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Arcigay Bergamo: nuovo direttivo, Marco Arlati presidente

Il neo presidente annuncia di voler rilanciare da subito la rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) sul territorio Bergamasco.

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Si è svolto il IV congresso provinciale ordinario di Arcigay Bergamo Cives, per il rinnovo delle cariche associative. Nel ruolo di Presidente dell’associazione è stato eletto Marco Arlati.

I membri del direttivo sono: Marco Arlati, Cristina Elia, Luca Pandini, Graziano Prosepi, Maurizio Picenni, Mattia Lupini, Omar Bonetti, Marco Bassi, Andrea Castelli.

Membri del Collegio di Garanzia e della Revisione dei Conti: Filippo Schwamenthal, Loris Rodigare e Marco Bombardieri

Marco Arlati, neo presidente, afferma: “Noi siamo il terzo settore. Generiamo ricchezza per la nostra Bergamo e offriamo servizi che ne il pubblico ne il privato sono stati in grado di offrire in questi 9 anni. È difficile quantificare il terzo settore ma è essenziale diffondere la cultura e la consapevolezza che è un componente dell’economia. Causa crisi economica, il peso di questa parte dell’economia aumenta sempre di più sul totale della ricchezza generata. L’azione di Cives – Arcigay Bergamo sarà concreta e tangibile partendo dal potenziamento del dialogo e dell’interazione su progetti concreti con le altre associazioni di Bergamo”.

In ambito politico “reputiamo importante rilanciare da subito la rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) sul territorio Bergamasco, attualmente composta dai comuni di Bergamo, Arzago D’Adda, Curno, Levate, Osio Sopra, Valnegra, Comun Nuovo e Almè”.

In ambito salute “vogliamo continuare la diffusione dell’informazione sulla prevenzione, non solo nella comunità LGBT, ma anche ad ampio raggio; la mancanza di formazione sia nelle famiglie, sia nelle scuole, crea una situazione molto pericolosa per tutti i giovani della nostra provincia, che iniziano ad avere rapporti sessuali sempre più in età giovanile e senza la dovuta conoscenza sulla prevenzione”.

In ambito scuola “vogliamo creare un dialogo diffuso con gli insegnanti e gli studenti, per combattere ogni forma di omobullismo e razzismo, tenendo ben alta la guardia contro la diffusione di informazioni fasulle sulla fantomatica teoria gender, che non esiste”.

Nei prossimi anni, conclude Arlati “affronteremo due tematiche che si sono sempre più amplificate nel corso del tempo: gli immigrati richiedenti asilo politico in quanto Omosessuali e il rapporto tra omosessualità e religioni, che tocca i membri della comunità LGBT credenti e praticanti. Per entrambi verranno date delle deleghe specifiche”.

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