è andata tanto lontano da quel che i tifosi bergamaschi avrebbero desiderato. E’ mancato il ko, il tocco che avrebbe significato la terza vittoria consecutiva, un balzo forse incredibile una ventina di giorni fa.

Però… l’esame Fiorentina è stato superato con bravura e anche sicurezza, senza perdere mai la testa, da quegli stessi giocatori che avevano mandato al tappeto il Napoli. Vero, Caldara ha resistito un tempo, ma Conti è stato tra i migliori in assoluto, una spinta continua sulla fascia destra. E Gagliardini ha fatto la sua parte quando è entrato nella ripresa, per citare i giovani nerazzurri che tanto avevano stupito contro i partenopei.

Ma sarebbe riduttivo parlare dei singoli. Perché per tornare imbattuti da Firenze occorre avere non solo carattere, ma sapere quel che bisogna fare, in ogni momento della partita e in ogni parte del campo. E l’Atalanta ha dato sempre questa impressione, di saper sempre tenere bene il campo come squadra, cominciando dal pressing alto fin dai primi minuti, per continuare con l’aggressività sui portatori di palla viola che non sono mai riusciti a fare il gioco che avrebbero voluto.

Parlavamo dei giovani e ancora una prova positiva è arrivata da Petagna, che ha fatto salire la squadra, ha fatto reparto anche da solo. Gli è mancato il guizzo decisivo, ma d’altra parte sarebbe stato qualcosa di eccezionale, per uno che nemmeno in B aveva avuto una media gol stupefacente. Accanto a lui il solito Gomez che dà grande qualità al gioco d’attacco nerazzurro, che conquista punizioni, che offre assist. Insomma, il miglior Papu. Con un Kurtic vicinissimo al gol, ma certo lo sloveno non ha doti da cannoniere e comunque ha svolto un gran lavoro, anche di qualità.

Firenze segna anche l'”esordio” stagionale di Stendardo, l’avvocato che a 35 anni festeggiava il rientro negli undici, per dare fiato a Caldara e portare anche lui il suo contributo alla causa. In una difesa in cui Masiello si conferma ogni volta di più una sicurezza e Berisha resta imbattuto per la prima volta in trasferta, con una piccola incertezza ma sempre attento.

La morale di questo primo pareggio dell’Atalanta? Che Gasperini sta dando alla squadra quell’impronta che cercava e voleva: ci sta riuscendo dopo due mesi e qualcuno si chiede come mai, solo dopo otto giornate. Può essere. Ma si sapeva che Gasperini avrebbe avuto bisogno di tempo e, purtroppo, i risultati. non sempre aiutano a trovare la giusta serenità per affrontare certe situazioni.

Gasperini ha avuto bisogno, anche lui, di superare il suo rodaggio, di rimediare a qualche mossa discutibile (Raimondi fuori posizione con Lazio e Sampdoria) e rilanciare la squadra lanciando un bel mazzo di giovani. E riproponendoli con esito felice su un campo difficile come quello di Firenze.

Ma visto che gli esami non finiscono mai, domenica le Dolomiti continuano con l’Inter di scena al Comunale di Bergamo. Chissà Gasperini, da ex interista un po’ arrabbiato, con quale e quanta voglia di rivincita preparerà questa partita…

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