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Seriate, donna sgozzata in casa: il giallo del litigio col marito fotogallery video

I carabinieri sono tornati nell'abitazione del figlio Paolo, che ospita il padre Antonio Tizzani, e hanno trovato elementi che confermano la pista della lite raccontata da alcuni vicini

Un urlo di un uomo nel bel mezzo di quella notte, poi un altro di una donna, smorzato all’improvviso. È ciò che hanno raccontato di aver sentito agli inquirenti diversi vicini di casa di Gianna del Gaudio, l’ex insegnante di 63 anni uccisa nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 agosto con una coltellata al collo all’interno della propria villetta al civico 4 di piazza Madonna delle Nevi a Seriate.

Nel pomeriggio di lunedì 10 ottobre i carabinieri di Bergamo sono tornati per oltre un’ora nell’abitazione del figlio Paolo, che dista solo una ventina di metri da quella del delitto e che da quel giorno ospita il padre Antonio Tizzani, ex ferroviere di 68 anni, unico indagato (a piede libero) per l’omicidio della moglie. I militari cercavano elementi che avvalorassero appunto la pista del litigio tra i due coniugi quella sera, solo una ventina di minuti prima che l’uomo chiamasse il 118, alle 00.43. E a quanto pare hanno trovato conferme precise a quanto raccontato dai testimoni che abitano nelle vicinanze. Chi indaga ancora non si sbilancia, anche se il cerchio sembra stringersi sempre più intorno all’ambito familiare.

Gli stessi testimoni hanno raccontato anche di frequenti e violenti liti tra la vittima e il marito. Tra i motivi anche una possibile gelosia dell’uomo nei confronti di alcuni colleghi di lavoro della donna, che nell’ultimo periodo aveva insegnato al Liceo Rubini di Romano di Lombardia.

Si affievolisce invece giorno dopo giorno di più la pista dell’estraneo entrato in casa quella notte: fu la prima versione fornita dal marito, il quale aveva raccontato che dopo essere uscito per innaffiare delle piante, avrebbe ritrovato la moglie a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si sarebbe introdotto in casa e avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire proprio dopo averlo visto rientrare.

Nel frattempo prendono il via in queste ore gli esami dei carabinieri dei Ris di Parma sugli oggetti e i vestiti sequestrati in casa il giorno dopo il delitto. In particolare sui coltelli da cucina: gli esiti sono attesi entro una decina di giorni. Ma secondo chi indaga, già nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi decisivi.

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