BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Pellè-Ventura ma non solo: gli scontri storici tra giocatori e allenatori

Più informazioni su

La sostituzione non gradita, l’uscita dal campo senza il saluto all’allenatore, le successive scuse, l’esclusione dalla gara con la Macedonia. Il caso Pellè – Ventura ha ormai fatto il giro del mondo. Nulla di particolarmente violento, ma tanto è bastato per creare un nuovo casus belli.

Il calcio, si sa, è fatto di reazioni a caldo, ma il limite tra un semplice battibecco e una rissa a volte è sottilissimo, impercettibile. E quando capitano queste cose, tornano in mente tutta una serie di episodi capitati negli anni: il più famoso fu quello di Chinaglia con Valcareggi al mondiale del 1974. Alcuni sono ormai celebri, altri meno noti, se non del tutto sconosciuti.

Ecco allora un “amarcord” dei rapporti più burrascosi del calcio recente tra allenatori e giocatori.

Andrea Pirlo e Massimiliano Allegri. Gli attriti tra i due iniziano ai tempi del Milan, quando l’allenatore toscano decide di lasciar partire il centrocampista a costo zero perché colpito dagli infortuni e non considerato idoneo al suo progetto. Pirlo si trasferisce alla Juventus, sulla cui panchina però, quasi per un sadico scherzo del destino, qualche anno dopo si accomoderà proprio Massimiliano Allegri. Dopo dei mal di pancia iniziali, il rapporto tra i due è migliorato, della serie le convivenze forzate a volte danno i loro frutti.

Carlos Tevez e Roberto Mancini. Ai tempi del Manchester City, l’argentino secondo i media inglesi, accusò il tecnico marchigiano di essere un po’ troppo difensivista, con Mancini che non si fece pregare rispondendo per le rime, si fa per dire, con un “go fuck your mother”.

Di Canio e Federingham. Il battibecco tra l’allenatore italiano e l’allora portiere dello Swindon è un fatto poco noto alla cronaca italiana. Di Canio accusò l’estremo difensore di essere il peggior giocatore del mondo, con il portiere che in tutta risposta esclamò “infatti mi alleni tu”.

Zlatan Ibrahimovic e Pep Guardiola. L’attaccante svedese non è un tipo facile e questo è risaputo. Che sia anche difficile da gestire lo è ancor di più. Il Pep quando era allenatore del Barcellona dovette vedersela più volte con i costanti screzi con il gallo svedese. Ma Ibrahimovic si sa, è uno senza peli sulla lingua, tant’è che partito dal Barcellona si sfogò dichiarando “Guardiola non è un uomo, mi ha sacrificato per Messi”. Come dargli torto…

Cristian Chivu e Rafa Benitez. Durante la loro permanenza a Milano, sponda nerazzurra accadde questo episodio. Il rumeno durante Roma-Inter, stufo della scarsa copertura del compagno Samuel Eto’o, si diresse inferocito dall’allenatore gridandogli: “Ma come cavolo fai a sopportare uno che difende così male, ma sei scemo?”

Osvaldo e Andreazzoli. Dopo la finale di Coppa Italia persa dalla Roma contro la Lazio nel 2013, l’attaccante rivolse un tweet al veleno al collaboratore tecnico giallorosso in cui lo invitava ad andare a festeggiare con i tifosi biancocelesti, non prima di averlo etichettato come un incapace.

Antonio Cassano e Fabio Capello. Per la serie ‘Amarcord’ come non dimenticare i continui battibecchi tra i due ai tempi della Roma e successivamente del Real Madrid, che alla fine costarono al barese l’esclusione dalla rosa dei galacticos. I continui abbandoni degli allenamenti ai tempi dei giallorossi sono la storia.

Samuel Eto’o e Sinisa Mihajlovic. Gli innumerevoli battibecchi si riferiscono ai tempi della Samp. Il giocatore camerunense era arrivato a Genova come l’acquisto dell’anno, ma il suo comportamento non fu troppo gradito al tecnico tanto che in tre settimane vi furono due abbandoni degli allenamenti da parte dell’attaccante. Con Mihajlovic non si scherza.

Mario Balotelli ed il recidivo Roberto Mancini. Sempre ai tempi della sua avventura al Manchester City, il Mancio non ha mai nascosto di sentirsi come un padre per l’attaccante italiano, ma a volte anche i padri più pazienti finiscono col perdere le staffe e così è volato qualche schiaffone.

Delio Rossi ed il serbo Ljajic. No, non l’abbiamo dimenticata quella che può essere definita la rissa del decennio, degna dei migliori film di Bud Spencer e Terence Hill. Una battibecco indescrivibile a parole, che vide l’allora tecnico viola difendersi qualche giorno più tardi accusando il giocatore di avergli dato dello ‘str…o’ e di aver insultato la sua famiglia.

Insomma, della serie “volemose bene… si fa per dire!”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da il polemico

    avete dimenticato baggio e sacchi ai mondiali 94,quando venne sostituito nella gara contro la norbegia,e in diretta tv si vide chiaramente baggio dire a sacchi:ma questo è scemo….