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L’avvocato Federico Caffi: “Con la banca unica, Ubi pronta a nuove sfide”

Pubblichiamo l'intervento dell'avvocato Federico Caffi all'assemblea straordinaria di UBI Banca che si è svolta nel pomeriggio di venerdì 14 ottobre e che vede il varo del "bancone".

Pubblichiamo l’intervento dell’avvocato Federico Caffi all’assemblea straordinaria di UBI Banca che si è svolta nel pomeriggio di venerdì 14 ottobre e che vede il varo del “bancone”. 

Innanzitutto desidero ringraziare, a partire dal Cavaliere Emilio Zanetti, tutti coloro che in questi decenni hanno contribuito a rendere la Banca Popolare di Bergamo – che oggi giuridicamente scompare, in quanto ne viene prevista la fusione per incorporazione nella Capogruppo UBI – un fondamentale istituto di credito per la città di Bergamo; permettendo così a tanti miei concittadini di crescere, non solo professionalmente, insieme a quella che ho sempre considerato, con un certo orgoglio, la “mia” Banca.

Così come ho già dichiarato nel corso dell’assemblea dello scorso aprile, sono favorevole alla Banca Unica che reputo uno strumento tecnico che consentirà ad UBI di perseguire una politica finalizzata ad ottenere una migliore funzionalità, operatività e redditività, accompagnata da una riduzione dei costi e delle spese e da un incremento della qualità delle prestazioni e dei servizi resi a beneficio della clientela. Fondamentali obiettivi questi che – come spiegato ed illustrato, anche dal nostro Amministratore Delegato, nel corso del recente Road Show di Bergamo – sono stati i driver alla base dell’operazione straordinaria oggetto dell’odierna assemblea.

UBI Banca è stata la prima banca italiana che ha dimostrato – a partire dalla delibera di trasformazione in SPA del 10 Ottobre 2015 – di voler consapevolmente stare al passo con i tempi e con i cambiamenti, talvolta anche imposti, che si sono susseguiti e si susseguono con un ritmo abbastanza serrato. Di ciò sono – nella mia qualità di azionista da tanti anni – contento, perché percepisco una sensazione propulsiva costruttiva. Sono certo che questo approccio intelligente e lungimirante – non basato, fra le altre cose, necessariamente sull’ottenimento dei risultati nell’immediato – sarà alla base di ciascuna futura decisione di coloro che oggi gestiscono UBI, anche in caso di realizzazione di prossime nuove operazioni di carattere straordinario.

Concludo il mio breve intervento evidenziando che ho la fondata speranza che la trasformazione in Banca Unica non determini un allontanamento dell’istituto dal territorio. Sarà necessario approfondire e poi attivare dei meccanismi che consentano – a prescindere dagli aspetti meramente giuridici – di mantenere la vicinanza della Banca con le persone, con le istituzioni e con le associazioni; permettendo così a ciascuna di queste realtà di lasciare invariato, o addirittura migliorare, il dialogo con la Banca e con i propri funzionari e dipendenti. Questo credo sarà uno dei compiti più importanti che dovrà essere svolto dai componenti del Consiglio di Sorveglianza e del Consiglio di Gestione, ai quali rivolgo il mio migliore augurio di buon lavoro.

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