BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Nuova legge sull’editoria: “Con piú giornali ci sará maggiore democrazia”

Roberto Rampi, deputato del partito democratico, commenta la nuova legge sull'editoria approvata martedì 4 ottobre: "Un momento storico per l'informazione italiana"

“La speranza è quella di garantire una maggiore pluralità d’informazione in Italia, e magari di favorire un ritorno alla carta, anche se in modalità diverse da quelle del passato”. Roberto Rampi, deputato del partito democratico, di origini lecchesi, commenta così la nuova legge sull’editoria approvata in via definitiva martedì 4 ottobre alla Camera dei deputati con 275 voti a favore, 80 contrari e 32 astenuti.

Il provvedimento legislativo, che per diventare pienamente efficace deve essere completato con i decreti attuativi previsti dalle deleghe al governo, ha visto come relatori proprio lo stesso Rampi alla Camera e il collega di partito Roberto Cociancich al Senato. Un momento storico per l’informazione in Italia, a 35 anni dalla legge sull’editoria, la numero 416 del 1981, e a 53 da quella istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, numero 69 del 1963.

La nuova legge introduce per la prima volta una definizione precisa del quotidiano online. Questo apre importanti prospettive al mondo dell’editoria digitale. Per tutti i dettagli sul testo approvato CLICCA QUI

Onorevole Rampi, possiamo dire che finalmente siamo arrivati al traguardo?

Possiamo e dobbiamo dirlo. Il percorso è stato lungo e tortuoso, ma ce l’abbiamo fatta. Negli ultimi sei anni altri due tentativi erano andati a vuoto. Questa volta però abbiamo centrato il nostro obiettivo.

Si tratta di una legge attesa da tantissimi anni…

Sì, e che riporta le lancette delle normative sull’editoria ai giorni nostri. Un passo importante per i giornali on line, come ad esempio Bergamonews.

Possiamo definirla anche un attestato di stima verso il mondo dell’informazione?

Assolutamente, perchè stabilisce che si tratta di un interesse collettivo, e non privato come affermava chi ha votato contro. Dobbiamo mettere a disposizione denaro per garantire nell’informazione una pluralità di voci, che rappresenta uno dei capisaldi della democrazia. Vogliamo assicurare pluralità nell’informnazione. Pensate che in certe zone dell’Italia addirittura non esistono giornali.

A cosa era dovuto questo scetticismo di alcuni?

Forse anche al fatto che purtroppo in passato spesso contributi di questo tipo erano stati assegnati e poi erano improvvisamente spariti, incassati da loschi personaggi che possiamo definire farabutti. Ora però vogliamo favorire solo attività solide e reali.

Quali sono i criteri di assegnazione dei fondi?

Sono diversi e precisi. Penso ad esempio alla presenza di dipendenti sotto i 35 anni nell’azienda. Insieme al numero di lettori e al rispetto dei contratti di lavoro da parte della società.

Si tende quindi a favorire i giovani?

Sì, ma non solo. Puntiamo all’apertura di nuovi progetti editoriali, che possano includere ragazzi ma anche gente più esperta. Prevediamo che una legge come questa sia un incentivo per la nascita di tanti nuovi giornali on line.

E il vecchio quotidiano di carta è destinato a sparire?

Non credo. Anche se il futuro, ma anche presente, è rappresentato dall’informazione on line, potremo assistere alla nascita di periodici cartacei da affiancare ai siti. Magari settimanali o bisettimanali che approfondiscano le notizie pubblicate in rete.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.