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Caldara, Conti, Gagliardini, in 10 anni dagli esordienti alla A: “Diventeranno grandi”

Mauro Bianchessi, ora responsabile dell'attività di base del settore giovanile del Milan, per per quindici anni (dal 1991 al 2006) è stato all'Atalanta: da lui sono passati i vari Caldara, Conti, Gagliardini, Sportiello, Gabbiadini, Consigli e Locatelli.

C’eravamo tanto allenati. L’Atalanta-baby che imbriglia e stende il Napoli ha radici lontane. E parte tutto, naturalmente, dal Centro Bortolotti di Zingonia, dove la cantera nerazzurra muove i primi passi fino a sbocciare in serie A. Così, se sfogliate l’album di dieci anni fa, scoprite, nella formazione esordienti A regionali, Mattia Caldara, Andrea Conti e Roberto Gagliardini, tutti in campo domenica 2 ottobre 2016 contro il Napoli.

Andiamo avanti? Nei pulcini A regionali di dieci anni fa c’era Alberto Grassi, nei giovanissimi B regionali c’è Marco Sportiello (assieme ad Andrea Gagliardini, fratello di Roberto, a Daniele Baselli, Emanuele Suagher), nei giovanissimi A regionali c’era Manolo Gabbiadini (nella foto sotto), protagonista per poco di Atalanta-Napoli. E per completare il giro potremmo aggiungere nella Primavera di quell’anno Andrea Consigli…o nei Pulcini C scuola calcio allenati da Biffi un certo Manuel Locatelli, ora al Milan. Paloschi? Una storia a parte.

giovani atalanta

Ma il filo conduttore di questi ragazzi si chiama Mauro Bianchessi, ora responsabile dell’attività di base del settore giovanile del Milan ma per quindici anni (dal 1991 al 2006) nell’Atalanta. Allora, dieci anni fa, collaboratore del maestro Raffaello Bonifaccio.

“Domenica è stata una bella emozione“, racconta Bianchessi. Ed elenca i suoi piccoli “scout”: “Caldara l’ho preso a Scanzo 12 anni fa, Gagliardini a Dalmine a 8 anni e suo fratello di due anni più grande ora gioca in serie D. Per portare Conti all’Atalanta andavo a seguirlo alle 9 di sera, si allenava vicino a Lecco e c’era il pressing dell’Inter che lo voleva. Grassi è arrivato dalla provincia di Brescia, Baselli l’ho preso a 7 anni in provincia di Brescia e ha fatto tutta la trafila del settore giovanile e Sportiello da una piccola società in provincia di Milano, a 10 anni da Zibido siamo riusciti a soffiarlo all’Inter, lui allora teneva al Milan e l’abbiamo convinto. Gabbiadini da Bolgare è arrivato da piccolo al campo militare di via Baioni, nella squadra più giovane, quella dei 9 anni dei pulcini del maestro Bonifaccio”.

Non è finita…
“Petagna l’avevo conosciuto da piccolo a Zingonia, nel 2005. Io sono passato al Milan nel 2006 e due anni dopo mi è stato risegnalato, per cui sono andato a vederlo a Udine e l’ho portato al Milan a 14 anni. Nell’estate scorsa mi ha riferito che l’Atalanta lo stava cercando assieme ad altre società e allora gli ho detto: prendi al volo l’Atalanta. E’ ancora al 60 per cento delle sue potenzialità ma ha doti incredibili, dovrà ancora maturare, acquisire esperienza: per un attaccante è difficile però sta bruciando le tappe, migliora gara per gara”.

Paloschi era passato dall’Atalanta?
“Paloschi era stato in prova a Zingonia da agosto a dicembre con la squadra dei 1990, l’avevamo mandato col maestro Bonifaccio che voleva prenderlo, l’Atalanta a dicembre non aveva ritenuto di tenerlo e a gennaio il Milan l’aveva tesserato”.

Ma anche Locatelli ha mosso i primi passi da calciatore qui...
“Era stato preso all’Atalanta, visto dall’osservatore Paolo Rota, lo stesso che aveva segnalato Andrea Conti nel 2006. A settembre arrivò in società Giacobazzi e io lasciai l’Atalanta. Nel frattempo un altro ragazzo, Alborghetti, aveva fatto un buon campionato con il Milan ed era stato riconfermato, ma poi l’Atalanta ce l’aveva portato via. Allora i dirigenti del Milan hanno pensato di…restituire lo scippo e hanno preso Locatelli. Così da quella volta si è stabilito un ‘patto di non belligeranza’ riguardo ai giovani tra Atalanta e Milan”.

Manuel Locatelli

E Locatelli si sta prendendo in rossonero il posto di Montolivo (tanti auguri a Riccardo, altro ex cresciuto a Zingonia)…
“Locatelli ha il profilo di un grandissimo giocatore, somiglia molto a Pirlo, il Milan crede tanto in  lui. Fra tre anni sarà il capitano del Milan. Se sono troppo grandi le responsabilità che deve affrontare? Io penso di no, questi sono ragazzi con una forza mentale impressionante: Donnarumma (scoperto da Bianchessi e portato al Milan, ndr) giocava a 14 anni in un campetto di Castellammare di Stabia e 13 mesi dopo all’Allianz Arena di Monaco…Locatelli ha un profilo simile, la maglia del Milan a San Siro è pesante ma l’avete visto, no?”.

Locatelli, prima Montolivo e Bonaventura: c’è un filo diretto tra Atalanta e Milan?
“Intanto ricorderei che nel settore giovanile del Milan ci sono 28 giocatori di Bergamo e provincia. Non abbiamo giocatori provenienti da federazioni estere e… il filo conduttore? Beh, la metodologia di lavoro dell’Atalanta degli anni 90 l’abbiamo portata e la stiamo applicando oggi al Milan e stiamo ottenendo gli stessi risultati come produzione di giocatori in serie A, da Donnarumma a Cristante, da Petagna a Locatelli, al portiere Plizzari”.

Questa Atalanta di Gasperini non assomiglia un po’ a quella del Vava con i vari Zenoni, Zauri, Pelizzoli?
“Sì, mi ricorda molto quell’Atalanta fatta in casa e allora Prandelli allenava la Primavera. Poi” aggiunge Bianchessi “quando è arrivato Giacobazzi in 48 ore mi sono licenziato e ho firmato per il Milan. E, tornando ad Atalanta-Napoli, secondo me Gasperini ha fatto una scelta logica, giusta e intelligente mandando in campo questi ragazzi, compreso Petagna che ha grandi prospettive: allenatore coraggioso, non è stato un azzardo, quei ragazzi non avevano nulla da perdere”.

Il rischio è che a breve questi ragazzi se ne vadano altrove?
“E’ il destino e la storia dell’Atalanta, allevare talenti e prima o poi cederli. Ma conta restare in serie A e avere i conti in ordine, da sempre. Io nel settore giovanile ricorderò sempre Mino Favini e Raffaello Bonifaccio, grandi maestri”.

Adesso arriva il difficile per i vari Caldara, Gagliardini, Petagna, che dovranno confermarsi in serie A?
“Ma no, son ragazzi bravi, seri, pensate a Bonaventura che presto si è imposto come uno dei punti di forza del Milan e ora è in Nazionale. Lasciateli crescere, diventeranno calciatori ad alto livello”.

Per dire: contano i piedi ma anche e soprattutto la testa e i giocatori usciti dall’Atalanta hanno avuto buoni maestri sul campo e fuori.

La formazione dei ragazzi scoperti da Bianchessi? “Consigli, Conti, Almici, Baselli, Caldara, Canini, Gagliardini, Brivio, Grassi, Gabbiadini, Petagna”.

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