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Grande Guerra, Pillola 95: la seconda volta di Kut, la rivincita britannica fotogallery

Il 17 febbraio 1917 il generale Maude, sostituto di Townshend, vendicò la terribile sconfitta di Kut e conquistò la città irachena, preparandosi all'assalto finale a Baghdad che sarebbe culminato con la conquista l'11 marzo 1917.

Come è facile intuire, la resa della guarnigione di Kut e del generale Townshend, nell’aprile 1916, rappresentò uno shock notevole per l’opinione pubblica britannica, oltre che un’indubbia umiliazione per le armi di sua maestà: inevitabilmente, dopo il disastro di Kut, gli inglesi dovettero ripensare la propria strategia in quel settore e cercare di recuperare il terreno perduto.

La tattica della “difesa avanzata”, portata avanti dall’amministrazione indiana in Mesopotamia aveva scontentato molti membri del governo, e la vittoria turca a Kut fu l’occasione per cambiare registro. L’impopolare generale Gorringe, ritenuto il principale responsabile del mancato soccorso a Townshend, venne rimosso e sostituito dal generale Maude, più giovane e vincente, cui, a luglio, venne affidato il comando del cosiddetto ‘Corpo del Tigri’ e, in agosto di tutto quanto il settore. Maude si mise subito al lavoro per riorganizzare e riequipaggiare le truppe anglo-indiane sotto il suo comando: ottenne rinforzi consistenti dall’India e, soprattutto, allestì un efficace servizio sanitario, che prima non esisteva, per interrompere lo stillicidio di perdite dovute a malattie.

Una volta di più, anche in questo settore, tutto sommato anomalo, rispetto agli scenari del fronte occidentale, l’attenzione per una buona organizzazione logistica si rivelò determinante: le perdite calarono enormemente e la vita ed il morale degli uomini migliorò sensibilmente, ponendo le premesse per la vittoria finale. Ad ottobre del 1916, Maude poteva contare su 150.000 uomini, di cui circa la metà schierati in prima linea, con cui lanciare un’offensiva verso Kut, prima che le piogge invernali la rendessero problematica, se non impossibile.

Dal canto loro, gli ottomani avevano immediatamente notato i preparativi avversari, ed il comandante di settore, Karabekir Bey aveva provveduto a rinforzare le proprie difese: data la sua inferiorità di tre a uno rispetto ai britannici, egli domandò con insistenza al generale Khalil dei rinforzi, ma non ottenne risposta. Conscio della propria superiorità e soddisfatto dei miglioramenti logistici ottenuti nelle proprie unità, Maude, nel frattempo, chiese ed ottenne di poter tentare un’avanzata verso Baghdad.

Nella notte tra il 13 ed il 14 dicembre 1916, due colonne d’attacco, per un totale di circa 50.000 uomini, mossero contro le posizioni ottomane, su entrambe le rive del Tigri. Nonostante la loro schiacciante superiorità, i britannici avanzarono molto lentamente, a causa delle forti piogge e, soprattutto, delle pressanti richieste da parte del governo di limitare al massimo le perdite, il che costrinse gli uomini di Maude ad un’esasperante lentezza: alla fine, ci vollero ben due mesi per ripulire da ogni sacca di resistenza turca la riva occidentale del fiume e costringere alla resa la città fortificata di Khadairi, su di un’ ansa del Tigri a nord di Kut, caduta il 29 gennaio 1917.

Dopo avere superato, il 17 febbraio, l’ansa di Shumran, sulla destra dello schieramento nemico, Maude potè attaccare le posizioni turche da due lati, con una manovra a tenaglia risolutiva: il valoroso Karabekir Bey, a questo punto, non potè che ordinare alle sue truppe di abbandonare Kut e di ritirarsi in buon ordine: la ritirata, tuttavia, si trasformò in un autentico calvario per i soldati ottomani, bersagliati dalle cannoniere fluviali britanniche, tormentati dalla cavalleria e da bande irregolari di beduini arabi, che non perdevano occasione per attaccarli ai fianchi.

Il 27 febbraio, le truppe britanniche si trovavano un centinaio di chilometri oltre Kut e minacciavano direttamente Baghdad: a questo punto, Khalil abbandonò ogni velleità aggressiva in Persia, organizzandosi a difesa e, anzi, richiamando delle truppe dal fronte russo-persiano, ad occidente, per incrementare le proprie difese.

Maude, invece, galvanizzato dalla riconquista di Kut, che, in qualche modo, vendicava il disonore di Townshend, si preparò all’assalto finale a Baghdad, che sarebbe cominciato il mese successivo e culminato con la conquista della grande città, l’11 marzo 1917.

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