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Un tabù da sfatare e una corsa da continuare: l’Atalanta a Firenze per il colpaccio

Al Franchi i nerazzurri non vincono dal 23 anni: Gasperini ci prova confermando Petagna al fianco del Papu Gomez. In difesa ancora Caldara

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Primo lunch match della stagione per la Dea che oggi affronterà in trasferta la Fiorentina. Si tratta della prima di un poker di partite che vedrà impegnata la formazione nerazzurra in 14 giorni, con le successive gare con Inter (a Bergamo), Pescara (all’Adriatico, nel turno infrasettimanale) e Genoa (di nuovo a Bergamo).

La squadra di mister Gasperini, dopo la sosta per le partite della Nazionale, parte per Firenze rinfrancata dalla stupenda prestazione casalinga nella quale ha meritatamente superato il Napoli mettendo da parte, almeno per ora, tutte le critiche piovute dopo le prime non esaltanti giornate.

La gara dell’Artemio Franchi appare sulla carta non proibitiva, ma certamente molto difficile e questo per una serie di fattori, primo fra tutti la forza degli uomini di Paulo Sousa. Un altro aspetto da non sottovalutare è che lo stadio viola è particolarmente caldo e l’ambiente piuttosto ostile nei confronti della compagine e dei tifosi della squadra avversaria. Viola e nerazzurri sono da sempre acerrimi rivali, ma hanno una caratteristica assolutamente comune, ossia l’identità città-squadra. In buona sostanza il calcio viene concepito dai tifosi viola e nerazzurri come un evento che va oltre la performance sportiva e che affonda le sue radici nell’identità della città e questo comporta il fatto che l’evento sportivo divenga una cosa molto sentita: se vince la squadra vince la città, in caso di sconfitta perde la città stessa.

Infine se aggiungiamo che la Dea a Firenze non è mai stata particolarmente fortunata (un solo amarcord, ricordate nel 1987 il 14° palo della stagione colpito da Magrin e il gol di Di Chiara all’ultimo minuto che ci condannò alla serie B?) ecco che il piatto è servito.

Tornando all’attualità, non deve infatti ingannare la classifica della Fiorentina, che si trova al 14° posto con 8 punti (uno in meno della Dea) e che ha ancora una partita da recuperare (quella di Marassi contro il Genoa). Nelle prime sette giornate ha infatti già affrontato la Juve (sconfitta di misura a Torino), la Roma (vittoria casalinga) ed il Milan (pareggio casalingo). Forse solo nell’ultima gara di Torino (sponda granata) non ha giocato all’altezza della situazione, ma non vi è dubbio che la caratura tecnica dei giocatori viola, in tutti i reparti, sia di gran lunga superiore a quella degli uomini del Gasp.

Ecco perché i nerazzurri dovranno giocare una partita attenta e di grande pressing sui portatori di palla se vorranno uscire indenni da Firenze, insomma una gara come quella contro il Napoli.

Molto probabile che Paulo Sousa possa fare un po’ di turn over in quanto sono stati molti i giocatori viola impegnati con le rispettive nazionali per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018.

Nonostante quanto detto, la squadra viola non può permettersi di sbagliare questa partita e ha comunque necessità di fare punti. Che quindi la compagine gigliata tenga a questa partita è indubbio, prova ne è che la società ha messo in vendita, per alcuni settori dello stadio, biglietti a 1 euro a favore degli studenti delle scuole primarie e secondarie (e 5 euro per l’accompagnatore). Insomma vogliono lo stadio pieno, anche per festeggiare i 100 anni della loro storia.

Sono 53 i precedenti totali tra Fiorentina ed Atalanta, di cui ben 34 a favore dei padroni di casa. L’ultimo successo viola risale alla stagione scorsa, quando Iličić, Borja Valero e Verdú firmarono il rotondo successo gigliato (3-0). Solo 7 i successi dell’Atalanta, che non espugna il Franchi da ben 23 anni, ossia dalla stagione 1992-1993 (3 gennaio 1993), quando Carletto Perrone siglò il gol della vittoria nerazzurra che costò la panchina all’allora tecnico Radice nonostante la squadra viola fosse al secondo posto in classifica.

Dodici i pareggi, l’ultimo dei quali è il rocambolesco 2-2 di una freddissima (ve lo assicuro) serata del 17 dicembre 2011: gol viola di Gilardino (che non segnava da tre mesi), pareggio di Masiello all’82′, vantaggio atalantino di Denis (in quel momento capocannoniere della serie A con 10 reti) quattro minuti dopo e pareggio definitivo di Jovetić a due dal termine, dopo un clamoroso fallo di mano non visto di Pasqual.

In totale sono stati messi a segno 134 gol, di cui 101 dai viola e 33 dai nerazzurri.

Ma a proposito di 2-2 consentitemi di citare quello più emozionante, andato in scena il 16 settembre 2007. Fiorentina in vantaggio con autorete di Bellini (azione viziata però da fallo di Mutu su Coppola), Atalanta che resta in 10 all’inizio del secondo tempo per l’espulsione di Carrozzieri e subito dopo pareggia con Cristiano Doni su una punizione capolavoro all’incrocio dei pali, di nuovo in vantaggio i viola con un colpo di testa di Vieri a un quarto d’ora dal termine e infine magia di Riccardo Zampagna in rovesciata a 4 minuti dalla fine.

In casa viola recuperabile Gonzalo Rodriguez alla ripresa del campionato, dopo che ha smaltito le noie muscolari. Mister Sousa contro l’Atalanta potrebbe anche decidere di dare spazio a Zarate e Babacar, mentre rischiano il posto Ilicic e Kalinic apparsi sottotono nelle ultime uscite (anche se quest’ultimo ha giocato uno spezzone della gara con il Kosovo e segnato anche un gol). L’undici di partenza viola potrebbe essere il seguente: Tatarusanu, Tomovic, Rodriguez, Astori, Bernardeschi, Vecino, Badelj, Milic, Borja Valero, Ilicic, Kalinic.

Tra i nerazzurri torna arruolabile Kessie, dopo aver scontato la squalifica (dovrebbe fargli posto Gagliardini). Confermato Petagna al centro dell’attacco con a supporto Gomez che ha già ripreso a lavorare dopo l’operazione alla mano. In difesa reclama un posto Zukanovic che se lo giocherà con Caldara. Resta da valutare il recupero di Konko, mentre Spinazzola, Stendardo è Pinila sono a posto. La formazione iniziale: Berisha, Masiello, Toloi, Caldara, Conti, Kurtic, Kessie’, Freuler, Dramè, Petagna, Gomez.

Due gli ex della gara, entrambi attualmente in maglia nerazzurra. Jasmin Kurtic che ha vestito la casacca viola nel 2014-2015 collezionando 20 presenze e 1 gol (proprio contro la Dea) e Giulio Migliaccio in maglia gigliata nel 2012-2013 con 24 presenze e 1 gol. In maglia viola, pur non essendo un ex, ricordiamo Davide Astori, difensore anche della nazionale, nativo di San Giovanni Bianco e cresciuto nelle giovanili del Ponte San Pietro.

Arbitro della gara sarà Antonio Damato, 44enne fischietto della sezione di Barletta, alla sua 165° direzione nella massima serie, la quarta di questo campionato. Due volte ha arbitrato partite tra viola e nerazzurri e, ahimè, entrambe le volte ha vinto la squadra gigliata, nel 2008-2009 a Firenze (2-1) e nel 2013-2014 a Bergamo (0-2).

L’auspicio è che il Gasp abbia davvero trovato la quadratura del cerchio dopo le prime partite di rodaggio. Se così fosse davvero, credo che oltre a vedere del bel calcio i tifosi nerazzurri potranno togliersi delle grandi soddisfazioni nel prosieguo di questo torneo. Magari già a partire da domenica: perchè no?

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