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Scuola: ancora non concluse le nomine annuali, ne mancano 400 alle medie

“Ancora centinaia i posti da assegnare anche in bergamasca. Senso di precarietà ormai accomuna attori di questa situazione paradossale”

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A un mese dall’avvio dell’anno scolastico sono “ancora centinaia i posti da assegnare nella provincia di Bergamo ai supplenti, in particolare quelli di sostegno. Solo nelle scuole medie sono circa 400”. Sulla questione interviene Elena Bernardini, segretaria generale della Flc Cgil provinciale: “Nonostante l’impegno puntuale di chi lavora all’Ufficio Scolastico Territoriale e nelle segreterie delle scuole, la complessità delle operazioni e i tempi improponibili imposti dal Miur non permettono di assegnare in via definitiva i docenti alle classi. A partire dalle procedure del concorso ordinario, con lo slittamento del termine per le nomine in ruolo e per le assegnazioni provvisorie interprovinciali, la corsa contro il tempo continua”.

“Altra novità di quest’anno, poi, sono i reiterati rifacimenti delle graduatorie provinciali, imposti dalle sentenze cautelari, cioè dai pronunciamenti provvisori dei giudici amministrativi riguardanti i ricorsi per l’inserimento nelle graduatorie provinciali di personale abilitato (tramite Tfa e Pas), che avrebbe cioè tutti i requisiti ma è rimasto escluso negli ultimi anni. Molti di questi insegnanti si sono infatti rivolti al Tribunale che ha disposto l’inserimento con riserva in attesa del pronunciamento di merito per ciascuno. Questi pronunciamenti dovrebbero avvenire in due diverse date, il 20 ottobre (Tar del Lazio) e il 16 novembre (Consiglio di Stato). Un non improbabile esito negativo potrebbe rimettere in discussione nuovamente tutte le nomine di supplenti che si stanno ancora effettuando” prosegue Bernardini.

“Anche le graduatorie d’istituto dovranno essere riviste, dunque le scuole al momento non possono fare altro che effettuare nomine ‘fino all’avente diritto’ con il probabile cambiamento del personale nel giro di poche settimane. Il senso di precarietà ormai accomuna tutti gli attori di questa situazione paradossale: docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo sono disorientati e travolti da meccanismi che sfuggono al loro diretto controllo. Diventa improcrastinabile un intervento del Miur: le scuole e gli uffici periferici non possono essere lasciati soli ad affrontare le conseguenze dei contenziosi e delle scelte errate che si sono sovrapposte le une alle altre negli ultimi 15 anni”.

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