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Pd: Renzi: commissione per cambiare l’Italicum, la minoranza non si fida

Direzione Dem tesa su referendum e legge elettorale. I bergamaschi: Martina invita a recuperare la fiducia interna; Carla Rocca chiede responsabilità a tutti

Una direzione Dem tesa quella di lunedì centrata sui temi dela referendum costituzionale e della riforma elettorale (l’Italicum). Il premier nonché segretario Pd Matteo Renzi apre e annuncia “massimo impegno” a cambiare l’Italicum. La sua relazione finale viene approvata all’unanimità, ma la minoranza non partecipa al voto: ad ora la posizione al referendum resta sul No.

Ma vediamo nel dettaglio.

Renzi ha accolto la proposta della minoranza per l’elezione dei senatori e ha rimesso in discussione ballottaggio, premio alla lista e listini bloccati. Ha affidato a una delegazione Dem, con dentro la minoranza, il compito di vedere “le carte” degli altri partiti.

Cambiare la legge elettorale “in tempi certi”, subito dopo il voto sul referendum costituzionale. È l’ultima offerta del premier. Per “smontare l’alibi” di chi vuole votare “No” alla riforma in nome del combinato disposto con la legge elettorale. Ma senza “bloccare il Paese in nome dell’unità del Pd”.

La sinistra del partito ha colto il “passo avanti” ma dichiara che non basta a ritirare il No al referendum. “Se non c’è una proposta vera entro il 4 dicembre, voto No e mi dimetto dalla Camera”, annuncia Gianni Cuperlo.

Dunque, il vicesegretario Lorenzo Guerini, i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda, il presidente Matteo Orfini, più un esponente della minoranza, formeranno una delegazione che “nei prossimi giorni” avvierà un confronto con alleati e avversari, incluso il M5s, i “tre punti fondamentali della legge elettorale”: il ballottaggio sì o no; il premio alla lista o alla coalizione; il modo in cui si scelgono i candidati, “che poi sono tre: collegi, liste bloccate o preferenze”. 

maurizio martina

Dario Franceschini assicura che “a giorni” si può trovare “un’intesa nel Pd”, da trascrivere poi dopo il referendum in Parlamento. E Paolo Gentiloni invita la minoranza a fermarsi a riflettere per non consegnare il Paese “a Grillo e Salvini“.

E i bergamaschi in direzione? Il ministro Maurizio Martina interviene e invita a “recuperare il patrimonio della fiducia”.  

Solza - Maria Carla Rocca

Mentre il sindaco di Solza Carla Rocca commenta: “Interventi di livello da parte di Cuperlo e di Martina che sanno usare oltre al contenuto il modo, le parole e la sensibilità per rispettare il sentimento del popolo della sinistra. Riconoscere che dobbiamo recuperare la fiducia tra di noi. Io penso ai nostri circoli e militanti, quando ci troviamo in 15\20 persone e ci guardiamo negli occhi e ci vogliamo bene da anni, come potranno vivere uno strappo interno? Serve responsabilità, in primis del segretario che porta il peso del suo ruolo e deve aver rispetto dei militanti e delle loro sensibilità, magari non usando slogan da populista sui manifesti. Stessa responsabilità spetta alla minoranza che faccia la minoranza e rivendichi il suo ruolo e le istanze che rappresenta”.

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