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“Il nuovo cielo di Galileo: rivoluzionario modo di fare scoperta, spartiacque della scienza”

Il professore di Storia della Scienza all'Università di Bergamo Franco Giudice racconta per BergamoScienza le rivoluzionarie scoperte di Galileo Galilei che sconvolsero le verità aristoteliche attorno alle scienze e dato vita all'astronomia e alla cosmologia moderna.

Per Franco Giudice (nella foto), professore di Storia della Scienza presso l’Università degli Studi di Bergamo, è la prima volta a BergamoScienza e martedì 11 ottobre – alle ore 21 all’Auditorium di Piazza Libertà – racconterà, nella conferenza “Il nuovo cielo di Galileo”, la meraviglia del cielo scoperto dallo scienziato pisano.

L’incontro tratterà della vera e propria rivoluzione che scoppiò quando, il 13 marzo 1610, Galilei pubblicò il trattato Sidereus Nuncius attorno alla scoperta dei quattro satelliti di Giove, da lui stesso chiamati Pianeti Medicei, in onore della casata fiorentina: “Nel 1610 Galileo ha fatto una serie di scoperte che hanno rivoluzionato il mondo – racconta Giudice – sconvolto le verità aristoteliche attorno alle scienze e dato vita all’astronomia e alla cosmologia moderna. Con l’uso del cannocchiale, strumento utilizzato per vedere i satelliti di Giove, egli ha inaugurato un nuovo modo di fare scoperta, segnando uno spartiacque tra il prima – dove gli occhi erano l’unico mezzo per osservare il cielo – e il dopo, la nuova scienza”.

La mente ritorna alla conferenza di domenica 9 ottobre sulle onde gravitazionali in cui Eugenio Coccia, dell’INFN a L’Aquila (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), ha paragonato la rivoluzionaria scoperta operata nel 2015 con le scoperte di Galileo Galilei del XVII secolo: entrambe hanno dato inizio ad un nuovo modo di vedere l’universo.

Franco Giudice aggiunge: “Voglio parlare di Galileo proprio per questo, perché credo ci sia bisogno di guardare sempre verso le grandi scoperte del passato per capire come la scienza sia arrivata alle evoluzioni del presente. Non si tratta solo di un pezzo di storia della scienza, ma dell’umanità e della civiltà. La storia di Galilei ha a che vedere con l’attualità e la quotidianità di chiunque voglia abbracciare il mondo della scoperta scientifica: si parla di scoperte, del ruolo dello scienziato e del rapporto con le istituzioni, Non sempre facile, come ci insegna il caso Galilei”.

Il racconto delle scoperte e della figura poliedrica di Galileo Galilei è un valido contributo dal passato per gli scienziati di oggi e di domani perché, come afferma Giudice, “Galileo ci insegna a guardare oltre”, cosa che tutti dovremmo imparare a fare.

I prossimi appuntamenti sul tema spazio da non perdere sono: “Con la sonda Schiapparelli l’Italia sbarca su Marte” prevista per mercoledì 12 ottobre alle ore 21 all’Auditorium di Piazza Libertà dove, tra gli ospiti, ci sarà anche il giornalista Giovanni Caprara, autore del libro appena edito Rosso Marte: una ricognizione attenta sul passato e sui progetti attuali e futuri della scienza, per andare alla scoperta di come il sogno su Marte sia diventato realtà scientifica; con un’attenzione speciale per l’Italia che, da Schiaparelli in poi, non ha mai smesso di guardare il cielo e, soprattutto, il rosso Marte.

Domenica 16 ottobre sarà il turno di “Space 4.0- La nuova era dell’Europa nello Spazio” (ore 9.30) e di “Italia su Marte con lo sguardo su Giove” alle ore 16.30 presso il Teatro Donizetti.

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