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Pistoletto porta a Bergamo la mela reintegrata: “Natura e tecnologia devono convivere”

Prendete un artista di fama mondiale, una mostra a lui dedicata, una ragazza appassionata di storia dell’arte contemporanea e otterrete un emozionante ed esaltante incontro.

Ho conosciuto Michelangelo Pistoletto, uno degli artisti italiani più rappresentativi a livello internazionale, alla GAMeC di Bergamo in occasione della presentazione della mostra “Immagini in più, Oggetti in meno, un paradiso ancora” ospitata nel museo d’arte contemporanea dal 7 ottobre al 15 gennaio 2017.

L’artista sarà anche il protagonista della conferenza prevista per la serata di venerdì 7 ottobre presso l’Aula Magna dell’Università di Bergamo, all’interno della programmazione della XIV edizione di BergamoScienza: “Meru Art Science Award IV edizione e la mela reintegrata” durante la quale dialogherà con il curatore Fortunato D’Amico su La Mela Reintegrata: una delle sue opere più recenti e che tutti possiamo ammirare nel piazzale prospiciente la Stazione Centrale di Milano, in Piazza Duca d’Aosta.

“La mela è un simbolo che attraversa tutta la storia dall’antichità ad oggi – racconta anticipando il messaggio della sua opera -, è stata rappresentata in mille modi, ma la prima immagine a cui viene associata si inserisce nella storia di Adamo ed Eva. Quindi nasce con un significato religioso, ma di per sé ha un significato di ‘connessione della storia dell’umanità’ rispetto all’universo, perché la mela prima di essere morsicata era intera e rappresentava gli esseri umani totalmente integrati con la natura. Eravamo di fronte, quindi, al Primo Paradiso, quando cioè gli uomini erano totalmente integrati nella natura”.

A generica

Il concetto di Paradiso è uno dei temi cardine dell’arte di Pistoletto: nel 2003 e negli anni a seguire ha ideato e sviluppato l’opera Terzo Paradiso, che ha come simbolo una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, formato da una linea che, intersecandosi due volte, disegna tre cerchi allineati. I due cerchi opposti significano natura e artificio, mentre quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo di una nuova umanità.

“Lo stadio della mela integra rappresenta il Primo Paradiso – continua Pistoletto -, mentre lo stadio della mela morsicata indica il Secondo. Con il morso della mela siamo usciti dalla natura, abbiamo iniziato come esseri umani ad assumere autonomia, la quale, sviluppandosi poi nel corso dei secoli, è diventata scienza e tecnologia, arrivando a trasformare il mondo naturale in un mondo totalmente artificiale, tanto da associare un simbolo naturale come la mela al simbolo per eccellenza dello sviluppo tecnologico. È un atteggiamento molto preoccupante perché guardando solo verso l’artificio stiamo veramente danneggiando la natura stessa, quindi è arrivato il momento di mettere insieme tecnologia e natura e ricucire quel pezzo morsicato proprio dalla scienza per creare una nuova condizione: il Terzo Paradiso, simboleggiato dalla mela reintegrata.”

L’artista piemontese afferma che non abbiamo ancora raggiunto il Terzo Paradiso e che non viviamo ancora in un’era in cui natura e artificio vivono in armonia perché “c’è bisogno di una condizione intellettuale e culturale che deve accompagnare questo profondo cambiamento. Questa condizione deve toccare tutti gli aspetti dell’educazione, affinché fin da bambini si incominci a capire quali sono le nostre responsabilità verso la natura e si inizi ad agire per creare un nuovo mondo di responsabilità e coscienza sociale.”

La conferenza dell’artista prevista per venerdì 7 sarà anticipata dalla IV edizione del Meru Art Science Award, quest’anno vinto da Jol Thompson, per un’opera audiovisiva realizzata con il supporto dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Si tratta di un importante riconoscimento che intende sottolineare il legame tra arte e scienza, premiando e sostenendo il lavoro di un artista invitato a presentare un progetto che elabori una riflessione sul rapporto tra le due discipline.

Alla domanda se crede che l’arte sia un polo opposto rispetto alla scienza, Pistoletto afferma che non lo è, ma che, anzi, ne è la forza creatrice: “Il simbolo del Terzo Paradiso è la formula scientifica della creazione, due elementi diversi uniti tra loro possono creare qualcosa, un terzo elemento che ancora non esisteva. L’arte sta in mezzo ai due poli opposti, è dunque creazione e capacità di unire le dualità e differenze. La prima opera d’arte che noi conosciamo è l’impronta della mano sulla parete della caverna primitiva e tutti i segni, tutti i linguaggi, tutte le combinazioni che sono state fatte sul piano religioso, politico, economico, scientifico, nascono da quel segno che ha creato la possibilità di scambiarsi le idee e di creare. L’arte rappresenta l’arco che congiunge tutti gli elementi e ora, in questo Secondo Paradiso che stiamo vivendo, l’arte è il centro e la ripartenza verso un nuovo sviluppo.”

Non so voi, ma io ho ancora la pelle d’oca. Vi consiglio, perciò, di non perdervi la conferenza di venerdì 7 ottobre presso l’Aula Magna dell’Università di Bergamo, a Sant’ Agostino. So che sarà entusiasmante.

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