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Legge sui piccoli Comuni, Misiani (Pd): “È per un’Italia che scommette sul futuro”

"È nei piccolo Comuni, in questa parte d'Italia, che si aprono alcune delle opportunità più interessanti per il futuro del nostro Paese, come la green economy, il turismo culturale, l'agroalimentare". È quanto sostiene Antonio Misiani, deputato bergamasco del Partito Democratico, relatore della legge sui piccoli Comuni che ha presentato alla stampa i dettagli di questa proposta di legge ora in discussione al Senato.

“È nei piccolo Comuni, in questa parte d’Italia, che si aprono alcune delle opportunità più interessanti per il futuro del nostro Paese, come la green economy, il turismo culturale, l’agroalimentare”. È quanto sostiene Antonio Misiani, deputato bergamasco del Partito Democratico, relatore della legge sui piccoli Comuni che ha presentato alla stampa i dettagli di questa proposta di legge ora in discussione al Senato.

“L’Italia dei piccoli comuni non è un «piccolo mondo antico»: copre più di metà della superficie, ospita quasi un quinto della popolazione e raccoglie oltre due terzi dei municipi italiani – ha affermato Misiani -. Certo non mancano i problemi: lo spopolamento, l’invecchiamento, l’indebolimento dei servizi pubblici e il digital divide. Inoltre la frammentazione istituzionale è un limite: va promossa con più forza la gestione associata delle funzioni fondamentali (in primis attraverso le unioni e le fusioni di comuni)”.

“La sfida decisiva per le piccole comunità locali è però la ridefinizione delle loro vocazioni, la promozione dello sviluppo sostenibile – prosegue Misiani -. Il declino non è un destino ineluttabile, come dimostra la storia di tante comunità che in questi anni sono tornate a crescere. La proposta di legge Realacci e altri (approvata all’unanimità in prima lettura alla Camera il 27.9.2016 con 438 voti favorevoli – ora in discussione al Senato) si colloca in questa prospettiva: sostenere lo sviluppo sostenibile, contrastare lo spopolamento, tutelare e valorizzare il patrimonio naturale, storico-culturale, architettonico. Le risorse stanziate, 100 milioni complessivi dal 2017 al 2023, sono un primo passo ma soprattutto indicano un metodo: lo Stato è disposto a concorrere al finanziamento di progetti di sviluppo locali, indicando i terreni su cui esercitare questa progettualità e privilegiando l’effetto moltiplicatore delle iniziative, la
capacità di coinvolgere altri capitali pubblici e privati, i progetti presentati da unioni e fusioni di comuni. Oltre a ciò, la legge si occupa dei servizi pubblici, dall’istruzione ai trasporti passando per la banda larga e l’e-government, cruciali per rendere nuovamente attrattive le piccole comunità locali”.

Per Fabio Bonzi, sindaco di Dossena “È una legge importante perché restituisce dignità ai piccoli Comuni. Dobbiamo metterci in gioco, individuando nuove vocazioni, nuovi percorsi di sviluppo locale. Mi auguro che con la legge queste progettualità trovino spazio, le aree interne possono diventare il motore dell’Italia”.

Ermete Realacci, deputato PD, Presidente Commissione ambiente della Camera: “L’unanimità è un fatto raro, dietro c’è un gran lavoro di Antonio Misiani e degli altri due relatori. Ora dobbiamo portarla a casa al Senato. È la quarta legislatura che ci proviamo (la prima approvazione fu nel 2003), questa deve essere la volta buona. Lo scopo principale della legge è cercare di cambiare il modo di guardare l’Italia. L’Italia è forte se fa l’Italia. La legge mantiene un pezzo dell’identità del Paese. Il 93% delle produzioni dop e igp sono nei piccoli comuni. La legge fornisce un indirizzo politico anche sui servizi. Sono misure non assistenziali, ma darwiniane: spingono l’Italia che scommette sul futuro. Ciampi ha sempre visto questa legge con un pezzo di identità patria. E come scrisse Liebskind: “I piccoli centri italiani hanno il dna dell’umanità”.

Carla Rocca, sindaco di Solza e componente della direzione nazionale Pd: “È in atto un vasto processo di riforma degli enti locali, la legge è un pezzo importante. Passo in avanti positivo, i sindaci sono chiamati a cambiare il loro modo di pensare e agire”. Mentre per Gabriele Riva, (sindaco di Arzago d’Adda e segretario provinciale PD: “Bergamo è una provincia di piccoli comuni, la sfida sarà costruire progetti credibili dimostrando di saper lavorare insieme”.

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