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I sindacati attaccano: “Presto 90 lavoratori Italcementi licenziati a Scafa e Monselice”

Botta e risposta tra sindacati e azienda al termine di un incontro a Roma, presso la sede di Federmaco, con il Coordinamento nazionale delle Rsu e le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil.

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“Entro la prima decade di novembre saranno spedite 90 lettere di licenziamento ai lavoratori Italcementi dei siti di Scafa (Pescara) e Monselice (Padova)”: l’allarme lo hanno lanciato i sindacati che, spiegano, “non vi è certezza da parte del Governo circa la possibilità di prolungare gli ammortizzatori sociali previsti dalle norme vigenti. L’azienda ci ha comunicato che, viste le proiezioni di mercato per il 2016 e il 2017, c’è il rischio che anche altri siti, in particolare i centri di macinazione, possano essere messi in discussione. Se cosi fosse, vi sarebbero ulteriori esuberi oltre a quelli già annunciati per la sede di Bergamo, per le cementerie e per due centri di macinazione”.
“L’assenza del piano industriale da noi richiesto dopo l’acquisizione del gruppo da parte di Heidelberg, la conferma che solo 40 ricercatori resteranno presso il centro mondiale di ricerca in Italia e solo 195 nella sede amministrativa, l’affermazione della direzione Italia di non essere in grado di modificare ciò che il gruppo Heidelberg deciderà in futuro, sono – secondo i sindacati – un segnale inequivocabile della intenzione di Italcementi di ridurre la propria presenza in Italia”.

Pronta la risposta dell’azienda: “Italcementi ha confermato ai sindacati gli impegni sottoscritti in sede ministeriale il 3 dicembre 2015. Tutte le misure annunciate nell’incontro, in particolare quelle relative ai siti di Scafa e Monselice, sono infatti contenute negli accordi firmati lo scorso anno al Ministero del Lavoro dalle rappresentanze sindacali e dei lavoratori e da Italcementi. Non è prevista nessuna lettera di licenziamento, ma l’annunciata apertura di una procedura di mobilità in vista del termine della copertura della cassa integrazione per i lavoratori di Scafa e Monselice, in scadenza il 31 gennaio 2017. Per quanto attiene il Piano Industriale di Italcementi, esso rimane confermato nelle sue modalità e nei suoi presupposti. La riorganizzazione in atto nei siti produttivi non è collegata all’ingresso di Italcementi nel Gruppo HeidelbergCement, ma è dovuta alle condizioni di un mercato, quello del cemento, passato negli ultimi dieci anni da 47 milioni a meno di 19 milioni di tonnellate all’anno. Italcementi conferma in ogni caso la propria apertura al confronto con le parti sociali per individuare le migliori modalità per gestire l’attuale fase di riorganizzazione delle attività in Italia, anche con il concorso delle competenti autorità governative”.

 

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