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Terzo mondiale di mungitura a mano: un 14enne di Serina il concorrente più giovane

Cambio di sede per il campionato che da Lenna si sposta a Malonno, nel Bresciano: concorrenti in arrivo anche da India e Marocco.

Arriveranno dall’Italia, ma anche da Olanda, India, Marocco e Romania. Sono i partecipanti alla terza edizione del Campionato del mondo di mungitura a mano di vacche, in programma domenica 16 ottobre, dalle 10, a Malonno (Brescia). Dopo lo straordinario successo, mediatico e di pubblico, delle prime due edizioni a Lenna, nel Bergamasco, la sfida si sposta in Val Camonica, terra di antiche tradizioni zootecniche, che da venerdì a domenica vivrà il suo appuntamento centrale con la fiera di San Gallo. Proprio di Malonno è il detentore del titolo mondiale, vincitore delle prime due edizioni, il trentatreenne Gianmario Ghirardi, operaio ma anche allevatore, capace di mungere dalla sua bovina di razza Pezzata rossa, ben 8,7 litri di latte, attuale record della manifestazione.

A contendergli l’alloro e il Secchio d’oro, trofeo del Campionato, saranno altri 50 mungitori provenienti da Lombardia, Piemonte, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, ma anche da India, Romania, Olanda e Marocco.

Tra le pretendenti al titolo dieci donne, tra cui ancora Sofia Caratti, 46 anni, di Berzo Demo (Brescia), prima lo scorso anno nella categoria femminile, con 4,5 litri di latte. Il più giovane dei mungitori avrà 14 anni, Andrea Carrara di Serina, il più anziano sarà l’olandese Jan Roelof Svijkervet, 81 anni, già campione della specialità nei Paesi Bassi.

Ambito il premio finale: oltre al Secchio artistico bagnato nell’oro, un buono valore di 3.500 euro, al secondo mungitore andrà invece un buono da 1.500 euro e al terzo da mille euro. La manifestazione sarà dedicata ai Formaggi Principi delle Orobie, le sette eccellenze casearie orobiche, ovvero Storico ribelle (l’ex Bitto storico), Branzi Ftb, Formai de mut, Agrì di Valtorta, Strachitunt Val Taleggio, Stracchino all’antica e Formaggi di Capra orobica.

La sfida sarà a partire dalle 10, con sette batterie previste, rigorosissimi controlli sui tempi di gara, sulle misurazioni delle quantità di latte munto, ma anche sulle condizioni di salute degli animali.

“Nell’era della tecnologia e della meccanizzazione – spiega il presidente dell’Associazione San Matteo di Branzi, Francesco Maroni, organizzatore insieme al Comune di Malonno – vogliamo valorizzare un’antica tradizione, che ancora oggi si dimostra senza confini. Una gara che sarà simbolo e omaggio a un modo di fare agricoltura slow, allo stesso tempo sano e sostenibile”.

Insomma, un ritorno alla terra e alla natura, una sorta di appello affinché il rapporto uomo-animale, anche in un’agricoltura industrializzata, venga messo al primo posto. E domenica a Malonno, idealmente, il mondo dell’agricoltura di una volta si riunirà sotto la mammella di una vacca.

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